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    Home » Politica Estera » Il Regno Unito dice no alla proposta dell’Ue per garantire la mobilità giovanile

    Il Regno Unito dice no alla proposta dell’Ue per garantire la mobilità giovanile

    Londra non vuole un accordo con l'Unione europea per permettere ai ragazzi di studiare, lavorare e far volontariato sul suolo britannico. Aperta invece la porta ai trattati con i singoli Paesi

    Matteo Pedrazzoli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/Matteo__Pedra" target="_blank">Matteo__Pedra</a> di Matteo Pedrazzoli Matteo__Pedra
    22 Aprile 2024
    in Politica Estera
    Brexit, Regno Unito
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    Bruxelles – Offerta rifiutata ancor prima di essere presentata. Il Regno Unito ha fatto sapere alla Commissione europea che non intende siglare con l’Unione alcun trattato riguardante la libertà di circolazione dei giovani. La situazione rimane quindi com’è attualmente con l’obbligo del visto per i ragazzi che vogliono andare in Gran Bretagna a studiare, lavorare ma anche fare volontariato.

    Nei giorni scorsi, la Commissione europea aveva proposto al Consiglio Ue di aprire dei negoziati con il Regno Unito con lo scopo di garantire la mobilità ai giovanile. Al riguardo, il governo di sua Maestà ha però fatto sapere, prima ancora che la proposta venisse presentata, di non essere interessato ad un accordo con l’Unione. La Brexit (votata nel 2016) ha portato con sé nel 2021 la fine delle libertà di movimento tra le due sponde della Manica. Una delle ragioni che hanno spinto il Regno Unito a lasciare l’Ue è stata la volontà di controllare l’immigrazione, motivo per cui, secondo il governo britannico, un accordo sulla mobilità giovanile metterebbe a rischio questo prerequisito.

    Londra ha fatto sapere che piuttosto di siglare un trattato che regoli lo spostamento dei giovani con tutta l’Unione, sarebbe disposta a trovare degli accordi con i singoli Stati, valutando caso per caso. Una soluzione che però non può andare bene a Bruxelles, essendoci il rischio di creare differenze tra i giovani in base alla nazionalità del passaporto. Attraverso le parole di un portavoce, il governo di Rishi Sunak ha tenuto a precisare che: “Non stiamo introducendo un programma di mobilità giovanile a livello europeo: la libera circolazione è stata interrotta e non ci sono piani per introdurla”.

    Il Regno Unito ha già degli accordi con 10 Paesi (tra cui Australia, Nuova Zelanda e Canada) per garantire gli scambi tra i giovani e sarebbe interessato ad allargare la lista ma a determinate condizioni. La prima è la necessità d’avere delle quote fisse: dunque non tutti i ragazzi che vogliono entrare nel Regno Unito possono farlo ma solo un determinato numero. La seconda invece è di natura economica: Londra chiede a chi entra di contribuire alla spesa per la sanità nazionale, e nel caso degli studenti anche all’università, indipendentemente dal fatto di aver già pagato le tasse nel Paese di provenienza.

    La decisione presa dal numero 10 di Downing street trova concorde anche il partito laburista che si trova all’opposizione ma dato nettamente avanti nei sondaggi. Secondo quanto riportato dalla Bbc, un portavoce del ‘Labour’ avrebbe confermato che anche in caso di vittoria alle prossime elezioni (in programma entro gennaio 2025), il partito non supporterebbe nessun ritorno al mercato unico, all’unione doganale o alla libera circolazione.

    Tags: brexitgiovaniMobilità giovanileRegno UnitoUk

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