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L'Ue cerca il dialogo con la Norvegia per ridurre i prezzi del gas, ma Oslo frena sul price cap

L'Ue cerca il dialogo con la Norvegia per ridurre i prezzi del gas, ma Oslo frena sul price cap

La commissaria Ue per l'energia, Kadri Simson, a Oslo nel tentativo di un'intesa con il Paese prima di avanzare una proposta operativa per il tetto al prezzo del gas. Per il governo norvegese serve una soluzione commerciale all'aumento dei prezzi, perché sono le aziende a vendere gas

Roma – Rafforzare la cooperazione energetica tra Unione europea e Norvegia, ma non solo. Kadri Simson è volata oggi (27 ottobre) a Oslo con il chiaro intento di discutere con il governo norvegese delle ultime “misure di emergenza” che la Commissione europea ha proposto di adottare per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, tra cui un tetto dinamico e temporaneo al prezzo del gas naturale sulla borsa olandese.

Misure, soprattutto il price cap sul gas, che preoccupano la Norvegia, diventato il principale fornitore di gas all’Europa (il 25 per cento del gas importato da Bruxelles arriva da lì) da quando l’Ue ha deciso di smettere di rifornirsi dalla Russia dopo l’inizio della guerra di invasione dell’Ucraina. In una conferenza stampa da Oslo al fianco del ministro norvegese del petrolio e dell’energia, Terje Aasland, la commissaria europea per l’energia ha confermato di aver presentato all’omologo i dettagli della proposta avanzata ai governi lo scorso 18 ottobre, compresa l’idea di introdurre temporaneamente un corridoio dinamico su tutte la transazioni di gas sul mercato olandese del Ttf (Title Transfer Facility), per il tempo necessario a presentare una proposta di un nuovo indice di riferimento (‘benchmark’) per il gas naturale liquefatto da introdurre al più tardi entro marzo 2023.

La Commissione europea si è mostrata finora cauta a presentare una proposta di price cap, come richiesto dall’Italia, e una delle ragioni era anche il rischio di scoraggiare l’aumento delle forniture di gas da parte dei partner alternativi alla Russia, come la Norvegia che continua a frenare sul tetto. A domanda in conferenza stampa sulle motivazioni di questa contrarietà, il ministro di Oslo ha chiarito che “non è il governo norvegese a vendere il gas, ma sono le aziende private a farlo”. E dunque Oslo preferisce una soluzione commerciale con l’Ue all’aumento dei prezzi. Un “quadro commerciale” in cui le compagnie si incontrano e stipulano “contratti su gas e energia”, ha spiegato, aggiungendo di rispettare il modo in cui la Commissione e gli Stati membri “stanno lavorando ogni giorno per far fronte alla crisi”. Ma che la soluzione all’aumento dei prezzi deve essere trovata in un quadro commerciale. “Questo è sempre il nostro messaggio”, ha puntualizzato.

Da metà settembre è stata creata una task tra Ue e Norvegia con l’intento di studiare i meccanismi per abbassare i prezzi del gas in modo che sia vantaggioso per entrambe le parti, tra cui potenzialmente anche un tetto temporaneo. Le squadre sono al lavoro, ma le visioni sembrano inconciliabili al momento. Simson ha ribadito all’omologo che ulteriori misure per mitigare i costi in bolletta saranno necessarie da parte Ue, perché nonostante gli sforzi e il dialogo “l’Unione europea continua a pagare un prezzo troppo alto per l’energia e questo mette a dura prova le famiglie, le imprese e la nostra economia”. Simson ha riferito di aver spiegato al partner “che sarà necessario introdurre ulteriori misure per ridurre le bollette energetiche dei consumatori già quest’inverno e per prepararsi meglio al prossimo”.

Sui tempi di proposta operativa da parte di Bruxelles sul tetto dinamico al prezzo del gas resta forte l’incognita. In una audizione in commissione per l’industria e l’energia (Itre), Simson ha assicurato che la Commissione europea potrebbe fissare un tetto al prezzo del gas sulle transazioni sul Ttf già questo inverno ma serve un mandato da parte del Consiglio che fa fatica ad arrivare. I capi di stato e governo riuniti a Bruxelles il 20-21 ottobre hanno trovato un accordo di principio per chiedere alla Commissione europea e ai ministri dell’energia di lavorare con urgenza su un corridoio al prezzo del gas. Un via libera al pacchetto di misure doveva arrivare dai ministri europei dell’energia il 25 ottobre, ma non è arrivato. I ministri hanno fatto pochi passi avanti, rimandando nei fatti una decisione vera e propria al prossimo Consiglio straordinario dell’energia che si terrà il 24 novembre.

Vista la crisi e l’incertezza, l’esecutivo potrebbe decidere di avanzare la proposta prima del 24 novembre. “Tutto è possibile”, ha detto Simson a chi le ha chiesto dell’eventualità di una proposta prima di quella data. Ha spiegato che la Commissione Ue “può proporre misure di emergenza, che devono essere temporanee”. E che al momento, su richiesta dei ministri, è al lavoro per analizzare più nello specifico come price cap dinamico può comunque assicurare le forniture di gas all’Europa, senza scoraggiare i fornitori. “Il lavoro tecnico è in corso”.

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