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La Commissione Europea valuta una deroga alla rotazione delle colture per aumentare la produzione in UE

La Commissione Europea valuta una deroga alla rotazione delle colture per aumentare la produzione in UE

Destabilizzare "la sicurezza alimentare" mondiale "è uno degli strumenti e degli obiettivi di questa guerra", afferma il commissario europeo all'agricoltura Janusz Wojciechowski, dopo aver discusso con i ministri europei della necessità di aumentare la produzione agricola in UE di fronte alle difficoltà provocate dall'invasione di Mosca ai danni dell'Ucraina

Bruxelles – La Commissione Europea sta “prendendo in considerazione l’introduzione di alcune deroghe alla strategia Farm to Fork e a misure come la rotazione delle colture” per favorire l’aumento di produzione di fronte ai rischi per la sicurezza alimentare globale trainati dalla guerra in Ucraina. A riferirlo ieri (24 maggio) è stato il commissario europeo competente, Janusz Wojciechowski, in conferenza stampa tirando le somme del Consiglio Agricoltura e Pesca che si è tenuto a Bruxelles.

“Nulla è stato ancora deciso”, ha assicurato. Ma una riflessione evidentemente è in corso per consentire un aumento della produzione in Europa, di fronte a una situazione emergenziale come la guerra in corso. Russia e Ucraina sono tra i maggiori esportatori di materie prime agricole al mondo, la guerra che va avanti ormai da quattro mesi (l’invasione delle truppe di Mosca è iniziata lo scorso 24 febbraio) ha avuto come conseguenza anche un rallentamento della produzione e un sostanziale blocco delle esportazioni. Si teme una crisi alimentare di portata globale: Kiev produce il 12 per cento del grano mondiale, il 15 per cento del suo mais e il 50 per cento del suo olio di girasole, ed è il principale esportatore di prodotti agricoli per i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.

Bruxelles ha varato di recente un piano per aggirare il blocco dei porti sul Mar Nero, causati dall’occupazione russa, e facilitare le esportazioni di grano e cereali dall’Ucraina in tutto il mondo, ma ha anche pianificato una serie di misure per la sicurezza alimentare dell’Europa, tra cui un pacchetto di sostegno da quasi 500 milioni di euro ricorrendo alla riserva di crisi della Pac e liberando dai vincoli di produzione quasi quattro milioni di ettari per aumentare la produzione in Europa. Il piano – presentato a fine marzo – ha incluso infatti una deroga temporanea per il 2022 ai vincoli della Pac per consentire la produzione di colture per scopi alimentari e mangimi su terreni incolti (i cosiddetti “terreni a riposo”) e un nuovo quadro straordinario di aiuti di Stato per agricoltori e aziende agricole, per far fronte al caro dei prezzi di energia, fertilizzanti e produzione.

La Commissione si spinge oltre e valuta una sospensione temporanea anche sulla rotazione delle colture, una tecnica agronomica che fa girare le colture coltivate nello stesso appezzamento, per mantenere i terreni fertili. La deroga, secondo il commissario all’Agricoltura, sarebbe necessaria per poter coltivare prodotti agricoli di prima necessità “come il frumento” in maggiori quantità, ora che si è di fronte a una potenziale crisi di approvvigionamento. “Se dobbiamo aumentare la produzione, dobbiamo andare in questa direzione”. Ieri, alla riunione dei ministri europei dell’agricoltura, si è tenuta una prima discussione sull’argomento “e alcuni Paesi hanno sollevato criticità, mentre altri hanno dato pieno sostegno alla disponibilità della Commissione ad agire in questo senso”. Il commissario ha poi ammesso che “è vero che la rotazione delle colture è qualcosa di molto importante perché garantisce la sostenibilità del comparto” ma “qui siamo di fronte a rischi di approvvigionamento non solo per l’Europa” ma per molti Paesi dell’Africa e Medio Oriente, che dipendono dalle materie prime russe e ucraine. Il commissario polacco ha poi aggiunto che ormai è chiaro che “destabilizzare la sicurezza alimentare” mondiale “è uno degli strumenti e degli obiettivi di questa guerra”.

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