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    Home » Economia » Maggiore flessibilità sul debito ma riforme vere e più controlli, le nuove regole di bilancio secondo il team von der Leyen

    Maggiore flessibilità sul debito ma riforme vere e più controlli, le nuove regole di bilancio secondo il team von der Leyen

    La presidente della Commissione europea offre anticipazioni su quello che sarà la proposta di riforma del patto di stabilità. Paesi come l'Italia non avranno più scuse

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Settembre 2022
    in Economia

    Bruxelles – Regole più semplici, più tempo per rimettere in ordine i conti, ma meno scuse e più responsabilità. Ursula von der Leyen offre anticipazioni sulla riforma del patto di stabilità e delle regole di bilancio a cui la Commissione europea lavora, ormai da tempo, e che i commissari responsabili presenteranno a ottobre. La presidente dell’esecutivo comunitario non entra nel dettaglio, ma illustra il meccanismo. “Gli Stati membri dovrebbero avere maggiore flessibilità sui loro percorsi di riduzione del debito“, e questa è una buona notizia per l’Italia e per tutti quei Paesi da sempre contrari a rigore e traiettorie di correzione considerate insostenibili. Ma, c’è un ma. “Ci dovrebbe essere una maggiore responsabilità sulla realizzazione di ciò che abbiamo concordato”.

    Il passaggio del discorso sullo Stato dell’Unione dedicato alla governance economica offre il tentativo di compromesso tra le due diverse correnti che da sempre animano l’Unione e la sua eurozona. L’elasticità è la concessione che il team von der Leyen offre in particolare ai Paesi del sud, mentre l’attuazione vera delle riforme la garanzia che serve ai frugali nordici per permettere al nuovo patto di stabilità di poter essere approvato. “Tracciamo ancora una volta una strada comune da seguire. Con più libertà di investire. E più controllo sui progressi“.

    La maggiore flessibilità non sarà un assegno in bianco. Se da una parta si sciolgono vincoli tecnici e giuridici, dall’altro se ne mettono di politici. La ricetta von der Leyen è soprattutto un messaggio politico chiaro all’Italia. Quale che sia il governo che uscirà dalle urne il 25 settembre, le raccomandazioni specifiche per Paese non potranno essere ignorate, se si vorrà fare uso di percorsi sostenibili di crescita. E anche la legge di bilancio che gli Stati dell’eurozona dovranno presentare entro il 15 ottobre (l’Italia potrebbe farlo in ritardo, causa elezioni, ma in questo caso è normale) dovranno contenere misure in linea con obiettivi e necessità di contenimento della spesa e rientro degli squilibri.

    Von der Leyen e il suo collegio sono consapevoli che di fronte alla recessione, allo shock energetico e alle incertezze che ancora ammantano Europa e mercati globali, va fatto in modo di “aprire lo spazio per investimenti strategici e dare ai mercati finanziari la fiducia di cui hanno bisogno”. Ma i governi dovranno contribuire a mandare segnali di affidabilità e serietà.

    Tags: conti pubblicidebitodeficiteurozonaPatto di stabilitàursula von der leyen

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