- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 29 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » La “catena baltica”: una protesta pacifica che cambiò la storia, 35 anni fa

    La “catena baltica”: una protesta pacifica che cambiò la storia, 35 anni fa

    Da Tallinn a Vilnius, passando per Riga, due milioni di persone nel 1989 manifestarono per l'indipendenza nella più grande dimostrazione contro il regime sovietico, che sarebbe crollato di lì a poco

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    23 Agosto 2024
    in Politica
    La catena baltica, il 23 agosto 1989 (foto Kusurija via Wikimedia Commons)

    La catena baltica, il 23 agosto 1989 (foto Kusurija via Wikimedia Commons)

    Bruxelles – Oggi le repubbliche baltiche ricordano la giornata storica in cui, 35 anni fa, i loro cittadini si unirono in una catena umana che attraversava i confini dei tre Stati, collegandone le capitali, per chiedere l’indipendenza dall’Unione sovietica.

    Era il 23 agosto del 1989, anno spartiacque nella storia del Vecchio continente. Quella che divenne nota come la “catena baltica” (Baltic way in inglese) fu una manifestazione pacifica dalla fortissima portata simbolica, cui parteciparono circa due milioni di persone tra Estonia, Lettonia e Lituania, pari a circa un quarto della popolazione complessiva dei tre Stati all’epoca. Partendo dal castello Toompea a Tallinn, passando per Riga e arrivando fino alla torre Gediminas a Vilnius, i residenti non russi dell’area  (circa un milione di estoni, 700mila lituani e 500mila lettoni) si tennero per mano formando una catena lunga circa 670 chilometri.

    La catena si tenne insieme, nella sua interezza, per circa un quarto d’ora alle 19. Non un tempo lunghissimo, ma sufficiente per lanciare un messaggio molto importante. A Mosca, anzitutto: che le repubbliche baltiche, annesse all’Urss dopo la Seconda guerra mondiale come previsto dalle clausole del patto di non-aggressione tra Mosca e Berlino (il famigerato patto Molotov-Ribbentrop, allora ministri degli Esteri dell’impero stalinista e del Terzo Reich nazista) siglato esattamente cinquant’anni prima, il 23 agosto 1939, volevano l’indipendenza e che i loro cittadini erano disposti a mettere letteralmente i loro corpi in gioco per ottenerla. 

    Ma anche al mondo, e in particolare agli altri Paesi dell’Europa centro-orientale: per mostrare che, in uno dei passaggi più stretti della Guerra fredda, era possibile sfidare apertamente il dispotismo sovietico. Nei tardi anni Ottanta il blocco comunista, pur indebolito dalle riforme del nuovo segretario del Pcus Mikhail Gorbachev (noto come perestrojka), sembrava comunque ancora solido. La catena baltica fu una tra le scintille di quella crisi inarrestabile che, tre mesi dopo, portò all’inaspettata “caduta” del muro di Berlino, Die Mauer (per 28 anni il simbolo più tangibile della divisione dell’Europa tra Est e Ovest), e più tardi alla dissoluzione dell’impero sovietico.

    La lunga colonna di cittadini dei tre Paesi baltici rappresentò probabilmente il momento più emblematico di quella serie di eventi conosciuti globalmente come “rivoluzione cantata”: una fase, a cavallo tra il 1987 e il 1991, in cui estoni, lettoni e lituani cominciarono a intonare canti popolari tradizionali e, soprattutto, i loro inni nazionali – tutti vietati dal regime comunista – come forma pacifica di protesta politica, in supporto ai movimenti organizzati pro-democrazia e pro-indipendenza. I promotori della catena baltica erano le principali forze di opposizione baltiche: il Rahvarinne estone, il Tautas fronte lettone e il Sajudis lituano, che avevano organizzato la protesta il 12 agosto precedente. Mentre cantavano, vestiti con costumi tradizionali, i manifestanti sventolavano le bandiere adottate dai loro Paesi prima dell’occupazione sovietica, e nel frattempo le campane di città e villaggi suonavano a festa. 

    Il giorno dopo, il 24 agosto, a Varsavia si instaurava il primo governo non-comunista democraticamente eletto dai polacchi, guidato da Tadeusz Mazowiecki, attivista di Solidarnosc, il partito cristiano che aveva stravinto le prime elezioni libere nel blocco comunista nel giugno dello stesso anno. Tra il marzo e il maggio 1990, Vilnius, Tallinn e Riga dichiararono la propria indipendenza dall’Urss, formalmente riconosciuta da Mosca nel settembre dell’anno successivo, quando ormai l’Unione sovietica si stava dissolvendo. 

    Tags: catena balticaestonialettoniaLituaniaunione sovietica

    Ti potrebbe piacere anche

    Concimi naturali via Iamgoeconomica
    Agrifood

    Lollobrigida: “Bene lo stop ai dazi sui fertilizzanti ma non basta, serve una strategia industriale”

    26 Maggio 2026
    Ursula von der Leyen e Gitanas Nausėda a Vilnius [Foto: EC - Audiovisual Service
]
    Politica

    Von der Leyen: “Quando i Paesi baltici vengono messi alla prova, è l’Europa intera a esserlo”

    26 Maggio 2026
    [Photo by Sinai Images/Shutterstock (16481284a), via IPA agency]
    Difesa e Sicurezza

    Commissione UE: “Minacce russe inaccettabili, siamo solidali con i Paesi Baltici”

    20 Maggio 2026
    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Politica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    17 Aprile 2026
    soldati polonia bielorussia
    Politica Estera

    Soldati russi in Europa, otto governi ammoniscono Costa e von der Leyen: non devono poter entrare

    13 Marzo 2026
    Donne in agricoltura
    Agrifood

    Agricoltura, prezzi dei prodotti UE giù dell’1,9 per cento nel quarto trimestre 2025 su base annua

    12 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    HAPAG - LLOYD AZIENDA INDUSTRIA LOGISTICA TRASPORTO TRASPORTI CARGO CONTAINER NAVE NAVI MONTEVIDEO EXPRESS. Commercio. Fonte: Imago economica

    Meno export verso gli USA e forte dipendenza dalla Cina: la mappa del commercio UE nel 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Maggio 2026

    Il dato più critico rilevato da Eurostat risiede nella riduzione generalizzata delle vendite all'estero, che oltre al già citato crollo...

    L'Alta rappresentante della politica estera UE, Kaja Kallas, durante la conferenza stampa dopo il vertice odierno a Limassol (Fonte: Imagoeconomica)

    Kallas: “L’UE non sarà mai un mediatore neutrale, siamo sempre stati dalla parte di Kiev”

    di Giorgio Dell'Omodarme
    28 Maggio 2026

    Durante il vertice informale tra i ministri degli Esteri a Cipro, l'Alta rappresentante per la Politica Estera ha affermato che...

    Bandiera ucraina via Unsplash

    Il Consiglio UE approva 2,8 miliardi di euro in aiuti per l’Ucraina

    di Iolanda Cuomo
    28 Maggio 2026

    Via libera al settimo pagamento regolari nell'ambito dello strumento per l'Ucraina. Il Paese in guerra ha adottato le misure richieste...

    Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Ben Gvir [foto: imagoeconomica]

    Israele, l’UE discute le sanzioni a Ben Gvir ma rimanda la decisione al 15 giugno

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Maggio 2026

    La natura informale della riunione dei ministri degli Esteri rende impossibile una decisione. Tutto spostato al giorno di sessione formale....

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione