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Russia, nel quinto pacchetto di sanzioni bando all'export pari a tutte le misure USA

Russia, nel quinto pacchetto di sanzioni bando all'export pari a tutte le misure USA

Una sola misura dell'UE vale quanto tutto il divieto di esportazione di Washington. Il peso delle sanzioni è diverso, e per gli europei in realtà non è comparabile: l'economia a dodici stelle più esposta ai contraccolpi

Bruxelles – Non solo carbone. Nel nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia allo studio dell’UE quale risposta all’invasione in Ucraina, ci sono misure commerciali che tagliano i rifornimenti di beni e servizi. L’Europa non venderà più in Russia tutta una serie di prodotti, in misura tale da equivalere, con questo solo provvedimentoi, a quanto decretato in totale dagli Stati Uniti. Fonti diplomatiche spiegano che la misura del divieto di esportazione in questo quinto pacchetto “da sola equivale alle sanzioni su tutte le esportazioni statunitensi verso la Russia“. Si tratta di interventi da 550 milioni di dollari l’anno, cui l’UE risponde con un taglio di analoga portata (circa 503,7 milioni di euro l’anno) alla vendite verso est.

Facendo un rapido paragone, però, emerge il diverso grado di impatto delle sanzioni sulle due sponde dell’Atlantico. Il bando americano riguarda fin qui il solo export di beni di lusso, mentre l’azione UE si aggiunge ai quattro pacchetti già approvati. Emerge dunque quanto, da un punto di vista economico, con tutte le decisioni prese lo sforzo e sacrificio a stelle e strisce sia molto minore di quello a dodici stelle. Inoltre, mentre Washington ha già decretato l’embargo al petrolio russo, l’Ue inizia a ragionarci perché assai diversa è la dipendenza dalla fonte energetica.

In gioco ci sono numeri importanti, che “danno un’idea di cosa rappresenta” il dibattito sulle sanzioni e “del volume economico di cui stiamo parlando”, continua la fonte diplomatica. Per l’UE una riduzione dell’offerta da oltre 500 milioni di euro l’anno implica ripercussioni sulle imprese, già notevoli. Perché quella in discussione è solo l’ultima di una serie di misure già prese. Il lavorio dunque, assicurano a Bruxelles, è normale, visti gli ordini economici in ballo, che possa conoscere rallentamenti, slittamenti, pause di valutazione. Ma i tempi di reazione sono comunque “rapidi”, assicurano. Così come fonti Ue assicurano che sul quinto pacchetto c’è già un accordo di massima, e che è solo questione di finalizzare gli ultimi dettagli.

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