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L'Unione europea trova l'accordo sul tetto a 60 dollari al petrolio russo
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L'Unione europea trova l'accordo sul tetto a 60 dollari al petrolio russo

L'intesa degli ambasciatori dei 27 dopo il via libera della Polonia, che durante le trattative ha chiesto una soglia più bassa

Bruxelles – Fumata bianca. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno hanno raggiunto oggi (2 dicembre) un accordo sul tetto massimo al prezzo del petrolio russo a 60 dollari al barile, dopo il via libera della Polonia, l’ultimo Paese rimasto a esprimere riserve sulla cifra (perché chiedeva una soglia più bassa).

Dopo l’accordo politico di principio sul tetto al prezzo del petrolio russo deciso nell’ottavo pacchetto di sanzioni, gli ambasciatori dei 27 stati membri hanno iniziato nei giorni scorsi le trattative per trovare un’intesa sulla fascia di prezzo oltre la quale vietare il trasporto globale via mare del greggio di Mosca verso Paesi terzi. E’ nel contesto del G7 (che riunisce oltre all’Unione europea, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e USA) che le sette economie più ricche al mondo hanno concordato all’inizio del mese di settembre in linea di principio di introdurre un tetto massimo globale sul prezzo del petrolio russo trasportato verso i Paesi terzi, nell’ottica di impedire alla Russia di continuare a trarre profitto dalla guerra di aggressione in Ucraina e di sostenere la stabilità dei mercati energetici globali.

La scadenza ultima per trovare un accordo era il 5 dicembre, quando entrerà in vigore l’embargo al petrolio russo deciso nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca adottato a inizio giugno, con cui i governi hanno deciso di tagliare entro la fine del 2022 il 90 per cento delle importazioni russe di petrolio in arrivo nel continente europeo, attraverso un embargo su tutto il petrolio in arrivo via mare e un impegno di Germania e Polonia a tagliare anche le proprie importazioni attraverso l’oleodotto Druzhba, che è rimasto esentato dall’embargo per andare incontro alle richieste del premier ungherese Viktor Orbán. L’embargo europeo sul greggio russo entrerà in vigore dal 5 dicembre ed è la stessa data di scadenza che hanno i governi per mettersi d’accordo anche sul tetto al prezzo del petrolio via mare. A quanto si apprende, la procedura sarà formalizzata nel fine settimana.

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