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    Home » Politica » Il Pse ha deciso di sospendere l’adesione delle forze socialdemocratiche slovacche dalla famiglia europea

    Il Pse ha deciso di sospendere l’adesione delle forze socialdemocratiche slovacche dalla famiglia europea

    Inevitabile la strada percorsa dalla presidenza del Partito del Socialismo Europeo dopo la scelta di Smer e Hlas di allearsi con l'estrema destra nazionalista per formare una maggioranza di governo. Tre eurodeputati saranno sospesi dal gruppo S&D la prossima settimana

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    12 Ottobre 2023
    in Politica
    Slovacchia

    Bruxelles – La decisione era nell’aria da settimane, ma con gli sviluppi politici in Slovacchia degli ultimi giorni la scelta è stata inevitabile. La Presidenza del Partito del Socialismo Europeo (Pse) ha sospeso oggi (12 ottobre) l’adesione dei partiti slovacchi Smer-Ssd e Hlas-Sd dopo la scelta di campo delle forze guidate rispettivamente da Robert Fico e da Peter Pellegrini per un’alleanza di governo con l’estrema destra del Partito Nazionale Slovacco dopo le elezioni del 30 settembre.

    Fico Pellegrini Slovacchia
    Da sinistra: il leader di Smer-Ssd, Robert Fico, e di Hlas-Sd, Peter Pellegrini (credits: Vladimir Simicek / Afp)

    A rendere noto il voto all’unanimità della presidenza del Pse è stato il Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo, che in un comunicato ha accolto “con favore” la misura presa contro i due partiti socialdemocratici slovacchi. “Il memorandum d’intesa firmato dai tre partiti non è compatibile con i valori e i principi progressisti della famiglia europea dei socialisti e dei socialdemocratici”, mettono in chiaro gli eurodeputati S&D. Il riferimento non è solo alla recente intesa con l’estrema destra nazionalista – che porterà presto l’ex-premier Fico a guidare una coalizione supportata da 79 deputati su 150 – ma anche ai “recenti commenti pubblici e le posizioni assunte” dai leader dei due partiti “in merito alla guerra russa contro l’Ucraina, alla migrazione, allo Stato di diritto e alla comunità Lgbtq+“. Tutto questo ha destato “serie preoccupazioni” per politiche che “non trovano posto nella famiglia progressista”.

    Seguendo la linea della presidenza del Pse – e secondo le procedure interne – l’Ufficio di presidenza S&D proporrà “nella riunione della prossima settimana” al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici di sospendere l’adesione dei tre eurodeputati slovacchi che attualmente si trovano tra le fila dei socialdemocratici all’Eurocamera (composto da 143 membri in totale). Si tratta di Monika Beňová e Katarína Roth Neve’alová (entrambe in quota Smer-Ssd) e Róbert Hajšel (anche lui eletto nel 2019 tra le fila del partito di Fico e oggi indipendente). Smer-Ssd è già stato sospeso dal Pse per dieci mesi nel 2006, dopo la formazione della prima coalizione di governo con il Partito Nazionale Slovacco e ha rischiato lo stesso nel 2015 per la dura retorica anti-migrazione. Finora non sono mai state prese misure drastiche come l’espulsione.

    Eurodeputati Slovacchia S&D
    I tre eurodeputati slovacchi che saranno sospesi dal Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

    Lo scenario politico post-elezioni in Slovacchia

    Dopo le elezioni del 30 settembre in Slovacchia, la socialdemocrazia filo-russa di Smer è emersa come prima forza in Parlamento, conquistando il 22,95 per cento delle preferenze. Al secondo posto il Partito Progressista del vicepresidente del Parlamento Ue, Michal Šimečka (17,96), e al terzo posto Hlas-Sd (14,70). Con solo altri quattro partiti sopra la soglia di sbarramento al 5 per cento – i conservatori di OĽaNO, il Movimento Cristiano Democratico, i liberali di Libertà e Solidarietà e la destra euroscettica filo-russa del Partito Nazionale Slovacco – è stato subito chiaro che i 27 deputati di Pellegrini sarebbero stati determinati per la formazione di qualsiasi maggioranza. Le opzioni erano due: o una coalizione europeista e filo-Ucraina (in cui avrebbe potuto anche essere premier) con progressisti, cristiano-democratici e i liberali, o un’alleanza con le due forze filo-russe, i socialdemocratici di Smer e la destra estrema del Partito Nazionale Slovacco.

    Governi Paesi Ue Destra Sinistra 12/10/2023La partita è sembrata aperta fino a martedì (10 ottobre), quando lo stesso Pellegrini ha convocato una conferenza stampa per annunciare il suo appoggio alla seconda opzione, denunciando presunti “problemi ideologici” tra i progressisti e i cristiano-democratici in un’ipotetica maggioranza di governo (comunque abbastanza stabile con 82 deputati). Da Šimečka è arrivata l’accusa di aver deciso un sostegno a Fico fin dal giorno dopo le elezioni perché “interessi più forti” li legano. Pellegrini, ex-premier tra il 2018 e il 2020 e leader del partito fondato nel 2020 dopo la scissione da Smer, ha invece assicurato che “con la nostra presenza garantiremo che l’appartenenza della Slovacchia all’Ue e alla Nato non sia messa a repentaglio“. In altre parole Hlas-Sd vuole porsi come garanzia di una politica estera di continuità, attraverso un costante ricatto a Smer (42 deputati) e nazionalisti di destra (10) di abbandonare la coalizione in caso contrario.

    In ogni caso a Bruxelles l’alleanza dei partiti socialdemocratici e l’estrema destra sembra quasi inverosimile, con il collante di valori estranei all’Ue (Stato di diritto e diritti fondamentali) e di una retorica anti-ucraina e anti-sanzioni contro la Russia. Senza dimenticare il nuovo elemento radicalizzante all’interno della coalizione: il Partito Nazionale Slovacco riceverà incarichi di governo, dopo anni di propaganda estremista del leader del partito, Tomáš Taraba, ricordato per la diffusione di simboli nazisti (per cui è stato condannato) e per i tentativi di ridurre le sanzioni per l’uso improprio dei fondi Ue. Questo in un Paese in cui il futuro premier Fico si è dimesso nel 2018 a seguito dell’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová, che avevano denunciato legami tra la ‘ndrangheta e l’élite slovacca, tra cui esponenti di Smer.

    Tags: elezioni slovacchia 2023parlamento europeoPartito socialista europeoPeter PellegriniRobert FicoS&DSlovacchiasocialisti e democratici

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