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    Home » Economia » Stop diesel e benzina, Bruxelles avvia l’iter sulle ‘eco-innovazioni’ per le auto post 2035

    Stop diesel e benzina, Bruxelles avvia l’iter sulle ‘eco-innovazioni’ per le auto post 2035

    La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica - che rimarrà aperta fino al 20 settembre - sull'atto delegato (un regolamento di attuazione) che andrà a definire quale sarà la procedura per approvare quelle tecnologie cosiddette innovative per alimentare auto e furgoni post 2035, alternative al solo elettrico

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    24 Agosto 2023
    in Economia
    emissioni auto

    Bruxelles – Dopo le tensioni degli ultimi mesi sullo stop ai motori termici a partire dal 2035, per Bruxelles è tempo di stabilire quale sarà la procedura per approvare quelle tecnologie cosiddette innovative (che la Commissione chiama ‘eco-innovazioni’) per alimentare auto e furgoni post 2035, alternative al solo elettrico. La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica – che rimarrà aperta fino al 20 settembre – sull’atto delegato (un regolamento di attuazione) che andrà a definire questa procedura, previsto dall’ormai celebre ‘considerando 11’ che ha contribuito a convincere la Germania a dire ‘sì’ a un divisivo provvedimento.

    Il regolamento sulle emissioni di CO2 prevede lo stop all’immatricolazione di motori a combustione interna, diesel e benzina, a partire dal 2035, con una tappa intermedia di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto nuove e dei nuovi furgoni entro il 2030 (rispettivamente del 55 e 50 per cento, rispetto ai livelli del 2021). L’accordo raggiunto tra i colegislatori di Parlamento e Consiglio include una clausola di revisione perché la Commissione valuti nel 2026 i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e possa riesaminare tali obiettivi tenendo conto degli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in. Nonostante l’accordo politico tra colegislatori, il testo – parte del pacchetto sul clima ‘Fit for 55’ – è rimasto in stallo per mesi a causa delle critiche mosse da vari Stati membri, tra cui Italia e Germania. Infine l’accordo in seno al Consiglio Ue si è raggiunto a fine marzo – con il ‘no’ della sola Polonia, l’astensione dell’Italia, della Bulgaria e della Romania – dopo che Berlino si è convinta ottenendo la garanzia della Commissione europea che ci sarà effettivamente un futuro post 2035 per i carburanti sintetici, gli e-fuels.

    L’Italia ha provato a ottenere la stessa garanzia per i biocarburanti, ma senza lo stesso successo. La differenza, per la Commissione europea, sta nel bilanciamento della CO2. I carburanti sintetici, o efuel, sono considerati a zero emissioni di carbonio perché sono realizzati utilizzando processi alimentati da energia elettrica e le emissioni di CO2 catturate, che secondo i sostenitori bilanciano la CO2 rilasciata quando il carburante viene bruciato in un motore. La stessa compensazione per ora non è stata dimostrata per i biocarburanti. Attraverso questo considerando la Commissione europea si è impegnata a creare un percorso legale per la vendita di nuove auto che funzionano anche con carburanti sintetici o innovativi (che possano dimostrare di non emettere CO2 o di risparmiarla) dopo il 2035, per andare incontro alla richiesta della Germania. Per limitare il meccanismo delle eco-innovazioni alle tecnologie con un impatto più significativo sulle emissioni di CO2, la Commissione suggerisce di fissare una soglia minima di 0,5 g/km di risparmio per innovazione.

    Nella proposta di regolamento attuativo si legge che saranno i “produttori o i fornitori a presentare domande che propongono una tecnologia innovativa come eco-innovazione”. La domanda deve contenere una metodologia con tutti gli elementi necessari per determinare il risparmio di emissioni di CO2 che si ottiene attraverso la tecnologia, considerando “in particolare l’identificazione di una base di riferimento appropriata, la definizione di condizioni di prova specifiche e l’utilizzo reale della tecnologia innovativa”. La domanda dovrà inoltre includere una “relazione di verifica” redatta da un organismo indipendente e certificato che dimostri “l’ammissibilità e le qualifiche della tecnologia innovativa”.

    L’articolo 7 del regolamento di attuazione è quello dedicato al risparmio di CO2 che deve essere certificato grazie alle innovazioni ecologiche e la Commissione propone di non considerare un risparmio di CO2 per un singolo veicolo inferiore a 0,5 g/km. La Commissione Ue precisa che quando i veicoli sono dotati di più innovazioni ecologiche, il costruttore deve dichiarare nella domanda di omologazione “se le interazioni tra le innovazioni ecologiche possono influire sul risparmio totale di CO2”. La consultazione è stata lanciata ieri sera e rimarrà aperta fino al 20 settembre, nell’ottica di adottare la proposta entro la fine dell’anno.

    Tags: autobenzina e dieselcommissione europeagermania

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