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    Home » Cronaca » Bulgaria e Romania, l’Aula torna a fare pressioni sul Consiglio per l’allargamento Schengen

    Bulgaria e Romania, l’Aula torna a fare pressioni sul Consiglio per l’allargamento Schengen

    Il Parlamento UE richiama l'attenzione su un dossier considerato da tutte le forze politiche fermo da troppo tempo

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    30 Settembre 2022
    in Cronaca
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    Bruxelles – Allargamento dell’area Schengen, il Parlamento è pronto a esercitare nuove pressioni per l’ingresso di Bulgaria e Romania nell’area di libera circolazione. I gruppi politici hanno deciso di portare nuovamente in Aula un tema considerato per troppo tempo ignorato. Richiesta di “abolizione dei controlli alle frontiere interne terrestri, marittime e aeree” per i due Stati membri dell’est, il Parlamento l’aveva avanzata già nel 2018 ma senza che il Consiglio abbia dato seguito a questa richiesta. Francia, Germania, Paesi Bassi e Finlandia hanno sempre espresso riserve, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia di norme e loro applicazione contro la corruzione e la lotta alla criminalità organizzata.

    Ora la situazione sembra essere cambiata. Il fronte dei contrari si sta indebolendo, anche grazie al cambio di orientamento tedesco operato dall’attuale cancelliere, il socialdemocratico Olaf Scholz. Serve però l’unanimità per poter produrre la riforma di Schengen, e allo stato attuale i Paesi Bassi rappresentano l’ostacolo principale. La presidenza ceca di turno del Consiglio ha previsto di tornare sull’argomento il 14 ottobre, in occasione del consiglio Affari interni. Un solo punto informativo, alla voce “varie ed eventuali”, per ragioni di cortesia istituzionale. Con il Parlamento che torna a esprimersi sull’argomento, non si può riferirne, anche perché la prossima settimana l’Aula prevede un dibattito anche con lo stesso Consiglio in materia.

    Popolari (PPE), socialisti (S&D), liberali (RE), Verdi e la Sinistra marciano compatti. Le diverse forze politiche sono d’accordo a riconoscere a Bulgaria e Romania il loro posto nell’area di libera circolazione. Cercano di vincere le resistenze di un Consiglio dove l’approccio, spiegano addetti ai lavori, è che nell’impossibilità di trovare l’unanimità non si spinge sull’acceleratore e si tende a non tornare sull’argomento, soprattutto in un momento come quello attuale, dove guerra in Ucraina e caro-energia stanno praticamente dettando ogni agenda dei lavori.

    Tags: libera circolazioneparlamento europeoSchengenue

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