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    Home » Politica » Il rebus maggioranza per il von der Leyen bis. Nardella: “Ci auguriamo sia larga”

    Il rebus maggioranza per il von der Leyen bis. Nardella: “Ci auguriamo sia larga”

    Salvo colpi di scena dell'ultima ora il collegio dei commissari va verso l'investitura, la questione adesso è capire se sarà più o meno forte

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Novembre 2024
    in Politica
    Ursula von der Leyen. La presidente uscente della Commissione europea cerca l'inizio del secondo mandato con il voto del Parlamento europeo alla squadra di commissari [foto: European Commission]

    Ursula von der Leyen. La presidente uscente della Commissione europea cerca l'inizio del secondo mandato con il voto del Parlamento europeo alla squadra di commissari [foto: European Commission]

    Bruxelles – Chi e come? La nuova Commissione europea deve passare attraverso le risposte a queste domande che ammantano e agitano il voto di fiducia per il collegio dei commissari e il von der Leyen bis. L’Aula del Parlamento europeo deciderà le sorti delle nuova legislatura Ue mercoledì (27 novembre), per una seduta plenaria che salvo sorprese dell’ultimo minuto dovrebbe permettere al nuovo esecutivo comunitario di prendere funzione il primo dicembre. Ma il gruppo dei Patrioti annuncia voto contrario, i Verdi scioglieranno la riserva solo lunedì (25 novembre), nella fila dei socialisti francesi (13 seggi) e olandesi (4) potrebbero sfilarsi.

    “Ci auguriamo che la Commissione ottenga una maggioranza larga, altrimenti si fa il gioco dei patrioti e dei nazionalisti”, riconosce Dario Nardella (Pd/S&D), membro della commissione Agricoltura. Un auspicio che porta con sé un significato politico non di poco conto. Una maggioranza è sempre una maggioranza, come la presidente uscente ed entrante della Commissione Ue ha avuto modo di dire in tempi non sospetti, ma certo un via libero risicato offrirebbe l’immagine di una commissione traballante, un’Europa divisa e litigiosa.

    Un’immagine, quest’ultima, che potrebbe riguardare anche l’Italia e il suo governo. Con il Partito democratico pronto a sostenere l’intero collegio, incluso Raffaele Fitto nella veste di vicepresidente esecutivo responsabile per Coesione e riforme, si pone la questione Lega. Il gruppo a cui appartiene il Carroccio, fa sapere il portavoce dei Patrioti per l’Europa, voterà ‘no’. “Ci hanno detto che se non avessimo sostenuto Fitto saremmo stati anti-italiani. Voglio capire come il governo considererà la Lega“, la stoccata di Nardella.

    Da sinistra: Giorgia Meloni (Fdi), Antonio Tajani (Fi) e Matteo Salvini (Lega). Dei partiti di maggioranza di governo in Italia quello di Salvini potrebbe non sostenere la nuova Commissione europea

    Nell’auspicare un’ampia maggioranza l’esponente del Pd da una parte chiede ai socialisti di serrare le fila, e dall’altra a verdi europei di fungere da contrappeso alle destre. “Mi auguro che il Ppe voti a favore, così come mi auguro che delegazioni socialiste di Francia e Paesi Bassi votino” a sostegno del collegio dei commissari. Mentre fuori dall’arco del patto politico socialisti-popolari-liberali “vogliamo però restare vicini agli amici dei verdi”.

    Ignazio Marino, a nome della sua delegazione, offre però un assaggio dell’aria che si respira tra i Greens. “Io e i verdi non siamo soddisfatti di questa Commissione“, riconosce. Critica nello specifico uno spostamento di orientamenti. Dopo le elezioni europee di giugno “noi avevamo votato una ‘maggioranza Ursula’ di centrosinistra, adesso temo che la maggioranza sia di centro-destra”. Un chiaro riferimento al blitz tentato dal Ppe di Von der Leyen con il regolamento sulla deforestazione, che ha visto un’alleanza con conservatori (Ecr) e sovranisti (PfE) in chiave anti-Green Deal. I Verdi non si fidano e vanno verso una mancata fiducia alla nuova Commissione europea.

    Voteranno a favore il Ppe e la sua delegazione italiana, quella di Forza Italia. Così assicura Flavio Tosi, che se da una parte saluta l’intesa politica popolari-socialisti-liberali perché, dice, “era fondamentale avere un accordo”, dall’altra parte per il prosieguo della legislatura ha le idee chiare: “Io auspico uno spostamento verso destra” del Ppe.

    ‘No’ secco quello del gruppo de laSinistra, anticipa Gaetano Pedullà (M5S). “C’è uno slittamento evidente verso destra, e Tosi conferma che il Ppe guarda a destra, e questo è inaccettabile”, tuona il pentastellato. “Noi votiamo contro questa Commissione”.

    Dalle fila dell’Ecr la truppa di Fratelli d’Italia sta a guardare. Il sì è chiaramente per Fitto, indicato dalla presidente del Consiglio Meloni. Carlo Fidanza sa che il suo partito ha ottenuto tutto quello che si voleva, un ruolo di vicepresidenza esecutiva per un esponente di partito. Il resto sono scaramucce a cui nei conservatori si osserva con attenzione. “Non c’è allargamento all’Ecr della maggioranza”, e oltretutto, sottolinea, “noi non abbiamo mai chiesto di far parte della maggioranza”. Certo è che “l’accordo è fragile”, sottolinea in riferimento al patto Ppe-S&D-Re. Il voto sul collegio è effettivamente una prova sull’alleanza.

    “Mercoledì prossimo la Commissione passa, passa senz’altro“, assicura il commissario uscente per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenendo a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Si sbilancia anche su un altro tema, quello dei numeri. “Capisco che ci possano essere dei dubbi però penso che von der leyen avrà una maggioranza abbastanza comoda“, anche grazie al contributo del partito di provenienza. “Il Pd penso faccia bene a votare Fitto”.

    Tags: alleanzecommissione europeaDario NardellaEcrflavio tosilegalegislatura europeaMedio OrientePaolo GentilonippeRaffaele Fittosessione plenariaueursula von der leyenvon der leyen bis

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