- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 17 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Due libri che ho letto

    Due libri che ho letto

    Diego Marani di Diego Marani
    29 Novembre 2023
    in Editoriali
    Immagine tratta da https://www.turismofvg.it/it/

    Immagine tratta da https://www.turismofvg.it/it/

    Francesco Ronchi

    “La scomparsa dei Balcani”

    Rubettino, 2023

     

    Amir Alagić

    “Un’infanzia lunga cent’anni”

    Ronzani, 2023

     

    Dalle mie parti “balcani” è un sostantivo e sta a intendere in dialetto ferrarese una categoria particolarmente feroce di zingari propensi alla faida e alla vendetta. Da due fronti opposti il saggio di Francesco Ronchi “La scomparsa dei Balcani” e il romanzo di Amir Alagić “Un’infanzia lunga cent’anni” di questo raccontano, scavando nel buco nero da sempre aperto proprio nel cuore dell’Europa e che continua incessantemente a esplodere.

    Quando dall’Italia si parte per i Balcani, si comincia inesorabilmente da Trieste che è per la regione come Istanbul per l’Anatolia: la metropoli, l’unica riconosciuta tale, magnetica, irrinunciabile ma a tutti ugualmente straniera. Ronchi ne fa l’ago della sua bussola percorrendo da cima a fondo la penisola e la usa come cartina di tornasole per leggere i travasi di popolazione che, antichi e moderni, prima o poi si infrangono anche sul capoluogo giuliano. Come accade in queste settimane nei vecchi fabbricati asburgici dietro la stazione divenuti ricovero di migliaia di immigrati della rotta balcanica che la città si sforza di ignorare. Si potrebbe dire che i Balcani sono un susseguirsi di faglie dove una crolla inesorabilmente sulla successiva, dai passi del Vardar nell’antica Rumelia ottomana alle frontiere istriane. E proprio qui, nella città dove assieme a Fiume resta viva una presenza italiana Amir Alagić innesta la sua storia.

    Vladimir e Slavko, i due protagonisti del romanzo, sono forse due anime della stessa persona o l’autore stesso, diviso in due dal suo essere perennemente in esilio, come racconta lui stesso. Nato a Banja Luka, Alagić ha scelto di vivere a Pola quasi per esclusione, incalzato dalle guerre iugoslave che lo hanno sospinto via dalla sua terra.  Di Pola ha abbracciato tutte le contraddizioni facendosi figlio della sua storia, anche questa una faglia che dal romanzo emerge vivida e tragica. Come se nei Balcani fosse impossibile trovare un luogo privo di fratture, alla fine una vale l’altra e Alagić qui baratta la complessità bosniaca per un ugual peso di quella istriana. Siamo nell’Istria apparentemente placida e rustica, dalla terra rossa e dai vigneti lindi, luogo di spiagge e liete vacanze. Ma a guardare da vicino le sue pietre emergono i suoi aggrovigliati confini, che non sono solo quelli ovvi della slavità e della latinità, di Venezia e Vienna ma si intrecciano con le rotte marittime e il commercio, con le mai sopite migrazioni dai Balcani occidentali e con l’espansionismo magiaro. Fiume, antico porto d’Ungheria è ancora oggi guardata con sospetto da Zagabria che la considera sempre un poco infida e ribelle. Se la legione dannunziana aveva attecchito così bene nella città contesa non doveva essere stato un caso. Se è pur vero che del cosmopolitismo di queste terre resta solo la memoria, il peso specifico che la memoria assume da queste parti quasi lo ravviva. Alagić non può scansare le tragedie della terra in cui è venuto a vivere e dove i suoi personaggi si muovono come in un inseguimento. Le occupazioni, gli esodi e i massacri scorrono sullo sfondo del romanzo e se ne fanno quasi personaggi. La vicenda poliziesca alla fine è solo un gioco di specchi per raccontare la città di Pola, che qui assume una fisionomia quasi triestina, nel senso della sua indefinibilità.

    L’intrigo è svelto e ben costruito e non si avvita nel vortice balcanico ma prende un respiro ampio proiettandosi nel cuore dell’invadente Occidente, a New York, più precisamente a Wall Street, dove il protagonista che vive da hippie e contesta il potere della finanza, viene stanato da un evento tragico che lo riporta a casa. La globalizzazione non attecchisce nei Balcani e Vladimir ricade prigioniero dei suoi confini. Ronchi cita il filosofo Carl Schmitt che li chiamava “spazi tellurici”, contraddistinti cioè dal primato della terra che si fa grammatica della politica. “Il potere equivale al territorio” nelle parole del Presidente croato Zoran Milanovic. Ma il racconto di Alagić ci mostra indirettamente anche una trasformazione nella percezione del territorio etnico che Ronchi descrive nel suo saggio. Le migrazioni suscitate dalle guerre iugoslave hanno fatto esplodere le comunità tradizionali disperdendole in luoghi ora avulsi dalle nazioni. E sono questi luoghi a risorgere, come Pola, nella loro nuova identità multipla. “Il luogo è di chi ci vive a prescindere dalle origini” osserva Ronchi individuando una nuova faglia balcanica che prende a spintoni la nazione. 

