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Guerra e sicurezza alimentare: nell'UE si corre ai ripari

Guerra e sicurezza alimentare: nell'UE si corre ai ripari

In Parlamento UE il confronto tra i deputati e il commissario Wojciechowski. La Commissione prepara il suo piano da presentare il 23 marzo. Da Roma il ministro Patuanelli chiede una deroga agli obblighi della PAC per aumentare la produttività, il tema sarà oggetto del prossimo Consiglio agricoltura del 21 a Bruxelles

Bruxelles – La stabilità dei mercati agricoli europei di fronte alla guerra in Ucraina sarà al centro di un confronto tra il commissario europeo Janusz Wojciechowski, e gli eurodeputati della commissione per l’Agricoltura (AGRI) che si terrà domani (17 marzo) al Parlamento europeo di Bruxelles.

La Commissione Europea sta mettendo a punto un piano per la sicurezza alimentare dell’UE da presentare la prossima settimana, il 23 marzo, con misure eccezionali di mercato e interventi mirati per affrontare gli effetti della guerra sull’approvvigionamento di materie prime, come grano, oli commestibili ed esportazioni di fertilizzanti. La comunicazione sarà frutto delle intense consultazioni dell’Esecutivo europeo con gli Stati membri e con i gruppi politici all’Europarlamento, che in maniera unitaria domani chiederanno al commissario di rivedere l’approccio europeo alla sicurezza alimentare, limitando la dipendenza dalle importazioni di materie prime alimentari e aumentando la capacità di produzione dell’UE. Anche derogando alcune regole attualmente in vigore, per sfruttare i campi “a riposo” e aumentare la produzione di colture proteiche.

Le preoccupazioni sempre più diffuse a Bruxelles sulla sicurezza del cibo europeo potrebbero anche far decidere alla Commissione Europea di rimandare ogni decisione “di settore” attesa per quest’anno. Proprio il 23 marzo è in agenda da tempo la presentazione di un pacchetto per la protezione della natura, con inclusa la revisione delle norme europee sull’uso dei pesticidi, nel quadro della strategia ‘Farm to Fork’. Date le preoccupazioni sulla guerra in corso in Ucraina e la necessità di concentrarsi sulla sicurezza alimentare, più che sugli obiettivi di sostenibilità, secondo varie fonti la comunicazione potrebbe slittare.

Stefano Patuanelli, ministro per le Politiche agricole

Ma si stanno intensificando anche le richieste di far slittare l’entrata in vigore della politica agricola comune riformata, programmata per l’inizio del 2023 dopo tre anni di ritardo accumulato nei negoziati. Una richiesta in tal senso è arrivata anche oggi da Roma dal ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli, secondo cui la PAC ha vari “elementi di limitazione della produzione per garantire minore impatto sull’ambiente. Il trattore che inquina meno è quello che sta fermo ma noi vogliamo anche un trattore che porti il cibo in tavola”, ha detto nel corso del ‘Question time’ sulle difficoltà delle aziende sugli approvvigionamenti. Per questo “chiederemo all’Ue di rivedere i piani strategici nazionale in questa fase emergenziale, – ha aggiunto – sospendendo le misure che limitano la produzione, consentendo l’utilizzo delle superfici a riposo e dei pascoli”. Che possa slittare l’entrata in vigore della nuova PAC è improbabile, ma la Commissione potrebbe fare concessioni sui piani strategici dando modo ai governi di modificarli e riattualizzarli rispetto all’emergenza in corso. Il prossimo Consiglio Agricoltura è in agenda lunedì 21 marzo, due giorni prima della proposta della Commissione che, probabilmente, sarà modificata fino all’ultimo per andare incontro alle richieste degli Stati membri.

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