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    Home » Politica » L’Eurocamera muove i primi passi sulla riforma dei trattati. La richiesta di aprire una Convenzione sul tavolo dei governi a dicembre

    L’Eurocamera muove i primi passi sulla riforma dei trattati. La richiesta di aprire una Convenzione sul tavolo dei governi a dicembre

    Maggiore uso del voto a maggioranza qualificata, diritto di iniziativa legislativa, referendum e istituzionalizzazione del sistema dello ‘Spitzenkandidaten’

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    22 Novembre 2023
    in Politica
    futuro dell'ue trattati

    Conferenza sul futuro dell'Europa (Maastricht - 12 febbraio 2022)

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    Strasburgo, dall’inviata – Maggiore uso del voto a maggioranza qualificata, diritto di iniziativa legislativa e istituzionalizzazione del sistema dello ‘Spitzenkandidaten’ per conferire all’Eurocamera il compito di suggerire al Consiglio europeo il nome della futura o del futuro capo della Commissione europea. Sulla riforma dei trattati qualcosa infine si muove, anche se l’Eurocamera risulta più spaccata di quanto dovrebbe su un tema su cui potrebbe invece mostrarsi molto più ambiziosa e ‘trascinare’ gli Stati membri. 

    Con 305 voti favorevoli, 276 contrari e 29 astensioni, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha adottato oggi (22 novembre) una proposta di risoluzione per chiedere formalmente l’apertura di una Convenzione che porti a un processo di riforma dei trattati su cui l’Unione europea si fonda. Un meccanismo rimesso in moto dalla Conferenza sul futuro dell’Europa – il primo esperimento di democrazia partecipativa a livello comunitario – e mai realmente portato a termine a causa delle reticenze di buona parte delle 27 cancellerie.

    Il testo della relazione – adottato in commissione per gli Affari costituzionali (AFCO) lo scorso 25 ottobre – è firmato da ben cinque eurodeputati co-relatori, uno per gruppo politico che sostiene la proposta: il belga Guy Verhofstadt per Renew, il tedesco Sven Simon per il Ppe, il tedesco Gabriele Bischoff per i Socialisti&Democratici (S&D), il tedesco Daniel Freund per i Verdi europei e il tedesco Helmut Scholz per la Sinistra. A non sostenere il progetto di riforma, come previsto, sono stati i Conservatori e Riformisti di Ecr (di cui fa parte Fratelli d’Italia) e la destra di Identità e Democrazia (di cui fa parte la Lega).

    Per aprire una Convenzione che porti alla riforma dei trattati servono 14 Stati membri in seno al Consiglio, una maggioranza semplice che non è facile da trovare. La risoluzione consente all’attuale presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue di chiedere formalmente ai governi nel corso del Consiglio Affari Generali del 12 dicembre se intendono trasmettere al Consiglio europeo la richiesta (sulla base dell’articolo 48 TUE) di convocare, dopo le elezioni europee del giugno 2024, una convenzione per riformare l’architettura istituzionale dell’Ue. Il tema dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio Affari Generali del 12 dicembre. 

    Gli eurodeputati sostengono un sistema legislativo meno sbilanciato nei confronti dell’Eurocamera, chiedendo il diritto di iniziativa legislativo (ora in capo alla sola Commissione europea) e aumentando il numero delle decisioni a maggioranza qualificata in seno al Consiglio (al posto dell’unanimità). Per rispondere alle preoccupazioni dei popolari, nel compromesso finale gli eurodeputati hanno mantenuto il voto a maggioranza qualificata rafforzata (che si raggiunge quando almeno 4/5 degli Stati membri che rappresentano almeno il 50 per cento della popolazione votano a favore).

    Gli eurodeputati sostengono inoltre l’istituzione di referendum europei, su richiesta del Parlamento europeo e con l’accordo del Consiglio europeo con la maggioranza degli Stati membri. Un emendamento di compromesso specifica che i risultati di un referendum europeo “saranno convalidati se la maggioranza dei cittadini a livello europeo lo approverà e se c’è anche il sostegno della maggioranza dei cittadini a livello nazionale nella maggior parte dei paesi dell’Ue”, spiega una nota dell’Eurocamera. Quanto alle competenze, gli eurodeputati vogliono stabilire una competenza esclusiva dell’Unione per l’ambiente e la biodiversità e competenze condivise in materia di sanità pubblica, protezione civile, industria e istruzione. Propongono l’avanzamento delle competenze condivise dell’Unione nei settori dell’energia, degli affari esteri, della sicurezza esterna e della difesa, della politica delle frontiere esterne nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia e delle infrastrutture transfrontaliere.

    Tags: convenzioneriformaTrattati UE

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