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    Home » Politica Estera » Tassare gli asset degli enti privati, non solo della Banca centrale russa. Il Vertice Ue spinge la discussione sulla ricostruzione dell’Ucraina

    Tassare gli asset degli enti privati, non solo della Banca centrale russa. Il Vertice Ue spinge la discussione sulla ricostruzione dell’Ucraina

    Per ricostruire l'Ucraina (quando sarà il tempo), i capi di stato e governo spingeranno oltre la discussione sugli asset russi congelati nell'Ue, chiedendo una riflessione su come utilizzare gli extra profitti di enti privati, non solo della Banca centrale russa. Il confronto sulla proposta della Commissione europea al Vertice Ue in corso a Bruxelles

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    13 Dicembre 2023
    in Politica Estera

    Bruxelles – Non solo asset della Banca centrale russa. Per ricostruire l’Ucraina (quando sarà il tempo), i capi di stato e governo spingeranno oltre la discussione chiedendo una riflessione su come utilizzare gli extra profitti di enti privati russi, non solo pubblici, immobilizzati nell’Ue.

    “Il Consiglio europeo ribadisce l’invito a compiere progressi decisivi, in coordinamento con i partner, sulle entrate straordinarie detenute da enti privati, derivanti direttamente dai beni immobilizzati dalla Russia, possano essere indirizzate a sostenere l’Ucraina e la sua ripresa e ricostruzione, in linea con gli obblighi contrattuali applicabili e in conformità con il diritto dell’UE e internazionale”, si legge nell’ultima bozza di conclusioni (datata 12 dicembre) del Vertice europeo che si aprirà domani a Bruxelles.

    Solo ieri è entrata nel vivo la discussione su come sfruttare gli oltre 200 miliardi di euro di beni russi immobilizzati nell’Ue dall’inizio della guerra di Russia in Ucraina a febbraio 2022, con una proposta della Commissione europea di spostare i profitti derivanti dai beni russi sanzionati nell’Ue in un conto separato, come primo, cauto, passo per andare poi a utilizzarli per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina.

    Il ‘come farlo’ andrà deciso in un secondo momento sulla base di quello che decideranno i governi, che dovranno intanto approvare la proposta all’unanimità (e non sarà facile farlo). Per evitare problemi legali, la Commissione ha proposto di utilizzare non gli asset veri e propri (che la Commissione europea ha stimato in circa 211 miliardi di euro), quanto i profitti derivati dal solo fatto di essere stati immobilizzati nel territorio dell’Ue, principalmente detenuti presso Euroclear, in Belgio, e presso Clearstream, in Lussemburgo. La proposta, spiega un funzionario dell’Ue, non avrà valore retroattivo, quindi non potrà prendere di mira gli extra profitti ricavati fino a questo momento, ma si applicherà dal momento in cui i governi avranno trovato una posizione comune sul tema. E solo sulle risorse confluite dalla Banca centrale russa, sottoposta a regime di sanzioni.

    Stando alle conclusioni nel capitolo dedicato all’Ucraina, i leader dell’Ue spingeranno la discussione anche agli enti privati.  Nel testo di conclusioni si legge ancora che i capi di stato e governo prendono “atto delle recenti proposte relative alle entrate straordinarie straordinarie derivanti dai beni immobilizzati della Russia”, accogliendo con favore l’accordo “raggiunto su direttiva sulla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione”

    Tags: asset

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