HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
La tecnologia di ricarica a induzione dinamica dei veicoli al Parlamento Ue:

La tecnologia di ricarica a induzione dinamica dei veicoli al Parlamento Ue: "Il progetto Arena del Futuro è europeo"

Una delegazione guidata dal presidente di A35 Brebemi, Francesco Bettoni, ha illustrato a Strasburgo gli ultimi risultati della 'dynamic wireless power transfer' (trasferimento dinamico di potenza senza fili): "È in linea con la transizione a emissioni zero prevista dal Green Deal"

dall’inviato a Strasburgo – Un progetto innovativo, che dall’Italia prova a rivoluzionare la mobilità dell’Unione Europea, proprio nel cuore del Parlamento Ue. Una delegazione guidata dal presidente di A35 Brebemi, Francesco Bettoni, ha presentato oggi (mercoledì 23 novembre) nella sede dell’Eurocamera le evidenze disponibili al momento sul progetto ‘Arena del Futuro‘, dimostrando come la tecnologia della ricarica a induzione dinamica possa contribuire a una transizione verso modelli di infrastrutture e mobilità sostenibile.

Arena del futuro veicoli elettriciLa dynamic wireless power transfer (trasferimento dinamico di potenza senza fili) è lo stadio più avanzato di sperimentazione di questo tipo di tecnologia di ricarica, che permette a qualsiasi tipo di mezzo elettrico – dalle auto agli autobus, fino ai camion – di ricaricarsi viaggiando su corsie dedicate, grazie a un sistema di bobine posizionate sotto l’asfalto.

“All’avanguardia è il concetto stesso di sistema che abbiamo brevettato”, ha spiegato a Eunews il presidente di A35 Brebemi Bettoni. Il processo inizia da impianti a media tensione (come quelli fotovoltaici), connessi alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e, all’interno di cabine, la corrente elettrica viene convertita da media a bassa tensione e da alternata a continua. Successivamente, la corrente viene riconvertita da continua ad alternata con una frequenza adatta al wireless, dal momento in cui le spire – integrate nell’asfalto a circa 12 centimetri di profondità – generano un campo magnetico che trasmette energia tramite induzione ai veicoli, quando circolando le attivano. È così che il ricevitore installato sul veicolo riceve l’energia che alimenta il motore elettrico o che viene accumulata nella batteria.

Arena del futuro veicoli elettrici
Posa delle spire sotto l’asfalto (credits: Arena del Futuro)

Il progetto ‘Arena del Futuro’ è coordinato da A35 Brebemi e Aleatica ed è supportato dalla cooperazione di una rete di aziende e università: “Politecnico di Milano, Università Roma Tre e Università di Parma sono state determinanti per le scelte tecnologiche, di valenza mondiale”, ha sottolineato Bettoni. “La rivista Time ha citato questo sistema come una delle 100 invenzioni più importanti al mondo“, anche per le tecnologie 5G e le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale che possono facilitare lo scambio di informazioni tra il veicolo e le piattaforme di gestione, aumentando la sicurezza stradale e l’efficienza degli spostamenti.

Tra i vantaggi più significativi emersi dalla fase di studio e test in corso nel Nord Italia spiccano l’efficienza energetica del veicolo grazie alla ricarica in viaggio, l’aumento della vita media della batteria (essendo alimentata a intervalli, si eviterebbero picchi di ricarica) e la riduzione del volume stesso delle batterie, senza impattare sulla capacità di carico di merci e persone. “Non ci sarà più l’ansia di non poter arrivare a destinazione perché la batteria si è scaricata mentre si viaggia”, è il commento soddisfatto di Bettoni.

L’Arena del Futuro tra Green Deal e Pnrr

A tutto questo si aggiunge il fatto che il sistema di mobilità di Arena del Futuro è a emissioni zero e può essere installato in porti, aeroporti e aree di parcheggio. Ecco perché la ricarica a induzione dinamica viene considerata come una delle soluzioni concrete verso gli obiettivi prefissati sul piano ambientale dal Green Deal europeo, per quanto riguarda la mobilità sostenibile e il processo di decarbonizzazione del trasporto su strada. Il presidente Bettoni ha voluto ricordare che “le possibilità di sviluppo su larga scala sono enormi, perché nel processo di transizione e di decarbonizzazione il nostro sistema è il più efficiente, il più valido, il più concreto e a emissioni zero”.

Arena del futuro veicoli elettrici
Il tracciato dell’Arena del Futuro (credits: Arena del Futuro)

Il settore del trasporto su strada rappresenta il 75 per cento delle emissioni mondiali di anidride carbonica ed è per questo che a partire dal 2035 le auto diesel e benzina non saranno più vendute in Europa, secondo l’intesa tra il Parlamento europeo e i 27 Stati membri dell’Ue dello scorso 27 ottobre. Dopo la visita di inizio novembre da parte di una delegazione di eurodeputati all’Arena del Futuro di Chiari Ovest (provincia di Brescia) – “che ha mostrato apertura nei confronti di un progetto che guarda alle logiche del futuro” – la delegazione guidata da Bettoni a Strasburgo ha voluto dimostrare che “questo progetto ha una valenza di natura europea“.

Qui si inserisce il tema dei finanziamenti, dal momento in cui “per fare la transizione, bisogna affrontare costi significativi”, ha messo in chiaro Bettoni. “Crediamo che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nelle scelte dell’Unione Europea ci sia spazio anche per finanziare questo tipo di attività“, dal momento in cui “senza le infrastrutture di tipo energetico, non si risolverà mai il problema della decarbonizzazione”. A rafforzare la credibilità di Arena del Futuro c’è anche il fatto che “l’energia utilizzata per la ricarica dei veicoli che transitano è energia proveniente da fonti rinnovabili e in primis dal sistema del fotovoltaico”.

A confermare le speranze di Bettoni è l’organizzatore dell’evento al Parlamento Ue, l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini: “Nel Next Generation Europe abbiamo due grandi capitoli, quello della sostenibilità e quello digitale, e questo modello li integra entrambi”. Di qui la proposta di “garantire a chi imiterà questo tipo di approccio di potersi avvalere del sostegno corposo delle finanze europee, che vanno proprio a finanziare con prevalenza progetti di questa natura”, ha precisato l’eurodeputato a Eunews.

ARTICOLI CORRELATI