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"Risorse comuni per una politica industriale comune". Von der Leyen a Milano rilancia il fondo per la sovranità europea

La risposta dell’Unione europea all’Inflation Reduction Act (IRA) di Joe Biden è un fondo di sovranità europea con cui finanziare un politica industriale dell’Ue, che sia comune e indipendente

Bruxelles – Fondi comuni per una politica industriale comune a livello europeo. La risposta dell’Unione europea all’Inflation Reduction Act (IRA) di Joe Biden è un fondo di sovranità europea con cui finanziare un politica industriale dell’Ue, che sia comune e indipendente. “La logica dietro è semplice: una politica industriale europea comune richiede finanziamenti europei comuni. Per questo ho introdotto l’idea di istituire un fondo di sovranità”, ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronunciando un discorso programmatico per il 120° anniversario dell’Università Bocconi, a Milano.

Un’idea che a grandi linee aveva tratteggiato appena pochi giorni fa in un altro discorso all’Università di Bruges, in cui ha suggerito la possibilità di affiancare il fondo di sovranità a una revisione delle norme europee sugli aiuti di Stato, per massimizzare il loro potenziare nel finanziare la transizione. Von der Leyen non nasconde che altro non sarà che una risposta all’IRA statunitense, il massiccio piano lanciato in agosto dall’amministrazione statunitense per quasi 369 miliardi di dollari di investimenti nelle tecnologie verdi prodotte e vendute nel Paese. Bruxelles teme che il massiccio piano di investimenti nei settori delle tecnologie pulite varato da Biden possa creare distorsioni a livello di concorrenza, “ad esempio privilegiando le imprese statunitensi”, rispetto a quelle con bandiera europea. “È la logica del “Buy American” che sostiene parte dell’IRA”, ha motivato la presidente tedesca, spiegando che sono le agevolazioni fiscali alle imprese attuabili grazie alla legge sull’inflazione che potrebbero portare a discriminazioni e le sovvenzioni alla produzione che potrebbero discriminare le imprese europee”.

Sul fondo per l’industria europea – di cui von der Leyen aveva fatto cenno – già si divide l’Unione europea e lo storico asse Berlino-Parigi. Il tema è arrivato sul tavolo dell’Eurogruppo che si è tenuto in settimana, restituendo l’immagine di un Consiglio diviso. L’Italia ha sostenuto la proposta e nella voce del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detta “favorevole a un piano ‘Ira europeo’ con l’obiettivo della riduzione dell’inflazione”. “Vediamo positivamente misure che favoriscano la competitività e siano a protezione delle produzioni strategiche”, ha aggiunto Giorgetti. La posizione dell’Italia è sostenuta dalla Francia, ma non altrettanto dalla Germania, da sempre contraria all’idea di nuovo debito comune europeo.

Per von der Leyen è arrivato il momento di “affrontare questo problema”, innanzitutto adattando le regole sugli aiuti di stato. “Dobbiamo semplificare gli investimenti pubblici per alimentare la transizione”, ha avvertito von der Leyen. La presidente ha assicurato di star trattando con l’amministrazione Biden per affrontare i “potenziali effetti distorsivi” di IRA e su come collaborare con Washington per ridurre l’eccessiva dipendenza dalla Cina sulle materie prime. “Stiamo lavorando a stretto contatto con l’amministrazione Biden sugli aspetti più preoccupanti dell’IRA”, come “sforzi congiunti su diversi settori della tecnologia pulita, in cui affrontiamo sfide comuni come l’eccessiva dipendenza dalla Cina”, ad esempio – ha citato von der Leyen – creando un club delle materie prime in chiave anti-Pechino, “per superare il monopolio cinese in questo campo”, ha spiegato.

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