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Bruxelles mette in pausa la rotazione delle colture per aumentare la produzione di cereali

Bruxelles mette in pausa la rotazione delle colture per aumentare la produzione di cereali

Adottata la deroga temporanea alle norme sulla rotazione delle colture e sul mantenimento di elementi non produttivi sui terreni coltivabili per aumentare la capacità produttiva dell'Ue per i cereali destinati ai prodotti alimentari. Bruxelles stima di poter riportare in produzione 1,5 milioni di ettari rispetto ad oggi, gli Stati e gli agricoltori potranno decidere se farvi ricorso

Bruxelles – L’Unione europea mette in pausa alcune misure per la sostenibilità dell’agricoltura europea, contro i rischi di insicurezza alimentare. Su richiesta degli Stati membri, la Commissione europea ha adottato oggi (27 luglio) formalmente la deroga temporanea alle norme sulla rotazione delle colture e sul mantenimento di elementi non produttivi sui terreni coltivabili, per aumentare la capacità di produzione in Ue di fronte alla guerra in Ucraina.

Si tratta di norme varate dall’Ue nell’ambito della PAC, la politica agricola comune, per rendere più sostenibile a livello ambientale il sistema agroalimentare europeo, ma che adesso Bruxelles ritiene di dover derogare temporaneamente per far fronte all’insicurezza alimentare dettata dalla guerra di Russia in Ucraina. Una riflessione in questo senso era stata avviata dall’esecutivo comunitario già alla fine di maggio, di fronte a una situazione percepita come emergenziale, tanto per l’Ue tanto per il resto del mondo. Russia e Ucraina sono tra i maggiori esportatori di materie prime agricole al mondo, la guerra che va avanti ormai dallo scorso 24 febbraio ha avuto tra le altre conseguenze anche un rallentamento della produzione e un sostanziale blocco delle esportazioni. Si teme una crisi alimentare di portata globale: Kiev produce il 12 per cento del grano mondiale, il 15 per cento del suo mais e il 50 per cento del suo olio di girasole, ed è il principale esportatore di prodotti agricoli per i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.

Mettendo in pausa la rotazione delle colture, una tecnica agronomica che fa girare le colture coltivate nello stesso appezzamento, per mantenere i terreni fertili, Bruxelles stima di poter rimettere in produzione attiva circa 1,5 milioni di ettari rispetto a quelli utilizzati attualmente per la produzione di cereali.L’impatto effettivo della misura, precisa una nota dell’esecutivo comunitario, dipenderà molto dalle scelte degli Stati membri e degli agricoltori. Riconoscendo l’importanza di queste norme chiamate ‘BCAA’ (Buone condizioni agronomiche e ambientali) per gli obiettivi di sostenibilità dei terreni e delle aziende agricole, Bruxelles precisa nella nota che la deroga sarà solo temporanea: sarà limitata al 2023 e a quanto strettamente necessario per affrontare le preoccupazioni di sicurezza alimentare globale derivanti dall’aggressione militare russa all’Ucraina, per cui le colture tipicamente coltivate per l’alimentazione animale (mais e soia) non saranno interessate.

Bruxelles aveva avanzato la proposta ai governi lo scorso 22 luglio, dopo l’ok delle Capitali la deroga può ora essere formalmente adottata. Secondo la proposta, gli Stati membri che sceglieranno di usare le deroghe “dovranno promuovere i programmi ambientali e le misure agroambientali previsti nei loro programmi strategici nell’ambito” della nuova Pac, che sarà formalmente in vigore dal primo gennaio 2023. Da quando la guerra di Russia è iniziata, l’UE ha varato un piano per aggirare il blocco dei porti sul Mar Nero, causati dall’occupazione russa, e facilitare le esportazioni di grano e cereali dall’Ucraina in tutto il mondo, ma ha anche pianificato una serie di misure per la sicurezza alimentare dell’Europa, tra cui un pacchetto di sostegno da quasi 500 milioni di euro ricorrendo alla riserva di crisi della Pac e liberando dai vincoli di produzione quasi quattro milioni di ettari per aumentare la produzione in Europa. Il piano – presentato a fine marzo – ha incluso infatti una deroga temporanea per il 2022 ai vincoli della Pac per consentire la produzione di colture per scopi alimentari e mangimi su terreni incolti (i cosiddetti “terreni a riposo”) e un nuovo quadro straordinario di aiuti di Stato per agricoltori e aziende agricole, per far fronte al caro dei prezzi di energia, fertilizzanti e produzione.

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