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    Home » Politica » La stoccata di Draghi a Bruxelles: “È l’ora delle riforme, basta perdere tempo e dire sempre di no”

    La stoccata di Draghi a Bruxelles: “È l’ora delle riforme, basta perdere tempo e dire sempre di no”

    L'ex premier e governatore della Bce a Strasburgo per confrontarsi con i presidenti delle commissioni dell'Eurocamera sul rapporto sulla competitività europea affidatogli da Ursula von der Leyen. La ricetta: riforme e investimenti per affrontare digitalizzazione, cambiamento climatico e tensioni geopolitiche

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Febbraio 2024
    in Politica
    Mario Draghi

    Mario Draghi

    Dall’inviato a Strasburgo – Quando a settembre Ursula von der Leyen ha incaricato Mario Draghi di redigere un report sul futuro della competitività europea, era proprio perché l’ex governatore della Bce mettesse a nudo tutte le falle del blocco Ue. Le parole con cui Draghi – che le parole le pesa con cura – ha arringato i ministri dell’Economia dei 27 la scorsa settimana suonano allora come una sentenza: “Fate qualcosa, scegliete voi cosa, ma non si può più perdere tempo sostanzialmente dicendo di no a tutto”.

    L’ha raccontato lui stesso, oggi (27 febbraio) nel corso di un confronto con i presidenti delle commissioni dell’Eurocamera a Strasburgo. L’ultima visita in calendario dopo gli incontri con la Commissione e il Consiglio dell’Ue. Come appreso da Eunews, l’ex premier italiano ha indicato una ricetta a due ingredienti: riforme e investimenti. “I soldi sono solo un aspetto del problema – ha spiegato Draghi. L’altro aspetto è una profonda rivisitazione delle regole che abbiamo costruito e sulle quali abbiamo lavorato”. Riforme strutturali, a partire da un mercato unico “altamente imperfetto”, nel quale convivono “centinaia di direttive che non vengono attuate, o che vengono attuate in modo diverso a seconda dei Paesi”.

    Ma di problemi ce ne sono ovunque, e un altro esempio è il mercato dell’elettricità. “È chiaro che l’Europa non può essere competitiva se paghiamo l’elettricità tre volte di più che negli Stati Uniti e il gas naturale 5-6 volte di più che in altre aree del mondo”, ha incalzato ancora Draghi. L’Ue è in colpevole ritardo anche sulle strategie per stimolare investimenti privati in ricerca e innovazione: l’ex premier guarda all’alleato atlantico e vede che “negli stati uniti i due terzi degli investimenti in ricerca sono privati, in Ue sono invece pubblici”. E chiede ai presidenti delle commissioni dell’Eurocamera: “Come possono le nostre istituzioni mobilitare una spesa pubblica migliore per sostenere gli investimenti privati negli innovatori che guidano la doppia transizione?”.

    Mario Draghi, Olaf Scholz, Pedro Sanchez, Ursula von der Leyen, Krišjānis Karins al Consiglio europeo a ottobre 2022

    E come colmare “il deficit di competenze in Europa”? Perché sono queste le sfide che Draghi sta analizzando nel suo report. Tre tendenze convergenti che costringono l’Unione europea a “riflettere su come rafforzare la propria competitività nel lungo periodo”: la rapida accelerazione della digitalizzazione, il cambiamento climatico e un contesto geopolitico sempre più caratterizzato da una tendenza al conflitto.

    La fotografia di Draghi è quella di un’Unione stretta tra un’innovazione deep-tech che “continua a stravolgere l’organizzazione del lavoro e il suo ruolo nello stimolare la crescita produttiva”, un cambiamento climatico che “sta portando il nostro ecosistema naturale a un punto di svolta, obbligando tutti ad agire per accelerare la transizione pulita” e una globalizzazione in cui le “pratiche anticoncorrenziali di alcuni nostri concorrenti continuano a minare la parità di condizioni a livello globale e l’autonomia strategica aperta dell’Ue”.

    Una strigliata, un bagno di realismo che è solo l’incipit del rapporto che Draghi è chiamato a presentare ai vertici delle istituzioni europee prima della fine della legislatura. “Queste tendenze impongono una riflessione globale sulle leve per rilanciare la competitività europea, compresi gli strumenti a disposizione delle nostre istituzioni”, ha insistito l’ex governatore della Banca Centrale Europea, chiudendo con un monito: “Ripensare le nostre politiche economiche per aumentare la crescita della produttività e della competitività è essenziale per preservare il modello sociale unico dell’Europa”.

    Tags: competitivitàEurocameramario draghi

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