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Qatar gate, von der Leyen: serve un organismo etico indipendente per le istituzioni Ue
Ursula von der Leyen

Qatar gate, von der Leyen: serve un organismo etico indipendente per le istituzioni Ue

Per la presidente della Commissione Ue "le accuse contro Eva Kaili sono molto gravi" e mettono in luce il problema dell'indipendenza e dell'integrità delle istituzioni comunitarie. L'ex presidente dell'eurocamera, Antonio Tajani, difende il Parlamento "vittima del comportamento di alcune persone"

Bruxelles – La bolla europea di Bruxelles ha avuto a disposizione un weekend per digerire lo scoppio del “Qatar gate”, lo scandalo rivelato nella giornata di venerdì dalla procura belga su presunti casi di corruzione all’interno del Parlamento europeo, allo scopo di “ripulire” l’immagine dell’emirato in vista della Coppa del mondo di calcio di Qatar 2022.

A distanza di 48 ore, dopo la conferma avvenuta ieri (12 dicembre) dell’arresto della vicepresidente dell’eurocamera Eva Kaili e del suo compagno – e assistente dell’eurodeputato Andrea Cozzolino – Francesco Giorgi, dell’ex deputato europeo del Pd Pier Antonio Panzeri e del segretario generale dell’Ong No Peace Without Justice, Niccolò Figà-Talamanca, questa mattina Bruxelles si è svegliata con la consapevolezza che questa storia rischia di recare danni gravi per la reputazione dell’intera Unione europea.

“Le accuse contro la vicepresidente del Parlamento sono molto serie”, ha ammesso oggi la leader della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che si è detta preoccupata perché “c’è in ballo la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni comunitarie”. Per fugare ogni dubbio sulla connivenza dell’intera Eurocamera, la presidente Roberta Metsola ha già annunciato il ritiro di tutte le deleghe affidate a Kaili in quanto vicepresidente. Decisione analoga l’ha presa il gruppo politico della Kaili, i Socialisti e democratici (S&D), che hanno chiesto un voto per destituire la politica greca al centro dello scandalo.

Il danno d’immagine è già però molto forte, e secondo von der Leyen “è tempo di discutere un codice etico che valga per tutte le istituzioni europee, con regole chiare e meccanismi di controllo analoghi”. Perché il problema di fondo, secondo la presidente della Commissione, è che il Parlamento Ue non si è dotato di un corpo di normative che garantiscano “i più alti standard di indipendenza e integrità”. L’esecutivo comunitario ha già previsto un comitato etico indipendente che vigila sulle compatibilità degli incarichi dei Commissari: per questo la presidente von der Leyen rivendica la maggiore trasparenza del suo gabinetto e assicura che la Commissione “sta controllando ogni dettaglio sui registri di trasparenza” in cui “vengono pubblicati tutti gli incontri” dei membri della Commissione.

In realtà il registro per la trasparenza Ue, sul quale vengono segnalate tutte le lobby che lavorano a contatto con le istituzioni europee, è già stato unificato nel 2020; ciò che mancherebbe al Consiglio e al Parlamento è un organismo etico indipendente, motivo per cui von der Leyen “ha da tempo proposto la creazione di un comitato congiunto, che non deve essere per forza quello della Commissione”. La commissaria Ue per la Trasparenza, Věra Jourová, avrebbe già “preso contatti con le altre due istituzioni” per portare avanti questo processo.

Il problema della regolamentazione delle “porte girevoli (revolving doors)” è stato sottolineato anche da Pina Picierno, che con la greca Eva Kaili condivide (condivideva, ndr) il ruolo di vicepresidente dell’eurocamera e il gruppo politico di provenienza, gli S&D: ospite di Lucia Annunziata su Rai 3, Picierno ha ammesso che “il tema è più complesso di un registro delle lobby”. La vicepresidente dell’eurocamera ha poi assicurato che il gruppo dei socialisti, per il momento l’unico coinvolto nel Qatar gate, “non farà sconti a nessuno”, e che valuterà la possibilità di “costituirsi parte lesa nei procedimenti che vedranno coinvolte le persone accusate”.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che ha ricoperto il ruolo di presidente del Parlamento Ue dal 2017 al 2019, commentando l’accaduto ha difeso l’integrità dell’istituzione, “vittima del comportamento di alcune mele marce, che ne hanno danneggiato l’immagine” e ha salutato con favore la decisione di Metsola di sospendere immediatamente Eva Kaili, “favorendo il corso della giustizia”.