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In Ucraina sono in gioco i "veri valori" UE. Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia spingono per un'azione del Consiglio

Mentre continuano i bombardamenti russi delle città ucraine, i tre primi ministri UE hanno ribadito l'impegno dei Ventisette a sostegno dell'Ucraina nel corso della visita a Kiev: sul tavolo nuove sanzioni contro Mosca e fondi per la ricostruzione del Paese

Bruxelles – Entrati nel ventunesimo giorno di combattimenti in Ucraina, l’esercito russo sta continuando a bombardare pesantemente le città ucraine, in particolare Kiev, Kharkiv e Mykolaiv, snodo fondamentale sulla strada verso il porto di Odessa. È proprio nella capitale Kiev che ieri sera (martedì 15 marzo) è arrivata la delegazione dei premier di Slovenia, Janez Janša, Polonia, Mateusz Morawiecki, e Repubblica Ceca, Petr Fiala, per la prima visita di leader stranieri nel territorio assediato da quando è iniziata l’invasione russa. “L’Europa deve capire che se perde l’Ucraina non sarà più la stessa, non sarà più l’Europa”, ha avvertito Morawiecki dopo l’incontro con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il primo ministro, Denys Šmihal’.

La visita dei tre premier – che si sono presentati come “rappresentanti del Consiglio UE”, nonostante i Ventisette non abbiano conferito nessun mandato – è stato uno scatto in avanti che potrebbe avere conseguenze al vertice dei leader UE della settimana prossima (23-24 marzo). È probabile che Janša, Morawiecki e Fiala riferiscano agli altri capi di Stato e di governo dell’Unione sui colloquio con Zelensky e spingano per una nuova missione diplomatica, questa volta però a nome del Consiglio. Lo si intuisce anche dalle parole usate dai tre leader nella prima giornata di missione: “Negli ultimi due anni abbiamo discusso su grandi valori europei, per lo più un dibattito teorico”, ha scritto Janša su Twitter, sottolineando il fatto che “improvvisamente, ci siamo resi conto che quei valori europei fondamentali esistono davvero e che sono minacciati”. Fiala ha voluto ricordare agli ucraini che “non siete soli, i nostri Paesi sono al vostro fianco“, mentre Morawiecki ha ribadito che “senza l’Ucraina, l’Europa sarà una versione sconfitta, umiliata e patetica del suo passato”.

Tra i punti all’ordine del giorno a Kiev ci sono stati sia ulteriori sanzioni contro la Russia (dopo l’approvazione del quarto pacchetto di misure restrittive UE), sia le modalità di ripartenza del Paese dopo la guerra. Proprio Zelensky ha parlato di uno stanziamento di “almeno 500 miliardi di dollari”, necessario per la ricostruzione delle città, delle infrastrutture e dell’economia distrutta dal conflitto: a questo proposito, il presidente ucraino terrà oggi un colloquio in videoconferenza con il Congresso americano, che gli confermerà lo stanziamento di 13,6 miliardi di dollari come nuovo sostegno immediato per il Paese. Zelensky ha anche esortato allo stop di tutto il commercio globale con la Russia: “Il prezzo di questa guerra contro l’Ucraina deve essere estremamente doloroso per la Russia”. La presenza del presidente statunitense, Joe Biden, al Consiglio UE della prossima settimana potrebbe giustificare l’inserimento di questo punto nell’agenda dei leader UE, il cui tema caldo rimane l’approccio alla guerra in Ucraina e l’inasprimento delle sanzioni contro la Russia.

Nell’immediato, invece, si riaccendono le speranze per una soluzione diplomatica del conflitto. Dopo il quarto round di negoziati, Zelensky ha dichiarato che le posizioni russe iniziano a sembrare “più realistiche”, mentre questa mattina, in un’intervista alla tv russa RBC, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato per la prima volta che “c’è speranza di raggiungere un compromesso“, attraverso “particolari specifici che stanno per essere concordati”. Lavrov ha parlato di “garanzie sulla neutralità dell’Ucraina”, anche se dal governo di Kiev non arrivano conferme a riguardo. La vera novità è il riconoscimento da parte di Zelensky che “l’Ucraina non è un membro della NATO e, nonostante per anni abbiamo sentito parlare della porta aperta, sappiamo che non ci entreremo“. Le osservazioni del presidente ucraino sono state rivolte ai leader della nuova Joint Expeditionary Force, l”iniziativa guidata dal Regno Unito che riunisce dieci paesi dell’Alleanza per creare una capacità di risposta rapida alle crisi.

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