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Il Parlamento europeo dice 'no' all'abolizione dei tirocini non pagati

Il Parlamento europeo dice 'no' all'abolizione dei tirocini non pagati

Bocciato l'emendamento alla risoluzione che intendeva rafforzare il ruolo dei giovani, affossato da PPE, liberali e leghisti

dall’inviato a Strasburgo – Divieto di tirocini non pagati, il Parlamento europeo dice ‘no’. Sulla scia della pandemia e la necessità di rilancio economico, nell’Eurocamera si cercato di cogliere l’occasione per migliorare il contesto lavorativo dei giovani, con una risoluzione che intende dare più centralità alla loro figura nel mondo del lavoro, ma alla prova del voto non dei diritti. La proposta su “occupazione e ripresa dopo la pandemia” chiede di “garantire reali opportunità di lavoro anziché tirocini di scarsa qualità o continui percorsi di formazione”, ma soprattutto stage “retribuiti”.

I socialisti europei (S&D) cercano di spingersi oltre, presentando un emendamento al testo che chiede di “vietare in modo effettivo e applicabile i tirocini e gli apprendistati non remunerati”, bocciato però dall’Aula al momento del voto. Esito: 377 voti contrari, 293 favorevoli, 26 astenuti. A respingere la richiesta di messa al bando di stage non pagati popolari (PPE) e liberali (RE), conservatori (ECR) e sovranisti (ID).

Sulla questione la truppa italiana si divide. Gli europarlamentari di Fratelli d’Italia si astengono, i leghisti votano per affossare l’emendamento, PD e Movimento 5 Stelle scelgono il ‘sì’. Tra i contrari all’idea di porre fine al fenomeno dei tirocini non pagati anche Sandro Gozi, deputato italiano eletto nelle liste elettorali francesi.

Per Brando Benifei, capo-delegazione del PD e tra i firmatari dell’emendamento respinto, delusione e un senso di ‘tradimento’. “I tirocini non pagati devono essere banditi in tutta Europa”, la convinzione dell’europarlamentare, sconfessato però dal voto dell’Aula. “Ai ragazzi servono sicurezza, diritti e opportunità”.  Il Parlamento europeo invece decide in altro modo.

Critica anche Tiziana Beghin, capo-delegazione del Movimento 5 Stelle. “Il 2022 è l’anno europeo dei giovani. Nell’anno europeo dei giovani, i vecchi partiti italiani difendono ancora una volta i potenti e tutti quelli che possono così continuare a sfruttare la manodopera giovanile gratuitamente“. Per la pentastellata “questa ingiustizia deve finire subito applicando il salario minimo a tutti i contratti, anche quelli per i tirocinanti”.

L’Aula, con questo voto, cancella l’impegno e l’eredità di David Sassoli, che in veste di presidente del Parlamento europeo si era speso in prima persona proprio per abolire il fenomeno degli stage non pagati.

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