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Auto elettrica, nell'UE 307mila punti di ricarica. Ma ne servirebbero 6,8 milioni

Auto elettrica, nell'UE 307mila punti di ricarica. Ma ne servirebbero 6,8 milioni

Lo rileva ACEA in un nuovo studio dedicato alla mobilità pulita. "Governi intensifichino gli investimenti"

Bruxelles – L’auto elettrica non va veloce, almeno per quanto riguarda il suo sviluppo e la sua capacità di diffusione. Sebbene dal 2017 vi sia stata una forte crescita delle colonnine di ricarica (+180%), il loro numero totale già disponibile in tutto il territorio dell’Unione europea (307mila) è di gran lunga inferiore a quanto richiesto. Lo rileva l’ACEA (Associazione europea dei produttori di automobili) nel rapporto ‘Making the transition to zero-emission mobility’, nel quale vengono tracciati i progressi dell’Unione europea sul fronte della mobilità green e in cui si ribadiscono una volta di più i ritardi a dodici stelle.

Entro il 2030 sarebbero necessari fino a 6,8 milioni di punti di ricarica pubblici in tutta l’Ue per ridurre del 55% le emissioni di CO2 per le autovetture, così come previsto dal pacchetto sul clima ‘Fit for 55’. E se le vendite di auto elettriche sono aumentate di oltre 10 volte tra il 2017 e il 2021, il numero delle colonnine di ricarica è cresciuto appena di tre volte nello stesso periodo.

La metà di tutti i punti di ricarica per auto elettriche nell’Unione europea sulle 307mila disponibili è concentrata solo in due Paesi: Paesi Bassi e Germania che, insieme, costituiscono meno del 10% dell’intera superficie dell’Ue. L’altra metà di tutte le colonnine è sparsa nei restanti 25 Paesi, che coprono il 90% della superficie europea. Il divario tra i Paesi in cima e in fondo alla classifica è enorme. I Paesi Bassi hanno quasi 1.600 volte più punti di ricarica rispetto al Paese con meno infrastrutture (Cipro, con appena 57 punti di ricarica). Solo l’Olanda ha tante colonnine di ricarica quanto 23 Stati membri messi insieme.

L’Italia è al quinto posto della classifica europea per numero di punti di ricarica per auto elettriche. Il nostro Paese conta su poco più di 23mila colonnine sulle 307mila totali, preceduta dalla Svezia con 25mila punti. A dominare la classifica sono i Paesi Bassi (90mila), la Germania (59mila) e la Francia (37mila). Le ultime 5 posizioni, invece, sono occupate da Cipro (57), Malta (98), Lituania (207), Estonia (385) e Lettonia (420).

Solo il 14% di tutti i punti di ricarica nell’UE è ‘fast charged’, cioè in grado di caricare la batteria in breve tempo. Il rapporto dell’ACEA evidenzia, poi, che nel 2021 erano disponibili 136 stazioni di rifornimento di idrogeno in 10 Paesi europei e 4.000 distributori di gas naturale, di cui quasi il 60% concentrato in Italia e Germania.

Gli investimenti dell’industria automobilistica in veicoli a propulsione alternativa, ricorda l’Associazione europea dei produttori di automobili, “stanno dando i loro frutti”. In effetti, sullo sfondo di un mercato dei veicoli in contrazione dello scorso anno, le auto a ricarica elettrica hanno continuato a guadagnare quote di mercato complessive, rappresentando quasi 1 auto nuova su 5 venduta nell’Unione Europea. “Tuttavia – è l’invito di ACEA – questa tendenza può essere sostenuta solo se i governi intensificheranno gli investimenti nelle infrastrutture e manterranno incentivi significativi e sostenibili”.

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