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L'Italia punta al via libera di Bruxelles sul piano strategico della PAC
Stefano Patuanelli incontra virtualmente l'omologo spagnolo Luis Planas

L'Italia punta al via libera di Bruxelles sul piano strategico della PAC "entro fine luglio"

Il ministro Patuanelli a Bruxelles conferma i contatti in corso con la Commissione Europea sulle "osservazioni" ricevute al piano italiano per attuare la nuova PAC, in vigore dal primo gennaio 2023. "Difendiamo le scelte che abbiamo fatto, coerenti con gli obiettivi dell'UE"

Bruxelles – L’Italia punta all’approvazione finale del piano strategico per la nuova Politica agricola comune (PAC) da parte della Commissione Europea entro la fine di luglio. In un bilaterale con il commissario competente Janusz Wojciechowski avuto questa mattina (24 maggio), il ministro italiano per le Politiche agricole Stefano Patuanelli ha affrontato “il tema delle osservazioni” che l’Esecutivo comunitario ha presentato “al piano strategico nazionale” dell’Italia e “stiamo difendendo le scelte che abbiamo fatto, siamo convinti che siano scelte coerenti con gli obiettivi della nuova PAC e l’equilibrio raggiunto” in sede di negoziati “va giustificato agli occhi della Commissione”.

Patuanelli si trovava a Bruxelles per prendere parte a un Consiglio Agricoltura e Pesca, in cui si è discusso anche dell’impatto della guerra di Russia in Ucraina sui mercati agricoli mondiali, dal momento che Mosca e Kiev sono tra i principali esportatori di materie prime agricole al mondo. La nuova PAC sarà in vigore dal primo gennaio 2023, fino al 2027. Per il ministro, la soluzione vera alla crisi energetica trainata dalla guerra di Russia in Ucraina è dar vita a un “Energy Recovery Fund” a livello europeo, sulla scia di quello varato durante la pandemia COVID-19 per la ripresa. “Serve un nuovo debito comune per affrontare l’aumento dei costi dell’energia e creare un’indipendenza energetica dei Paesi UE”, ha sottolineato il ministro, rispondendo a una domanda sulla possibilità data dalla Commissione UE nel piano ‘REPowerEU’ di deviare parte dei fondi della Politica agricola comune (circa 7,5 miliardi) a sostegno degli obiettivi del piano stesso e contro la crisi energetica.

A detta di Patuanelli, già le scelte già adottate dall’Italia nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) “che accompagna la PAC in un percorso di ambientalizzazione dell’agricoltura sono giuste, credo che ridurre ulteriormente delle risorse destinate alla PAC sia complicato perché già abbiamo avuto una riduzione di risorse, in particolare sui pagamenti diretti”, che rappresentano il primo pilastro PAC. Ha spiegato che il “nostro pacchetto riguardo alle misure energetiche è tale da non consentire ulteriori riduzione di risorse sulla PAC”. Per il ministro, in questo momento di crisi è necessario “incentivare la produzione di energia rinnovabile e l’agricoltura può dare un grande contributo senza consumo di suolo agricolo”. Si scaglia contro la decisione “surreale” dell’UE di continuare a “mettere paletti stringenti sulla possibilità di installare pannelli fotovoltaici sulle coperture delle strutture” agricole “limitando la quantità di energia da produrre al consumo e auto-consumo delle imprese”. Per questo “chiediamo che l’incentivo che diamo per l’installazione di pannelli fotovoltaici sia possibile anche per chi vuole produrre più energia di quella che consuma”. Ha spiegato che il “consumo medio delle aziende agricole italiane è basso perché non sono energivore, ma bisogna fare in modo che possano installare sulle loro coperture più pannelli solari possibili”.

Dopo il bilaterale con Wojciechowski, Patuanelli ha incontrato il ministro dell’agricoltura della Repubblica Ceca, Zdenek Nekula, che dal primo luglio presiederà il Consiglio dell’UE per il prossimo semestre di presidenza. Con Nekula “abbiamo riscontrato pieno allineamento sul sistema di etichettatura nutrizionale Ue, con forte contrasto al” sistema francese “Nutriscore, e sostegno alla proposta italiana Nutrinform Battery”. La questione del sistema di etichettatura nutrizionale entra nel vivo dal momento che la Commissione deve decidere entro fine 2022 quale sistema adottare a livello europeo. L’Italia conta sull’appoggio della presidenza di Praga per portare avanti la battaglia contro il Nutriscore.

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