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    Home » Politica » Italia, l’UE non chiude la procedura per deficit eccessivo. È solo congelata

    Italia, l’UE non chiude la procedura per deficit eccessivo. È solo congelata

    La decisione contenuta nel pacchetto del semestre europeo. Il governo ottiene concessioni sulla spesa per l'energia, per la gioia di Giorgetti. Paese bacchettato anche per i pochi progressi nella lotta alla povertà

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Giugno 2026
    in Politica
    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni [foto: imagoeconomica]

    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Italia, la procedura per deficit eccessivo resta aperta. La Commissione europea prende atto delle misure intraprese e riconosce i meriti del caso, ma il dossier non si chiude. È probabilmente questa la principale sorpresa del pacchetto del semestre europeo, il ciclo delle politiche economiche dell’UE e il coordinamento delle misure degli Stati membri in materia con le decisioni del caso. Dopo le previsioni economiche che non premiano l’Italia di Giorgia Meloni, per il governo arriva una nuova doccia fredda, forse anche peggiore, visto che all’interno della maggioranza si pensava che aver riportato il rapporto deficit/PIL entro la soglia del 3 per cento volesse dire automaticamente ritorno a condizioni di normalità. Cosa che invece non è.

    “La Commissione raccomanda oggi al Consiglio di abrogare la procedura per disavanzo eccessivo per Malta”, recita la nota di accompagnamento dei documenti prodotti a Bruxelles. “Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione ritiene che siano state adottate misure efficaci per la correzione del disavanzo eccessivo“, e dunque “in questa fase non è necessario intraprendere ulteriori azioni nell’ambito della procedura per disavanzo eccessivo”. Più precisamente: “La procedura per deficit eccessivo per l’Italia è sospesa“. Non archiviata. Un chiarimento che sa di avvertimento: il governo dovrà fare attenzione a come si muove, perché potrà trovarsi di nuovo sotto osservazione e in condizione di correzione coatta del disavanzo.

    Quello che il governo ottiene è una timida apertura in materia di energia. Meloni si era spesa in prima persona per permettere interventi di sostegno pubblico, e la Commissione concede un’estensione della clausola nazionale di sospensione del patto di stabilità interno proprio per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia. La flessibilità prevede nello specifico che per le spese aggiuntive destinate alla difesa ai sensi della clausola di salvaguardia nazionale, si applicherà un limite massimo annuale specifico per il periodo 2026-2028 (0,3 per cento del PIL) e un limite massimo cumulativo (0,6 per cento del PIL) per lo stesso periodo, specificamente destinato alle misure di resilienza energetica.

    Caro energia, braccio di ferro Roma-Bruxelles per flessibilità. Giorgetti: “Serviranno mesi”

    L’iniziativa di maggiore flessibilità segue “la richiesta degli Stati membri”, spiega il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa. È dunque un venire incontro ai governi, incluso quello tricolore. La flessibilità aggiuntiva dello 0,3 per cento l’anno sul livello di deficit “vale per le spese sostenute da febbraio 2026, quindi dall’inizio della guerra in Iran“, chiarisce Dombrovskis, e possono essere ammessi sostegni pubblici come “sussidi per pannelli solari, efficienza energetica, sostituzione dei sistemi di riscaldamento come il passaggio alle pompe di calore”.

    L’estensione della clausola di salvaguardia nazionale “rappresenta una risposta concreta alle sfide del momento”, aggiunge il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto. Si tratta di “risorse destinate a misure di sostegno alle famiglie”, che verranno premiate attraverso rafforzamento delle reti energetiche, più capacità di stoccaggio e più produzione di energia pulita. “La flessibilità non è un’eccezione alle regole“, sottolinea Fitto. Al contrario, “la flessibilità è la capacità dell’Europa di utilizzare i propri strumenti per rispondere alle nuove sfide, proteggendo cittadini, imprese e territori”.

    Esulta il ministro dell’Economia, GIancarlo Giorgetti: “Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. Alla luce di queste novità “il ministero dell’Economia si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie”. Per il titolare del Tesoro, “naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche degli indicatori contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà nella gestione della finanza pubblica italiana”.

    Per il governo arrivano comunque altre cattive notizie, perché la Commissione europea produce anche una relazione Paese sulla convergenza sociale, vale a dire la riduzione delle disuguaglianze e delle disparità tra cittadini e territori. Nel caso dell’Italia emerge che “nonostante il sostegno esistente, molte persone rimangono a rischio povertà”. Vuol dire che il governo ha fatto poco, o comunque non abbastanza, e deve dunque fare di più. 

    Tags: conti pubblicideficitenergiaGiancarlo Giorgettigoverno meloniitaliaRaffaele FittoValdis Dombrovskis

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