Bruxelles – Unione europea, i conti tornano. Il modo in cui vengono spesi i fondi del bilancio comune (Mff 2021-2027) e le entrate per l’Ue sono “prive di errori rilevanti” e nel complesso il giudizio sull’affidabilità dei conti del 2023 è “positivo”. La Corte dei conti dell’Ue, nella relazione dedicata al budget a dodici stelle, non identifica particolari criticità, per quanto l’inflazione rischia di rosicchiare fondi importanti per il funzionamento del club dei 27 e le loro politiche. Nello specifico i revisori di Lussemburgo stimano che il bilancio dell’Ue possa perdere quasi il 13 per cento del proprio potere d’acquisto entro la fine del 2025.
Calcoli rudimentali alla mano, da quando i prezzi si sono impennati sulla scia della guerra russo-ucraina, si può vedere quanto sta costando l’aumento dell’inflazione. Il bilancio dell’Ue per il 2022, anno di scoppio del conflitto, ammontava a 170,6 miliardi di euro, per il 2023 sono stati messi a disposizione 186,6 miliardi, e per il 2024 un totale di 189,3 miliardi. Totale: 546,5 miliardi di euro. Con l’inflazione che toglie fino al 13 per cento del potere di acquisto, vuol dire che l’Ue rischia di perdere 71 miliardi di euro complessivi solo per il caro-vita, più di 10 miliardi di euro l’anno.
“Stimiamo una perdita compresa tra i 13 e i 17 miliardi di euro l’anno“, conferma Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, membro italiano della Corte dei conti dell’Ue. La situazione non dovrebbe peggiorare, visto che “prevedibilmente” il tasso del 13 per cento di perdita di potere d’acquisto a causa dell’inflazione “non dovrebbe aumentare”. Inoltre sullo sfondo, ammette ancora Manfredi Selvaggi, ci sono le decisioni che la Banca centrale europea sarà chiamata a prendere da qui in avanti, nella direzione che va “verso una riduzione dei tassi di interesse”.
Ad ogni modo per le Corte dei conti dell’Ue non c’è alcun dubbio che “l’elevato tasso di inflazione continua ad incidere negativamente sul bilancio dell’Ue“, e lo stesso Manfredi Selvaggi non nasconde che alla fine è probabile che “una parte della spesa non corrisponderà a quanto dichiarato” proprio a causa dell’inflazione che ha rosicchiato fette importanti per il finanziamento dei programmi europei.
A livello generale la situazione per il bilancio dell’Unione europea non desta particolari preoccupazioni. Permangono errori qualitativi e quantitativi, vale a dire irregolarità burocratico-procedurali e somme calcolate male, ma non rilevanti casi di frode. Certo, emerge un fenomeno di “aumento di spesa irregolare”. Dati alla mano, nel 2023 circa 10,7 miliardi spesi in maniera errata. Un dato in aumento se paragonato agli esercizi di bilancio precedenti (8 miliardi nel 2022, 5,7 miliardi nel 2021). Problematiche che si annidano particolarmente nella spesa dei fondi per la coesione. Un problema che dovrà risolvere Raffaele Fitto, se confermato per il ruolo di prossimo commissario per la Coesione.
Infine, una voce entrata di prepotenza nel bilancio comune europea, sulla scia degli eventi: il sostegno finanziario a Kiev. la Corte rileva che i prestiti per l’Ucraina (33 miliardi di euro) verranno finanziati mediante indebitamento sui mercati finanziari. Scelte politiche non in discussione, ma a livello contabile i dubbi non mancano. Nel proprio parere sullo strumento per l’Ucraina, la Corte ha sottolineato che questo approccio comporta rischi considerevoli per il bilancio dell’Ue, e torna a ribadirlo nella propria relazione di oggi.

![[foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/07/recovery-council.png)







![[Foto: IPA Agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/IPA_Agency_IPA61491521-120x86.jpg)
