HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
L'Unione europea guarda al potenziale 'verde' dell'Egitto e sigla l'intesa sull'idrogeno rinnovabile

L'Unione europea guarda al potenziale 'verde' dell'Egitto e sigla l'intesa sull'idrogeno rinnovabile

Siglata a margine della Cop27 in corso a Sharm el-Sheikh dal vicepresidente Timmermans e dalla commissaria per l'energia Simson

Bruxelles – Non solo gas, l’Unione europea guarda all’Egitto anche per il suo potenziale rinnovabile. A margine dei lavori della Cop27 di Sharm el-Sheikh, l’Ue ha siglato oggi con l’Egitto (che ospita la 27esima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite) un memorandum d’intesa bilaterale per dare vita a un partenariato strategico sull’idrogeno rinnovabile. A firmare l’intesa a margine dei lavori della Cop27, la commissaria europea per l’energia, Kadri Simson, il vicepresidente per il Green Deal, Frans Timmermans, con il ministro del petrolio egiziano, Tarek El Molla, e il ministro dell’elettricità e delle energie rinnovabili, Mohammed Shaker El-Markabi. Le due parti hanno firmato una dichiarazione congiunta con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e il ministro egiziano della Cooperazione internazionale, Rania El Mashat, annunciando il contributo della Commissione fino a 35 milioni di euro a sostegno dell’Energy Wealth Initiative dell’Egitto.

L’intenzione di rafforzare la cooperazione energetica con l’Egitto era stata annunciata dalla Commissione europea già a inizio estate, in occasione del viaggio della presidente Ursula von der Leyen e della commissaria Simson al Cairo per siglare un Memorandum d’intesa con cui Egitto e Israele si sono impegnati a incrementare le esportazioni di gas naturale verso il Continente, alle prese con il tentativo di ridurre la sua dipendenza dalle forniture di idrocarburi importati dalla Russia nel contesto della guerra in Ucraina. Già in questa occasione, Bruxelles aveva riconosciuto il potenziale dell’Egitto per essere un leader nella produzione e nell’esportazione di energia rinnovabile.

Dal punto di vista di Bruxelles, il partenariato energetico siglato oggi è parte centrale di una più ampia strategia per costruire un partenariato UE-Mediterraneo per l’idrogeno rinnovabile. L’Ue ha indicato nel piano ‘REPowerEu’ presentato a maggio scorso per affrancarsi dai combustibili fossili russi l’obiettivo di raggiungere 20 milioni di tonnellate di consumo di idrogeno rinnovabile nel 2030, di cui dieci provenienti dall’Ue e dieci dalle importazioni. Si tratta anche del terzo accordo di alto livello a cui l’Ue ha lavorato con i partner africani e asiatici a margine della Cop27, per accaparrarsi materie prime e altri materiali raffinati indispensabili per attuare la transizione verde del Green Deal, stipulando a margine dei lavori ‘ufficiali’ partnership con i Paesi in via di sviluppo sull’idrogeno e sulle tecnologie pulite. La scorsa settimana Bruxelles aveva già siglato due memorandum d’intesa, prima con il Kazakistan e poi con la Namibia su materie prime, idrogeno rinnovabile e batterie. Asia e Africa, che l’Unione europea ritiene continenti strategici per rafforzare la sua strategia sulle materie prime e affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia e dalla Cina per la produzione di tecnologie pulite e idrogeno rinnovabile.

A proposito di Africa, nel pomeriggio di oggi il vice presidente Timmermans ha annunciato anche una iniziativa congiunta tra Ue e Unione Africana attraverso il pacchetto di investimenti ‘Global Gateway’ che dovrebbe aiutare il continente africano ad adattarsi ai cambiamenti climatici. L’iniziativa riunirà programmi esistenti e nuovi di adattamento ai cambiamenti climatici fino a un totale di oltre un miliardo di euro e finora vi hanno aderito la Commissione europea insieme a Danimarca, Francia, Germania e Paesi Bassi ma resta aperta ad altri Stati membri e alle banche di sviluppo. L’iniziativa, a quanto ha spiegato Timmermans, si concentrerà sulla raccolta e l’analisi dei dati sul rischio climatico, i sistemi di allarme rapido, sia a livello regionale che nazionale, lo sviluppo di proposte multinazionali e singole per mobilitare finanziamenti internazionali per il clima, anche dal settore privato, e migliorare la pianificazione, per evitare quanto possibile i disastri legati al cambiamento climatico.

Di questo e di tanti altri temi di attualità nelle politiche europee si discuterà nel nono appuntamento annuale di Eunews “How Can We Govern Europe?”, in programma a Roma il 29 e 30 novembre negli spazi delle rappresentanze di Commissione e Parlamento europei, in piazza Venezia.

ARTICOLI CORRELATI