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L'Ue assiste alla deriva del governo Draghi:

L'Ue assiste alla deriva del governo Draghi: "Il balletto degli irresponsabili può provocare una tempesta perfetta"

Per la Commissione è il titolare all'Economia, Paolo Gentiloni, a commentare la fine del governo italiano. Timori per l'attuazione del Pnrr e gli investimenti per la transizione verde espressi dalla vicepresidente dell'Eurocamera, Pina Picierno: "Questa scelta peserà come un macigno"

Bruxelles – Ora è davvero finita. Dopo una settimana di crisi di governo, questa mattina (21 luglio) il premier Mario Draghi ha rassegnato definitivamente le dimissioni al capo dello Stato, Sergio Mattarella, e ora per l’Italia e per l’Ue si aprono scenari difficili da prevedere, che avranno comunque un epilogo certo: la convocazione degli elettori alle urne questo autunno. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, non si sbilancia e per voce del portavoce capo, Eric Mamer, ribadisce quanto già dichiarato la scorsa settimana al primo annuncio di dimissioni del premier italiano: “La presidente von der Leyen ha più volte sottolineato la stretta e costruttiva collaborazione con il premier Draghi” e “si augura di continuare a collaborare con le autorità italiane su tutte le politiche e le priorità dell’Ue“.

Il portavoce dell’esecutivo comunitario non ha aggiunto nulla di significativo a quanto ci si aspettava, sottolineando che (come è sempre stato) la “Commissione non commenta gli sviluppi politici negli Stati membri”. Di ben altro tono è invece il commento di Paolo Gentiloni, titolare per l’Economia: “Il balletto degli irresponsabili contro Draghi può provocare una tempesta perfetta“. Parlando della crisi di governo, il commissario Gentiloni ha esortato a “voler bene all’Italia” nei “mesi difficili” che arriveranno, con i timori all’orizzonte per l’attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr) e gli investimenti necessari per la transizione verde.

Al Parlamento Ue è stata accolta con particolare sgomento la notizia della fine del governo Draghi, soprattutto tra le fila del Partito Democratico. La vicepresidente dell’Eurocamera, Pina Picierno, ha definito la scelta di Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia “un macigno che peserà sul Paese“, davanti a “una stagione difficile per energia, Pnrr ancora da attuare e un conflitto alle porte”. Durissima la collega di partito, Simona Bonafè, che attacca direttamente la decisione di Forza Italia  di non votare la fiducia al governo in Senato: “Mi chiedo che cosa stia pensando la presidente della commissione von der Leyen, membro del Partito Popolare Europeo”, la stessa famiglia politica del partito di Silvio Berlusconi. “Non hanno neanche avuto il coraggio di votare contro il governo che vogliono mandare a casa: Salvini beve Coca Cola, Berlusconi si riposa e Conte non l’abbiamo più visto”, ha affondato in un tweet il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento Ue, Brando Benifei: “Una politica cinica e senza valori, frutto di anni di antipolitica da troppi accarezzata”.

Dalle fila del Ppe, l’eurodeputato e coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, ha rispedito al mittente le accuse, invitando il segretario del Pd, Enrico Letta, a “fare mea culpa perché il suo progetto di campo largo ha provocato le dimissioni di Draghi e poi ha impedito la nascita di un governo senza M5S come avevamo chiesto noi“. Il presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, ha ringraziato il premier uscente e ha accusato il Movimento 5 Stelle per “l’impossibilità di continuare loro dopo il voto contrario”. Per il leader dei popolari europei “ora spetta agli elettori decidere al più presto, l’Europa ha bisogno di un governo stabile di centrodestra a Roma“, indicando Forza Italia come “forza pro-europea e il Ppe sarà al suo fianco”.

 

“Grazie presidente Draghi per averci reso orgogliosi in questi mesi, per aver ridato centralità all’Italia”, ha commentato invece l’eurodeputato di Italia Viva Nicola Danti: “Di fronte all’indecoroso spettacolo di questi giorni abbiamo ancora di più il dovere di portare avanti l’agenda europeista e riformista“. Dello stesso avviso il presidente del gruppo di Renew Europe, Stéphane Séjourné: “L’estrema destra e i populisti hanno aperto una nuova crisi politica in Italia che avrà un impatto in tutti i Paesi europei“, definendo genericamente i responsabili della crisi “persone pericolose per le nostre democrazie”, che “metteranno sempre i loro partiti davanti alla nazione”.

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