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Il patto di stabilità potrebbe restare congelato anche nel 2023

Il patto di stabilità potrebbe restare congelato anche nel 2023

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, apre all'eventualità. "Abbiamo detto che la clausola di sospensione sarà disattivata nel 2023, ma siamo pronti ad adattare la nostra politica, se necessario”

Bruxelles – La guerra in Ucraina e le eventuali ricadute in termini di andamento dell’economia e livello dei prezzi potrebbe rinviare la riattivazione del patto di stabilità e crescita. La Commissione europea, spiega il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis, è pronta a ragionare nei termini stabiliti, ma disponibile a nuove considerazioni. “Abbiamo detto che la clausola di sospensione del patto di stabilità sarà disattivata nel 2023”, ma alla luce delle crescenti tensioni geo-politiche e le incertezze ad esse legate “monitoriamo la situazione e siamo pronti ad adattare la nostra politica, se necessario”, spiega al termine della riunione informale dell’Eurogruppo. Regole in sospeso anche nel 2023, dunque.

Il patto di stabilità è stato sospeso causa pandemia, per permettere agli Stati di rispondere alle conseguenze economiche della pandemia. Il rimbalzo economico c’è stato, nonostante la lieve flessione degli ultimi mesi del 2021, e le intenzioni di governi e Commissione UE erano di tornare alle regole del patto per tenere sotto controllo la spesa pubblica e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il dibattito fin qui si è incentrato su un’eventuale modifica del patto, in particolare la regola del debito per cui il fondo salva-Stati ESM propone di rivedere la soglia massima in rapporto al Prodotto interno lordo innalzandola dall’attuale 60 per cento al 100 per cento.

Dall’Eurogruppo esce ora la possibilità di spingersi oltre. Pascal Donohoe, presidente dell’Eurogruppo, non si sbilancia. Ricorda che il ragionamento è in corso e che “serve coordinamento sulle regole di bilancio”. Si tratta dunque di capire se attorno al tavolo tutti gli Stati sono disposti a procedere ancora senza vincoli. I Paesi nordici in linea di principio non vorrebbero, ma l’invasione ucraina rischia di scombinare le carte in tavola.

Le sanzioni contro la Russia avranno conseguenze per l’economia dell’UE, e dobbiamo valutare come mitigare questo impatto”, mette in guardia Dombrovskis. Preoccupazione condivise anche dalla Banca centrale europea. “Attualmente il costo del gas è sei volte quello di un anno fa“, evidenzia la presidente Christine Lagarde, che teme una trasmissione sull’economia reale. “La BCE farà tutto quanto in suo potere per garantire la stabilità dei prezzi e l’accesso ai finanziamenti”, rassicura. L’UE, nei suoi vari consessi, dunque si mobilita e si prepara. Anche, eventualmente, a tenere congelato il patto di stabilità.