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L'Aula di Strasburgo contro il governo Lega-FI-FdI, Tajani:

L'Aula di Strasburgo contro il governo Lega-FI-FdI, Tajani: "Lavorerò nel Parlamento italiano per un'Europa politica forte"

Critiche di socialisti e sinistra per i legami con Mosca e la discendenza dal fascismo. L'ex presidente del Parlamento cerca di rassicurare

dall’inviato a Strasburgo – L’Italia e quel governo che a breve, nelle prossime settimane, si insedierà e siederà in Consiglio dell’UE. Lo strascico delle elezioni del 25 settembre prosegue, e nell’Aula del Parlamento europeo, dove si dovrebbe discutere di aggressione russa in Ucraina e risposta UE, si solleva il tema di un Paese fondatore in mano a forze sovraniste ed euro-critiche. Perché a bene vedere in realtà le cose sono collegate, come ricorda Iratxe Garcia Perez. “Sappiamo dei rapporti della Lega con Putin“, critica la presidente dei socialisti. “Siamo anche preoccupati dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, secondo cui Putin voleva sostituire il presidente ucraino Zelenskyy con ‘gente per bene’ . E’ questo quello che ha detto” il leader di Forza Italia, membro del PPE, denuncia. “E’ questo quello che dobbiamo aspettarci dal nuovo governo?”. La leader dei socialdemocratici ricorda come il presidente russo “stia cercando di dividerci”, e proprio per questo “abbiamo bisogno di restare attaccati al progetto europeo”.

Garcia Perez critica l’alleanza di governo in Italia, con la formazione espressione del PPE insieme all’estrema destra. Ma nel suo intervento non riserva spazi a Fratelli d’Italia. E’ l’europarlamentare della Sinistra radicale, Manu Pineda, ad andare già duro. “Abbiamo i discendenti dei fascisti” in Italia, e “Mussolini è di così cattivo gusto”, critica prendendo la parola.

E’ Antonio Tajani a cercare di sedare gli animi. Vicecoordinatore unico di quella Forza Italia adesso al centro delle critiche per l’alleanza con Lega e FdI, già presidente del Parlamento europeo, figura stimata a Bruxelles e Strasburgo. “Continuerò il mio lavoro nel Parlamento italiano, per un’Europa politica forte”. Parole che gli valgono gli applausi dell’Aula. Gioca molto anche il fatto che sia la sua ultima sessione plenaria, che lascia con promesse molto chiare. “Voglio confermare il mio impegno per l’Europa”, anche nel governo che tante preoccupazioni e critiche solleva fuori dall’Italia.

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