    Una famosa epistola di San Sava recita: ”In principio fummo confusi. L’Oriente pensava che fossimo Occidente mentre l’Occidente considerava che noi fossimo Oriente.” Una confusione che opprime ancora il mondo balcanico, così facilmente associato all’ingerenza russa. Ma anche questo pensiero facile va rivisto, scrive Ronchi. Perché spesso la russofilia serba è solo di facciata o è un vecchio riflesso iugoslavista di non allineamento. L’Occidente americano non è rimasto immune dalle sue invasioni balcaniche se, come racconta Ronchi, è dal villaggio macedone di Veles che partì una delle più potenti campagne di fake news a favore di Trump durante la campagna elettorale e se nelle campagne attorno a New York ancora oggi si ritrovano nei loro circoli gli eredi del Gottschee, la minoranza tedesca dei Balcani scacciata da Tito.

    A trent’anni dalle guerre che dilaniarono la Iugoslavia i Balcani restano ai margini dell’Europa, promessi a un’adesione che non si concretizza. Ma la loro geografia è cambiata e i loro vecchi confini, fisici e mentali, all’apparenza così granitici, forse aspettano solo una spallata per crollare definitivamente.

    Tags: balcanilibri

    Ti potrebbe piacere anche

    Branislav Djordjevic durante una delle proteste contro il governo di Aleksandar Vučic
    Politica Estera

    INTERVISTA/ Ventiquattro anni e un mandato d’arresto: la storia di Doroteja e Branislav, gli attivisti serbi anti-Vučić costretti all’esilio

    15 Giugno 2026
    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, in visita in Kosovo (Fonte: Imagoeconomica)
    Difesa e Sicurezza

    La NATO ridimensiona la sua presenza in Kosovo: “Situazione della sicurezza migliorata”

    12 Giugno 2026
    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron in Montenegro [Foto: EC - Audiovisual Service]
    Politica

    Allargamento, in Montenegro si fa strada l’ipotesi di un’integrazione graduale per nuovi membri UE

    5 Giugno 2026
    Piola libri Bruxelles
    Cultura

    La Danimarca lavora ad azzerare l’Iva sui libri per incoraggiare la lettura

    21 Agosto 2025
    Balcani Occidentali Ue
    Politica Estera

    Allargamento, in Montenegro il decimo Forum Ue della società civile dei Balcani Occidentali

    12 Maggio 2025
    Cultura

    Nel Regno Unito pressioni per una censura “filo Trump” nelle biblioteche pubbliche

    14 Aprile 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La vicepresidente della Commissione europea e Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, durante il consiglio Affari esteri del 13 luglio 2026. Crediti: Francois Lenoir via Imagoeconomica

    Guerra in Ucraina, Kallas: “In autunno nuove sanzioni contro la Russia”

    di Iolanda Cuomo
    17 Agosto 2026

    In un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt, l'Alta rappresentante ha dichiarato che dall'inizio dell'invasione nel 2022, le sanzioni UE hanno...

    Una veduta aerea dell'isola di Cipro

    La Turchia lavora all’annessione energetica di Cipro Nord, in Parlamento UE si evocano sanzioni

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Agosto 2026

    Il progetto di gasdotto che collega le due sponde avversato a Bruxelles, ma Ankara è partner NATO e attore strategico...

    Tabacco consultazione pubblica Commissione UE

    Tabacco, chiusa la consultazione della Commissione UE e già scoppia il caso trasparenza

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Agosto 2026

    Palazzo Berlymont continua a preparare la revisione delle direttive sui prodotti e sulla pubblicità del tabacco, dopo la call for...

    Incendi in Spagna [foto: imagoeconomica]

    Caldo e incendi, la stagione terribile dell’UE non si arresta: in fiamme anche il Belgio, 2 morti in Grecia

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Agosto 2026

    Dopo Francia e Spagna allerta anche in Belgio e Grecia. La commissaria per la gestione delle Crisi: "Intensa stagione degli...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione