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L'UE lavora per escludere la Russia dal mercato delle criptovalute
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L'UE lavora per escludere la Russia dal mercato delle criptovalute

Commissione e Stati membri ci lavoreranno. Le Maire: "Non devono essere usate per aggirare le nostre sanzioni"

Bruxelles – Dopo il rublo, i bitcoin. L’UE sta cercando di fermare la Russia sui mercato bancari e finanziari, e ora vuole estendere la sua risposta pure a quelli virtuali. I Ventisette ragionano e misure per evitare transazioni in cripto-valute, per essere certi che il Cremlino sia tagliato fuori dall’economia globale. “Prenderemo misure anche per le criptovalute, che non devono essere usate per aggirare le nostre sanzioni“, assicura il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, al termine della riunione straordinaria del consiglio Ecofin, convocata per fare il punto della situazione alla luce delle misure restrittive adottate in risposta all’invasione russa dell’Ucraina.

Non entra nel merito, perché è troppo presto e perché non si intende concedere vantaggi al Cremlino. “Abbiamo ricevuto un rapporto della presidente della BCE, Christine Lagarde, e lo analizzeremo”, continua il ministro francese. “Non possiamo dire al momento che misure prenderemo, ma le prenderemo”.

L’Unione è decisa a fare sul serio. Quello che sta accadendo fuori dei circuiti di pagamento tradizionali desta sospetti e induce a correre ai ripari. “C’è un aumento delle transazioni in criptovalute che indicano la volontà di aggirare le nostre sanzioni”, sottolinea Valdis Dombrovskis, il vicepresidente esecutivo della Commissione UE responsabile per Commercio ed un’economia al servizio delle persone.

Commissione e Stati membri si prenderanno il tempo necessario per studiare i documenti consegnati dal capo dell’Eurotower, per agire nel modo opportuno. C’è la necessità di fare in modo che le sanzioni senza precedenti siano rese il più efficace possibile, e questo passa anche per il mercato informatico.

Intanto Dombrovskis prova a tranquillizzare partner e mercati. “Le sanzioni avranno un impatto” sull’economia a dodici stelle, ma sul sistema finanziario “sarà contenuto”. Questo perché “i nostri fondamentali restano solidi”. Ad ogni i Ventisette lavoreranno anche a misure di sostegno per le imprese più fragili e quelle “maggiormente dipendenti dal gas” e dalle dinamiche del mercato.