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    Home » Economia » La corsa ai prestiti non spesi del Recovery Fund per finanziare l’indipendenza energetica

    La corsa ai prestiti non spesi del Recovery Fund per finanziare l’indipendenza energetica

    La quota dei 225 miliardi di euro in prestiti non richiesti da Next Generation annunciata da Bruxelles per finanziare REPowerEu' potrebbe essere ridimensionata. Dopo l'entrata in vigore del regolamento, i governi avranno 30 giorni di tempo per avanzare la richiesta di usufruirne. Finora solo Italia, Grecia, Portogallo, Cipro e Romania lo hanno fatto

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    27 Dicembre 2022
    in Economia, Politica
    prestiti Il commissario per l'Economia, Paolo Gentiloni, durante la riunione allargata dell'Eurogruppo. "Il tempo per il sostegno di emergenza è finito", annuncia [Bruxelles, 17 gennaio 2022. Foto: European Council]

    Bruxelles – Prende le mosse la corsa dei Paesi europei a richiedere i prestiti ancora non utilizzati del Next GenerationEu, prima che questi siano reindirizzati agli obiettivi di indipendenza energetica dell’Ue. Il governo di Spagna ha comunicato nei giorni scorsi l’intenzione di richiedere alla Commissione europea di poter usufruire degli 84 miliardi di euro in prestiti e ulteriori 7,7 miliardi di euro in sovvenzioni non ancora richiesti nell’ambito del NextGenerationEU, il piano da quasi 800 miliardi di euro varato per la ripresa economica dalla pandemia.

    La richiesta di Madrid dovrà essere approvata da Bruxelles entro due mesi e l’esborso delle risorse sarà vincolato a nuove riforme e pietre miliari. Questo significa che la Spagna impiegherà tutte le risorse che le spettano nel quadro del Next Generation, ma significa anche che ci saranno meno risorse fresche con cui finanziare il ‘REPowerEu’ il piano varato a maggio per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi al più tardi entro il 2027.

    Nell’idea della Commissione Europea, il piano potrebbe essere finanziato con quasi 300 miliardi di euro, di cui però le uniche risorse fresche in senso proprio saranno 20 miliardi di euro che i co-legislatori dell’Ue hanno deciso di finanziare per il 60 per cento con risorse dal Fondo per l’innovazione (12 miliardi di euro) e per il 40 per cento dall’anticipazione delle quote del mercato del carbonio, il sistema Ets (8 miliardi), che oggi sono ferme nella riserva di stabilità del mercato. Altre risorse in sovvenzioni potrebbero arrivare in sostanza dalla possibilità concessa ai governi (facoltativa) di dirottare fino a 26,9 miliardi di euro dai fondi di coesione e fino a 7,5 miliardi di euro dalla Politica agricola comune (Pac). Sul piatto, Bruxelles ha proposto infine di mettere a disposizione i 225 miliardi di euro di prestiti non spesi dai governi dal ‘Next Generation Eu’ e redistribuirli tra tutti i Paesi, compresi quelli come anche l’Italia che hanno già richiesto tutta la loro quota di prestiti.

    La quota di prestiti e sovvenzioni già mobilitati per l’Italia (Fonte: Commissione europea)

    Per ora non è possibile fare un calcolo preciso di quante risorse potrebbero spettare all’Italia da REPowerEu con una redistribuzione dei fondi. Se dovesse essere accettata da Bruxelles, la richiesta del governo spagnolo porterebbe a 141 miliardi la quota dei prestiti utilizzabili e, secondo una fonte diplomatica, la Spagna non sarà l’unico Paese in Ue a richiedere la sua quota. Dopo l’entrata in vigore del regolamento REPower su cui Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo a metà dicembre (presumibilmente da gennaio), i governi avranno fino a 30 giorni di tempo per dichiarare se intendono utilizzare la loro quota di prestiti non utilizzati. Per ora ad averne fatto richiesto insieme all’Italia, solo Grecia, Portogallo, Cipro e Romania.

    Una volta avanzate tutte le richieste, Bruxelles potrà calcolare quanti di questi 225 miliardi di prestiti annunciati potranno essere in concreto utilizzati allo scopo. Secondo le stime preliminari di Bruxelles, l’Italia potrebbe usufruire di 2,7 miliardi dalla quota dei 20 miliardi di euro di fondi aggiuntivi e per ora è l’unica cifra definita. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha suggerito nelle scorse settimane che circa 9 miliardi di euro saranno mobilitati in Italia a sostegno degli obiettivi di REPower, ma senza chiarire nel dettaglio da dove arriveranno le risorse.

    Un quadro più chiaro sulle risorse effettive che REPower potrebbe mobilitare si avrà solo dopo la scadenza dei 30 giorni. I governi avranno poi tempo fino ad agosto 2023 per definire un piano d’azione per indicare in che modo i prestiti potrebbero contribuire agli obiettivi di indipendenza energetica. Il fatto che buona parte dei prestiti di Next Generation verosimilmente non sarà utilizzabile per finanziare ‘REPowerEu’, apre la strada all’idea che la Commissione Ue sarà presto costretta a trovare nuove vie di finanziamento aggiuntive del piano. La presidente della Commissione von der Leyen ha sostenuto l’idea a più riprese nel corso degli ultimi mesi, promettendo per il 2023 una proposta per potenziare finanziariamente ‘REPowerEU’ anche se non si conoscono ancora i termini.

    Tags: italiarepower euunione europea

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