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Il Tribunale UE conferma la decisione della Commissione che vieta la concentrazione tra Thyssenkrupp e Tata Steel
Immagine: Thyssenkrupp

Il Tribunale UE conferma la decisione della Commissione che vieta la concentrazione tra Thyssenkrupp e Tata Steel

Secondo l'esecutivo comunitario l’operazione può comportare un ostacolo significativo a una concorrenza effettiva

Bruxelles – Il Tribunale dell’Unione europea conferma oggi con una sentenza la decisione della Commissione che vieta il progetto di concentrazione tra la Thyssenkrupp e la Tata Steel.

La Thyssenkrupp, gruppo industriale tedesco, e la Tata Steel, società con sede sociale in India, sono attive, in particolare, nella fabbricazione e nella fornitura di prodotti di acciaio piatto al carbonio e di acciaio magnetico. I loro poli di produzione sono in Germania, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Tali società possiedono anche degli impianti di finitura in altri Stati membri.

Il 25 settembre 2018 le due imprese hanno notificato alla Commissione, conformemente al regolamento sulle concentrazioni (Regolamento (CE) n. 139/2004), il loro progetto di acquisire il controllo comune di una società di nuova costituzione che si configurava come impresa comune. La Commissione ha ritenuto che il progetto di concentrazione suscitasse seri dubbi sotto il profilo della compatibilità con il mercato interno e ha deciso di avviare un procedimento di esame approfondito.

Il progetto riguardava principalmente prodotti di acciaio a rivestimento metallico e laminato per imballaggi e prodotti di acciaio zincato a caldo utilizzati nel settore automobilistico.

La Commissione ha adottato una comunicazione delle obiezioni con la quale ha concluso in via preliminare che l’operazione di concentrazione prevista avrebbe dato luogo a “un ostacolo significativo a una concorrenza effettiva in una parte sostanziale del mercato interno”. Dopo aver sentito le imprese in questione e aver formulato domande di informazioni presso un certo numero di operatori del mercato ‑ in particolare concorrenti e clienti ‑ la Commissione, con decisione dell’11 giugno 2019, aveva dichiarato l’operazione incompatibile con il mercato interno e con lo Spazio economico europeo (SEE).

La Commissione ha ritenuto che l’operazione potesse comportare un ostacolo significativo a una concorrenza effettiva, segnatamente a causa di “effetti orizzontali non coordinati risultati dall’eliminazione di un rilevante vincolo concorrenziale”. Di conseguenza, i clienti avrebbero subito una riduzione del numero di fornitori, nonché un aumento dei prezzi.

Secondo la Commissione, le misure correttive proposte dalla Thyssenkrupp e dalla Tata Steel non rispondevano in maniera piena e durevole ai problemi di concorrenza sollevati. La Thyssenkrupp ha di conseguenza adito il Tribunale dell’Unione europea con un ricorso di annullamento della decisione.

Nella sua sentenza odierna, il Tribunale respinge l’insieme degli argomenti dedotti dall’impresa e conferma la decisione della Commissione.

Contro la decisione del Tribunale, entro due mesi e dieci giorni a decorrere dalla data della sua notifica, può essere proposta dinanzi alla Corte un’impugnazione, limitata alle questioni di diritto.