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L'UE "determinata a porre fine alla dipendenza dal gas russo". Von der Leyen riceve il premier norvegese

La presidente della Commissione accoglie a Bruxelles Jonas Gahr Store per discutere di aumenti di forniture di gas all'UE, in piena crisi di approvvigionamento. La Norvegia è il secondo principale fornitore di gas all'UE dopo Mosca e la compagnia di bandiera Equinor Norway ha aumentato i flussi verso il continente già da ottobre

Bruxelles – L’Unione europea è determinata a liberarsi dalla dipendenza dal gas russo e guarda (anche) alla Norvegia. “Abbiamo una relazione speciale e unica e questo non è dovuto solo alla vicinanza geografica, ma anche a quella dei valori”, ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, accogliendo a Bruxelles il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre per discutere della cooperazione UE-Norvegia sulla transizione verde ma soprattutto di approvvigionamento di gas.

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La Presidente della Commissione Europea Ursula von der LEYEN riceve il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr STØRE

La Norvegia, dopo la Russia, è il secondo fornitore di gas all’UE. Già a ottobre, la presidente della Commissione aveva comunicato in un confronto con l’Eurocamera il dialogo in corso con la compagnia norvegese Equinor Norway che da subito ha iniziato ad aumentare le consegne di gas dirette al Continente. La Commissione lavora per diversificare le fonti di gas e proporrà entro l’estate una nuova strategia per un dialogo internazionale sull’energia, per sostenerli nei loro contatti internazionali di forniture. La Norvegia tra tutti “si è dimostrata un fornitore affidabile di gas e sappiamo che potremmo sempre contare su di voi”.

Von der Leyen ammette che per l’UE sono tempi difficili. “La Russia sta strumentalizzando l’energia da mesi per mettere pressione sull’Ucraina e sull’intera Unione europea. Siamo determinati a porre fine alla nostra dipendenza dal gas russo”. Di questo, soprattutto, si parlerà nel confronto di questo pomeriggio con il premier norvegese, di energia. Se il gas è necessario nel breve periodo, per il lungo periodo serviranno le energie pulite. “È questo l’investimento strategico di cui abbiamo bisogno per la nostra indipendenza energetica”, ha concluso la presidente. Il premier norvegese è a Bruxelles insieme a una delegazione norvegese, che incontrerà anche il vicepresidente per il Green Deal, Frans Timmermans.

Nel corso dell’incontro la Norvegia si è impegnata “a rimanere un partner affidabile durante la transizione verso un’economia decarbonizzata e oltre, rendendo l’Europa più verde, più resiliente e contribuendo alla sicurezza energetica”, come si legge nella dichiarazione congiunta diramata da Unione Europea e Norvegia nel pomeriggio. Al centro dei colloqui “la cooperazione in materia di clima, energia e trasformazione industriale” ma soprattutto di come affrontare da partner e alleati la crisi di approvvigionamento di gas all’UE da parte della Russia. I due partner si sono impegnati a esplorerare la possibilità di dar vita a “un’alleanza verde” che faccia leva sull’industria green, “sull’energia rinnovabile, sull’idrogeno verde e a basse emissioni di carbonio”.

Riaffermata “la determinazione” a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra con un percorso comune verso la neutralità climatica entro il 2050, sottoscritta dall’UE nella sua Legge sul clima. Concordi anche sull’impegno intermedio per il 2030, con una riduzione delle emissioni del 55 per cento rispetto ai livelli registrati nel 1990. Nella dichiarazione si riconosce che Bruxelles e Oslo sono legati da una “relazione particolarmente forte come vicini, partner e alleati”, basata anche sulla condivisione di “valori fondamentali comuni”. In preparazione alla prossima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP27) di Sharm el-Sheikh (7-18 novembre 2022) e in qualità di contributori essenziali ai finanziamenti internazionali per il clima, “l’UE e la Norvegia continueranno a lavorare per raggiungere 100 miliardi di dollari l’anno per i paesi in via di sviluppo parti e svolgeranno un ruolo attivo nelle discussioni sugli obiettivi di finanziamento per il clima post-2025”, conclude la nota.

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