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    Home » Economia » Eurozona, inflazione al 9,2 per cento. Il caro-energia spaventa di meno. Gentiloni: “Ridurre le misure di sostegno”

    Eurozona, inflazione al 9,2 per cento. Il caro-energia spaventa di meno. Gentiloni: “Ridurre le misure di sostegno”

    I dati Eurostat confermano la riduzione di 0,9 punti percentuali tra novembre e dicembre. I generi alimentari primo fattore del caro-vita. Il commissario per l'Economia: "Evitare che interventi contro caro-bollette siano permanenti"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Gennaio 2023
    in Economia
    L'inflazione torna a una cifra sola nell'eurozona (9,2 per cento) e l'energia non è più la componente principale

    L'inflazione torna a una cifra sola nell'eurozona (9,2 per cento) e l'energia non è più la componente principale [foto: Wikimedia Commons]

    Bruxelles – L’inflazione frena, sulla scia del rallentamento degli aumenti dei costi dell’energia. Eurostat conferma le stime diffuse a inizio mese. A dicembre il caro-vita nell’eurozona si è ridotto di quasi un punto percentuale, scendendo a quota 9,2 per cento rispetto al 10,1 per cento di novembre. Un risultato che mostra almeno due elementi: in primo luogo quei segnali di rinnovato ottimismo che induce governi e analisti economici a considerare che il rischio di una nuova recessione possa essere scongiurato; dall’altro si certifica che adesso la principale componente a trainare in alto l’inflazione sono i generi alimentari, e non più l’energia.

    Nell’ultimo mese del 2022 il contributo maggiore al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro è venuto da alimentari, alcol e tabacco (+2,88 punti percentuali, pp), seguiti da energia (+2,79 pp), e servizi (+1,83 pp). Come conseguenza della frenata dell’aumento dei prezzi energetici, il tasso di inflazione si riduce anche negli Stati membri. In Italia a dicembre l’indice ha toccato quota 12,3 per cento (-0,3 punti percentuali rispetto a novembre), in Germania 9,6 per cento (-1,7 pp), in Francia 7,1 per cento (-0,4 pp), in Spagna 5,5 per cento (-1,2 pp). Nel complesso 11 Stati membri con la moneta unica su 20 restano con un livello di inflazione a doppia cifra, ma il tasso generale medio torna ad essere a una cifra.

    Segnali che inducono a delle riflessioni sulle misure di risposta al caro-bollette vissuto finora. Con la componente energetica che non è più l’elemento principale del caro-vita, il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, da Davos solleva il tema dell’eliminazione delle politiche eccezionali di sostegno. Ammette che “non è facile eliminare queste misure, da un punto di vista sociale” e anche da un punto di vista politica. “E’ una questione delicata”, ma che presto o tardi andrà affrontata.

    “Dobbiamo evitare che le misure di contrasto al caro-energia restino permanenti e illimitate nel tempo“, avverte il componente italiano dell’esecutivo comunitario. Non agire in tal senso “sarebbe un rischio” per la tenuta dei conti dei governi. A proposito di conti, dalla Commissione era giunto l’invito al governo Meloni di fare in modo che le misure contro il caro bollette non gravassero sulle finanze pubbliche, e il messaggio che Gentiloni lancia dal World Economic Forum suona dunque da pro-memoria anche per il suo Paese.

    La Commissione guarda con una certa apprensione al volume del debito e alla sua sostenibilità, consapevole che le stime prodotte a Bruxelles sono state riviste a Francoforte, dalla Bce. L’esecutivo comunitario aveva previsto che le misure di risposta al caro-energia avrebbero pesato per lo 0,9 per cento del Pil dell’Eurozona, ma senza un ritiro di queste stesse misure o il peso potrebbe anche arrivare  “attorno al 2 per cento” alla fine di quest’anno, avverte Gentiloni. La “graduale eliminazione” risulta dunque un elemento di dibattito per l’Eurozona.

    Tags: dati eurostatenergiaeurostateurozonainflazionePaolo Gentiloni

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