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    Home » Politica » Troppa Cina sui moli, Parlamento Ue vuole un summit europeo dei porti

    Troppa Cina sui moli, Parlamento Ue vuole un summit europeo dei porti

    La commissione Trasporti preoccupata per competitività, sicurezza e autonomia strategica. Richiesta una strategia portuale dell'Ue entro la fine del 2024

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    7 Dicembre 2023
    in Politica

    Bruxelles – L’Unione europea deve fare di più per i propri porti, rimetterli al centro della propria agenda politica dedicando un apposito summit europeo. A chiederlo la commissione Trasporti del Parlamento europeo, nella risoluzione approvata oggi (7 dicembre) all’unanimità e che richiama l’attenzione su un elemento considerato cruciale per la competitività e l’autonomia strategica dell’Ue, insidiata una presenza cinese troppo capillare e troppo rischiosa che si vuole circoscrivere.

    Il punto di partenza è il valore degli scali marittimi dell’Ue, che “svolgono un ruolo cruciale nell’economia, forniscono posti di lavoro, facilitano il commercio estero, la transizione energetica e la decarbonizzazione”, sottolinea il testo. Questo ruolo cruciale, oggi, appare però più svolto da Pechino e dagli operatori portuali presenti su suolo europeo e direttamente legati con il governo cinese. Non a caso gli europarlamentari ricordano gli avvertimenti delle agenzie di intelligence sul rischio legato alla presenza economica dei paesi extra-Ue nei porti europei . Si pone già la questione della dipendenza economica, di spionaggio e addirittura opera di sabotaggio.

    Dalla commissione parlamentare arriva la richiesta di limitare l’influenza straniera nei porti dell’Ue. Per questo Commissione europea e governi nazionali dovrebbero effettuare “urgentemente” una valutazione del rischio del coinvolgimento della Cina e di altri paesi extra-UE nelle infrastrutture marittime.

    A tal l fine viene chiesto “un vertice portuale europeo” per fare il punto della situazione, e sollecitano la Commissione europea a presentare una strategia portuale europea entro la fine del 2024. Una richiesta che potrebbe riguardare anche l’attuale Commissione, giunta a fine legislatura.
    L’auspicio degli europarlamentari è che il testo approvato dalla commissione possa approdare in Aula in occasione della sessione plenaria di gennaio. In quel caso la richiesta di indire un summit europeo dei porti potrebbe approdare all’attuale collegio dei commissari, che da prassi dovrebbe rimanere al proprio posto fino al 31 ottobre 2023. Ad ogni modo l’aspetto cinese è centrale nel testo. Contestualmente alla limitazione della presenza di Pechino negli scali marittimi dell’Unione europea, si chiede una maggiora presenza a dodici stelle sui moli cinesi, in nome di reciprocità e parità di condizioni.
    Il testo approvato critica il fatto che “la Cina vieta alle compagnie di navigazione dell’Ue di effettuare operazioni di cabotaggio tra i porti cinesi, mentre questo non è il caso delle compagnie cinesi che operano nei porti dell’Ue”. Anche in questo caso si esorta l’esecutivo comunitario a intervenire.
    Tags: autonomia strategicacinaparlamento europeoPortisicurezzaue

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