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Proteste in Cina per la politica 'Zero Covid', Xi Jinping pronto a maggiori riaperture
Photo by Noel CELIS / AFP)

Proteste in Cina per la politica 'Zero Covid', Xi Jinping pronto a maggiori riaperture

Durante l'incontro con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, il leader cinese avrebbe aperto a un allentamento delle misure anti-Covid, a causa della "bassa letalità della variante omicron prevalente ora nel Paese"

Bruxelles – “La variante Omicron prevalente in questo momento in Cina, meno letale della Delta, permetterà maggiori aperture”: è quanto avrebbe dichiarato, secondo fonti diplomatiche, il leader cinese Xi Jinping nel bilaterale di ieri (1 dicembre) con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Il leader della Repubblica popolare, incalzato da Michel sulle preoccupazioni dell’Ue per la repressione delle proteste contro i draconiani lockdown in diverse città cinesi, avrebbe risposto che si tratta soprattutto di “studenti e adolescenti, frustrati dopo tre anni di pandemia”.

Tre anni in cui Pechino ha scelto di combattere i contagi con un ferreo controllo della popolazione, basato su lockdown, screening di massa e quarantene, piuttosto che investire nella prevenzione: la popolazione non è ancora sufficientemente immunizzata, anche a causa degli scarsi risultati ottenuti dai vaccini locali rispetto a quelli occidentali a tecnologia mRna. “Le compagnie farmaceutiche europee sono disponibili a consegnare i loro vaccini in Cina, quando verranno riconosciuti dalle autorità di Pechino”, ha dichiarato Michel dopo l’incontro con Xi Jinping, riferendosi all’offerta del governo tedesco di Olaf Scholz di inviare in Cina dosi del vaccino contro il Covid-19 sviluppato da BioNTech e Pfizer.

charles michel xi jinping cina
Charles Michel e Xi Jinping

“I due leader hanno potuto scambiarsi le proprie esperienze nel contrasto alla pandemia”, hanno raccontato fonti diplomatiche vicine a Michel, “la sensazione è che la Cina potrebbe iniziare a seguire la linea europea”. Viste le proteste dell’ultima settimana, definite da molti come le più importanti manifestazioni di dissenso nel Paese dalla tragedia di Tien’anmen del 1989, è plausibile che il regime provi a cambiare strategia: negli ultimi giorni la Cina ha allentato la stretta anti-Covid in alcune grandi città come Guangzhou, Chongqing, Zhengzhou e Pechino, dove le autorità avrebbero concesso l’isolamento domiciliare solo per i pazienti contagiati a basso rischio, sospendendo il trasferimento obbligatorio nei siti di quarantena governativi.

Allentamento delle restrizioni sulle libertà personali, ma maggiore controllo e censura dell’informazione: le autorità del partito, preoccupate per l’ondata di “fogli bianchi” nelle piazze cinesi, secondo il Wall Street Journal avrebbero adottato nuove misure per limitare l’accesso alle Vpn, utilizzate dai cittadini per aggirare i controlli governativi su internet.

“Il diritto di manifestare è un diritto fondamentale”, ha ricordato Charles Michel a Xi Jinping, salutando con favore la disponibilità del leader cinese a riprendere il dialogo Ue-Cina sui diritti umani. Un dialogo che, vista la situazione in cui versano milioni di cittadini nel Paese asiatico a causa della politica “Zero-Covid”, non potrà che essere lungo e faticoso.

 

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