Bruxelles – Orsacchiotti, pupazzi, bambole, macchinine, aeroplanini, monopattini, puzzle e tanto altro ancora. Nelle confezioni regalo per i doni da fare a figli e nipoti finiscono tanti prodotto ‘made in China’. Almeno così è stato nel 2021, anno che ha visto l’importazione di giocattoli dalla Repubblica popolare cinese per un valore commerciale complessivo di 5,8 miliardi di euro. I dati diffusi da Eurostat indicano nei prodotti per i più piccini una forte domanda Ue dal mercato extra-europeo, con la stragrande maggioranza di giochi, l’83 per cento del totale di acquisti per 7,1 miliardi di euro complessivi, proveniente proprio dalla Cina.
Se nell’anno preso in esame la Cina è stata il principale fornitore di giocattoli dell’Ue, Vietnam (4 per cento) e Regno Unito (2 per cento), sono gli altri mercati a cui ci si è rivolti per soddisfare le esigenze di regalo per i bambini europei. In questo traffico commerciale, circa un quinto delle importazioni di giocattoli nell’Ue è andato in Germania (19 per cento), mentre i Paesi Bassi e la Francia hanno rappresentato rispettivamente il 17 per cento e l’11 per cento.









![Manifestazione di agricoltori, allevatori, ambientalisti e cittadini, che nella mattinata di ieri, si sono riuniti di fronte all’emiciclo di Strasburgo per chiedere il respingimento il provvedimento sulle NGT. [Foto: Eunews]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-17-at-18.06.50-120x86.jpeg)
![Un momento del summit UE-Russia del 2013 [foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/ue-russia-120x86.png)
