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Green pass e viaggi, l'UE riapre a tutti i vaccinati senza restrizioni

Green pass e viaggi, l'UE riapre a tutti i vaccinati senza restrizioni

Gli Stati aggiornano le restrizioni ai viaggi da fuori UE, ma non abbandonano completamente l'approccio basato sulla condizione epidemiologica dei Paesi da cui arrivano. Impegno per rivedere la raccomandazione entro fine aprile

Bruxelles – Dopo il via libera degli ambasciatori, oggi (22 febbraio) è arrivato quello dei ministri. Il Consiglio Affari generali ha adottato un aggiornamento delle raccomandazioni ai viaggi da Paesi extra UE proponendo un approccio alle restrizioni basato non solo sulla condizione epidemiologica del Paese da cui si parte ma anche allo status sanitario della persona, ovvero se è vaccinata. La raccomandazione con le nuove regole sui viaggi sarà in vigore dal primo marzo, fa sapere il Consiglio in una nota. 

Su proposta della Commissione, la raccomandazione invita gli Stati membri a “revocare le restrizioni temporanee dei viaggi non essenziali verso l’Unione per le persone vaccinate con un vaccino approvato dall’UE” o tra i vaccini di emergenza dell’Organizzazione mondiale della Sanità (a cui cui potrebbe essere richiesto di presentare un test PCR negativo effettuato 72 ore prima della partenza). Come nel caso dei viaggi dentro l’UE, l’aggiornamento introduce un limite temporale di 9 mesi (270 giorni) per l’accettazione delle prove di vaccinazione attestate dal Green Pass, il certificato COVID digitale dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero inoltre revocare la restrizione temporanea dei viaggi non essenziali per le persone che sono guarite dalla malattia COVID-19 entro i 180 giorni precedenti ai viaggi.

Gli Stati conservano la possibilità di chiedere un test PCR negativo prima della partenza per le persone guarite dalla malattia e per le persone che sono state vaccinate con un vaccino approvato dall’UE ma non sono in possesso di un certificato UE o equivalente. “Dal primo marzo per gli arrivi da tutti i Paesi extraeuropei saranno vigenti le stesse regole già previste per i Paesi europei”, sintetizza su twitter il ministro alla Salute, Roberto Speranza. “Per l’ingresso in Italia sarà sufficiente una delle condizioni del Green pass: certificato di vaccinazione, guarigione o test negativo”.

Gli Stati sposano un approccio più cauto rispetto alla proposta della Commissione, che invece chiedeva il totale superamento dell’approccio basato sulle condizioni epidemiologiche per dare più risalto allo status vaccinale di f. Rimane in sostanza l’aggiornamento ogni due settimane della lista dei Paesi extra UE che hanno una migliore condizione epidemiologica, anche se in parte cambiano le regole per definirli: il numero di casi di COVID-19 ogni 100mila abitanti nei 14 giorni precedenti aumenta da 75 a 100, mentre il tasso di test settimanale per 100mila abitanti aumenta da 300 a 600. La raccomandazione indica però che “è opportuno iniziare a considerare il passaggio a un approccio puramente basato sulla persona”. Gli Stati si prendono l’impegno di aggiornare la raccomandazione entro il 30 aprile 2022, stavolta prendendo in considerazione la cancellazione dell’elenco dei paesi.

Viaggi e nuove regole per i certificati di guarigione

Nel frattempo, la Commissione europea ha adottato un atto delegato per dare modo agli Stati membri di rilasciare certificati di guarigione sulla base di un risultato positivo di un test antigenico rapido. Fino ad ora era possibile ottenerlo solo con un risultato negativo a un test molecolare di amplificazione dell’acido nucleico (NAAT), come la RT-PCR. Il test antigenico rapido utilizzato deve essere incluso nell’elenco comune dell’UE dei test antigenici rapidi per la COVID-19 ed essere effettuato da operatori sanitari o personale addestrato. L’atto delegato dà la possibilità agli Stati membri di rilasciare i certificati retroattivamente sulla base di test effettuati a partire dal primo ottobre 2021, mentre le nuove norme si applicano da ora.