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Dal Vertice europeo il mandato a chiudere l'accordo sul price cap al Consiglio energia di lunedì

Dal Vertice europeo il mandato a chiudere l'accordo sul price cap al Consiglio energia di lunedì

I capi di stato e governo danno mandato ai ministri di finalizzare un accordo sul tetto al prezzo del gas lunedì al Consiglio energia, dando via libera anche all'accelerazione dei permessi per le rinnovabili e al regolamento sugli acquisti congiunti di gas

Bruxelles – Quasi tre ore di confronto sul tema energia e l’invito ai ministri a finalizzare un accordo sul tetto al prezzo del gas lunedì. All’ultimo Vertice europeo dell’anno in corso oggi (15 dicembre) a Bruxelles, i capi di stato e governo dell’Ue non entrano nel dettaglio della divisiva questione del ‘meccanismo di correzione del mercato’, ma rimettono la palla nelle mani dei ministri europei e nelle conclusioni adottate li invitano a chiudere una volta per tutte la partita sul tetto al prezzo del gas al prossimo Consiglio energia in programma il 19 dicembre nella capitale belga.

Nelle conclusioni si legge l’esortazione “a ultimare il 19 dicembre 2022 i lavori sulle proposte di un regolamento del Consiglio che rafforza la solidarietà attraverso un migliore coordinamento degli acquisti di gas, attraverso la piattaforma energetica dell’UE, gli scambi di gas attraverso le frontiere e parametri di riferimento affidabili per i prezzi, un regolamento del Consiglio che stabilisce un quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e un regolamento del Consiglio che istituisce un meccanismo di correzione del mercato per proteggere i cittadini e l’economia da prezzi eccessivamente elevati”. Questo perché i ministri europei hanno scelto di legare in una logica a ‘pacchetto’ l’accordo politico sul tetto al prezzo del gas all’adozione formale di altri due atti legislativi di emergenza: un regolamento sull’accelerazione dei permessi alle rinnovabili e uno sugli acquisti congiunti e la solidarietà sul gas. Vista la fumata nera dello scorso 13 dicembre, quando i ministri non sono riusciti a chiudere un accordo, la decisione su tutti e tre i fascicoli è slittata al 19 dicembre con la prospettiva di finalizzare tutto il pacchetto una volta per tutte.

A quanto si apprende a Bruxelles, la premier Giorgia Meloni – al suo primo Vertice Ue a Bruxelles – avrebbe sottolineato la necessità di chiudere l’accordo. La leader di FdI avrebbe insistito per un meccanismo di riduzione del prezzo del gas, rilanciando impegno e dibattito sul price-cap. Da parte dei leader Ue non c’era però alcuna volontà ad aprire il dibattito nel dettaglio della soglia di prezzo. Una decisione che deve essere presa a livello di ministri. Il negoziato sul price cap sta proseguendo a livello di capitali e in bilaterale e si sta muovendo tra i 160 euro/MegaWattora a 220 euro/MWh, a indicare la fascia di prezzo per attivare il tetto. Per far scattare il tetto, la soglia di prezzo dovrebbe rimanere più elevata della cifra che dovrà essere stabilita per un periodo di tempo tra 3 e 5 giorni e quando la differenza con i prezzi globali del gas naturale liquefatto (Gnl) è sopra 35 euro per lo stesso numero di giorni. Secondo il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, un “accordo pieno e positivo” sulle politiche di risposta al caro-energia e la definizione di un tetto al prezzo del gas è possibile. “Ci sono dettagli tecnici che potrebbero essere risolutivi”, aggiunge senza entrare nel merito.

Alle conclusioni del Vertice, i leader affidano anche l’impegno a portare avanti il lavoro su una serie di iniziative pensate per la sicurezza energetica degli Stati membri: la “rapida operatività dell’aggregazione della domanda di gas e del meccanismo di acquisto congiunto attraverso la Piattaforma energetica dell’Ue”, a cui, rispetto all’ultima versione della bozza hanno aggiunto la necessità di accelerare “la discussione con partner affidabili per garantire la fornitura di gas in vista dell’inverno 2023/2024, con l’obiettivo di concludere contratti a lungo termine”; il riempimento degli stoccaggi di gas con il monitoraggio delle traiettorie di riempimento e il monitoraggio degli obiettivi di riduzione della domanda di gas”. In ultimo, alle conclusioni è affidato l’invito a preparare in maniera tempestiva “i piani di emergenza per l’inverno 2023/2024”, per non trovarsi impreparati di fronte a tagli alle forniture di gas da parte della Russia.

Infine, i leader Ue hanno ricordato l’importanza di ottenere da parte della Commissione europea un’analisi “d’impatto sulla riforma strutturale del mercato dell’elettricità dell’Ue, anche per quanto riguarda l’effetto dei prezzi del gas sui prezzi dell’elettricità, per renderlo pienamente idoneo a un sistema energetico decarbonizzato e per facilitare l’adozione delle energie rinnovabili, che la Commissione presenterà all’inizio del 2023”. La proposta di riforma strutturale del mercato elettrico dovrebbe arrivare da parte della Commissione europea a inizio 2023, ma a giorni la Commissione europea dovrebbe presentare il documento di consultazione affinché gli Stati possano contribuire al dibattito e all’elaborazione della proposta, che dovrebbe includere il disaccoppiamento dei prezzi del gas e dell’elettricità.

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