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    Home » Cronaca » La pirateria online tiene ancora banco in Ue, ma l’Italia si distingue come la migliore nel rispettare la proprietà intellettuale

    La pirateria online tiene ancora banco in Ue, ma l’Italia si distingue come la migliore nel rispettare la proprietà intellettuale

    Una media di dieci accessi a contenuti illegali al mese, con numeri che vanno dai 7,3 italiani a oltre 20 dei Baltici e Cipro. Le condizioni economiche contano, anche se i Paesi più ricchi guardano più di tutti lo sport illegalmente

    Noemi Morucci di Noemi Morucci
    28 Novembre 2024
    in Cronaca, Net & Tech
    Pirateria online. Credit: Philippe Huguen/AFP

    Pirateria online. Credit: Philippe Huguen/AFP

    Bruxelles – La pirateria online continua a piacere agli europei, con una media per persona di dieci accessi al mese a contenuti illegali online. Gli italiani si distinguono per rispetto della proprietà intellettuale, registrando al contrario la media più bassa in Ue.

    Dati che fanno scuotere la testa all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), visto che non ci sono diminuzioni nell’uso di servizi piratati. La maggior parte di questi sono contenuti televisivi, con una media di cinque accessi al mese per utenti Ue.

    Aumenta la rilevanza dei siti di streaming illegale, con una crescita del 10 per cento delle visite a siti web pirata per servizi di televisione via internet (Iptv) nel 2023. Lo studio dell’Euipo stima che fino all’1 per cento degli utenti di internet dell’Ue potrebbe essersi abbonato a servizi Iptv illegali in soli due anni, senza considerare gli utenti che si erano abbonati prima del 2022.

    La pirateria delle pubblicazioni è rimasta stabile, con circa 2,7 accessi ad utente per mese, e i contenuti preferiti sono i manga. La pirateria di software è cresciuta del 6 per cento (con 0,88 accessi per utente al mese) e gli europei scaricano principalmente giochi per dispositivi mobili. I film attirano meno, con 0,71 accessi per utente principalmente tramite streaming, mentre la pirateria musicale è aumentata leggermente e continua a vedere in testa il download di contenuti. Per quanto riguarda gli eventi sportivi in diretta, come per la televisione, la pirateria è cresciuta nel periodo 2021-2023, con 0,56 accessi per utente alla fine dello scorso anno.

    I “fantastici sei” della legalità vedono in testa l’Italia, che migliora la propria posizione, con poco più di 7 accessi al mese per cittadino, seguita da Germania (7,7), Romania (7,9), Polonia (8,3), Spagna (8,5) e Austria (8,9). I Paesi baltici e Cipro chiudono la classifica con oltre 20 accessi ogni mese.

    “È indispensabile affrontare le cause profonde di questo comportamento, che spesso risiedono in un accesso insufficiente a contenuti legali a prezzi abbordabili e nella necessità di una maggiore sensibilizzazione del pubblico sulle conseguenze della pirateria”, per João Negrão, Direttore esecutivo dell’Euipo.

    Il legame con le condizioni economiche risulta evidente dallo studio Euipo. Chiaro che a livelli di Pil pro capite più elevato si associano livelli di fruizione illegale di contenuti più bassi, mentre è vero il contrario.

    Una quota importante la impegnano i giovani, la cui percentuale nella popolazione contribuisce ad aumentare la pirateria online, essendo il numero maggiore di utenti internet in generale. Se a questo si uniscono le condizioni economiche difficili, tassi di disoccupazione alti e forti disuguaglianze nella popolazione per il reddito, maggiore pirateria è assicurata.

    Controintuitiva, al contrario, l’associazione tra Pil pro capite più alto e maggiore fruizione illegale di eventi sportivi in diretta. Ci si potrebbe aspettare che gli Stati con reddito maggiore siano essere in grado di pagare servizi legali, ma Euipo dimostra il contrario.

    Tre le ipotesi di spiegazione più rilevanti, la prima riguarda il fatto che nei Paesi con reddito inferiore ci sia meno offerta e conseguente meno interesse a questi servizi, facendo risultare i Paesi più ricchi più alti in percentuale. Un’altra ipotesi è relativa ai prezzi dei servizi, aumentati per l’alta domanda. Questo incide molto, soprattutto se la distribuzione della ricchezza è variegata e non tutte le fasce della popolazione ‘ricca’ hanno le stesse possibilità. Una terza idea riguarda la reticenza a pagare un ulteriore abbonamento, posto che provenire da un Paese ad alto ricco abbia come conseguenza di aver sottoscritto abbonamenti legali ad altri servizi.

    Per quanto le condizioni economiche possano non concedere i mezzi per fruire dei servizi online, la pirateria resta un reato, contrastato dalle normative Ue. La Commissione europea ha adottato due raccomandazioni: una sulla lotta alla pirateria online degli eventi sportivi e di altri eventi in diretta, che ha istituito una rete di autorità amministrative nazionali dedicate, e un’altra sulla lotta alla contraffazione attraverso una maggiore applicazione delle norme e una maggiore sensibilizzazione, che contribuisce nettamente alla riduzione della pirateria online.

    Tags: digitaleEuipoitaliapirateria onlineproprietà intellettuale

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