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    Home » Economia » Governi a confronto sulla crisi energia, Italia spinge sul tetto al prezzo di tutto il gas importato in Ue (non solo su quello russo)

    Governi a confronto sulla crisi energia, Italia spinge sul tetto al prezzo di tutto il gas importato in Ue (non solo su quello russo)

    I Paesi Bassi frenano, la Commissione Ue disposta a "discuterne" anche se teme che i fornitori internazionali (come Norvegia e Stati Uniti) possano esportare meno gas. Domani il confronto a Bruxelles tra i ministri europei dell'energia

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    8 Settembre 2022
    in Economia, Politica
    Consiglio UE gas energia

    Bruxelles – Cap al prezzo del gas russo, tetto sugli extra profitti di centrali elettriche non alimentate a gas e liquidità alle imprese. E ancora, contributo di solidarietà delle imprese fossili e taglio ai consumi di elettricità. Il piano contro il caro-energia in cinque punti che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha illustrato ieri (7 settembre) sommariamente in una breve conferenza stampa sono state accolte senza particolari resistenze da parte degli Stati membri Ue, che però hanno chiesto quasi tutti maggiore tempo per un’analisi più approfondita del “pacchetto” di misure. E’ quanto emerso a Bruxelles da fonti diplomatiche dopo il confronto che si è tenuto ieri tra gli ambasciatori dei Ventisette Stati membri e la leader dell’Esecutivo che ha preso parte alla riunione del Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue. E’ consuetudine che il capo dell’Esecutivo europeo si confronti con gli ambasciatori e l’Europarlamento prima di pronunciare l’annuale discorso sullo stato dell’Unione, in programma mercoledì 14 settembre a Strasburgo.

    Ieri è stata la volta degli ambasciatori, oggi von der Leyen ha preso parte alla conferenza dei presidenti dei gruppi politici all’Eurocamera alla presenza di Roberta Metsola. Vista la crisi geopolitica con Mosca e la crisi dei prezzi dell’energia, non è difficile immaginare che i temi al centro del dibattito di prossima settimana saranno la guerra in Ucraina, i prezzi dell’energia, il clima e più in generale l’economia.

    Citizens expect strong, decisive & swift action on inflation & energy prices.

    Ahead of #SOTEU, @Europarl_EN welcomed @EU_Commission President @vonderleyen.

    Urgently we must address energy resilience & autonomy.

    Electricity market must be reformed.
    Climate goals must be upheld. pic.twitter.com/9dib1KNwYM

    — Roberta Metsola (@EP_President) September 8, 2022

    Durante la riunione di ieri degli ambasciatori, a quando si apprende, l’Italia ha avanzato una contro-proposta sul cap al gas russo proposto da von der Leyen per introdurre invece una misura generalizzata di carattere temporaneo per tutto il gas importato nell’UE (e non limitata quindi solo al gas russo via gasdotto). Nei mesi scorsi il premier dimissionario Mario Draghi ha insistito molto a livello comunitario per introdurre un cap al gas russo a livello europeo, con il doppio obiettivo di introdurre una tassa indiretta contro Mosca e abbassare il prezzo dell’idrocarburo. Ora, il governo dimissionario di Draghi propone un tetto generalizzato su tutto il gas e su tutte le transizioni dentro la Ue, anche perché Bruxelles ha ridotto in maniera sostanziale le importazioni di gas da Mosca (secondo le dichiarazioni di von der Leyen al momento compriamo dalla Russia solo il 9 per cento del gas importato, a fronte di una media di oltre il 40 per cento osservata fino all’inizio della guerra in Ucraina.

    A quanto si apprende a Bruxelles, la “proposta” italiana è stata sostenuta da vari Stati membri mentre altri hanno mostrato interesse e chiesto approfondimenti. Secondo fonti diplomatiche anche la stessa Commissione Ue ha espresso interesse e si è detta disponibile ad un esame della proposta italiana, ma nei fatti rimane preoccupata di fissare la misura sul gas perché potrebbe scoraggiare i partner internazionali a fornire più gas all’Europa, come nel caso della Norvegia e degli Stati Uniti. Fonti spiegano ancora che in particolare i Paesi Bassi hanno mostrato “aperto scetticismo” non solo nei confronti della proposta italiana ma in generale verso tutte le misure di intervento sui mercati, a partire dall’idea della Commissione di introdurre un nuovo indice di riferimento per il gas naturale liquefatto diverso dal mercato Ttf di Amsterdam, che si usa per il gas importato via tubo.

    Le proposte avanzate dalla Commissione Ue saranno sul tavolo della riunione straordinaria dei ministri dell’energia che si terrà domani a Bruxelles, in cui non si aspettano grandi decisioni da parte delle Capitali ma un tentativo di convergenza politica per spianare la strada a un accordo al prossimo vertice dei leader che si terrà in ottobre.

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