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    Home » Politica Estera » Macron accelera i colloqui della ‘coalizione dei volenterosi’

    Macron accelera i colloqui della ‘coalizione dei volenterosi’

    Nella capitale francese sono attesi giovedì i leader dei Paesi che sostengono Kiev, per "mettere a punto" il piano per proteggere la pace in Ucraina qualora questa venisse stipulata con l’aggressore russo. L’Italia conferma che non manderà soldati nell’ex repubblica sovietica, se non sotto egida Onu

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    24 Marzo 2025
    in Politica Estera
    Emmanuel Macron

    Il presidente francese Emmanuel Macron (foto via Imagoeconomica)

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    Bruxelles – La coalizione dei volenterosi sembra muoversi spedita, anche se per ora si tratta solo di impegni sulla carta. Emmanuel Macron ha convocato a Parigi una riunione a livello dei leader per giovedì, dopo che i responsabili militari si sono incontrati a Londra la scorsa settimana per definire in maggior dettaglio i piani operativi su come monitorare un potenziale cessate il fuoco in Ucraina.

    “L’intero processo verrà finalizzato nei prossimi giorni“: sta tutta in queste parole, pronunciate dal presidente francese a margine del vertice Ue di giovedì scorso (20 marzo), la dimensione dell’urgenza avvertita tra le cancellerie del Vecchio continente. “Concluderemo il nostro lavoro sul sostegno a breve termine all’esercito ucraino, sulla difesa di un modello di esercito ucraino sostenibile e duraturo per prevenire le invasioni russe, e poi sulle garanzie di sicurezza che gli eserciti europei possono fornire”, ha aggiunto Macron, annunciando la convocazione di una riunione a Parigi per il prossimo giovedì (27 marzo) alla presenza, tra gli altri, anche di Volodymyr Zelensky.

    Volodymyr Zelensky
    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Consiglio europeo di Bruxelles, il 19 dicembre 2024 (foto: European Union)

    Si tratta dell’ennesimo incontro tra i leader dei partecipanti alla cosiddetta coalizione dei volenterosi – una trentina di Paesi che seguono l’iniziativa franco-britannica per mandare in Ucraina dei peacekeepers a monitorare il rispetto di un’eventuale tregua – e avrà luogo una settimana esatta dopo l’ultimo meeting tenutosi a Londra a livello dei capi di Stato maggiore, in parallelo al summit Ue in corso a Bruxelles in cui gli Stati membri (con l’eccezione dell’Ungheria) hanno rinnovato il loro sostegno a Kiev.

    Dalla sessione londinese sono emerse alcune idee operative per tradurre in pratica l’impegno a “proteggere la pace”, tra cui soprattutto la formula di una forza militare su quattro “livelli”. Il primo, lungo la linea del cessate il fuoco (che andrebbe demilitarizzata), sarebbe costituito dai caschi bianchi delle Nazioni unite, provenienti da Paesi non europei. Il livello successivo sarebbe quello dell’esercito ucraino, il terzo quello dei “volenterosi” mentre la garanzia ultima sarebbe fornita dall’aviazione statunitense (anche se, finora, Washington non ha mai dato il suo assenso a partecipare).

    Mentre l’aeronautica di Sua Maestà (Raf) starebbe considerando l’invio al Paese aggredito di alcuni caccia da combattimento, il primo ministro britannico Keir Starmer ha aperto la porta anche alle contribuzioni di natura non militare, ad esempio tramite supporto logistico. Un modo per trarre d’impiccio i leader che, pur professando la propria vicinanza all’ex repubblica sovietica, non sono intenzionati a mandare nell’ex repubblica sovietica dei contingenti di soldati. Come Giorgia Meloni, il cui governo ha rifiutato categoricamente l’invio di truppe, se non nel contesto di un’operazione sotto bandiera Onu.

    difesa meloni
    La premier italiana Giorgia Meloni (foto: Nicolas Tuscat/Afp)

    Per inciso, una forza multinazionale è anche l’opzione preferita dalla Russia, che si oppone fermamente alla presenza in Ucraina di truppe Nato. Come condizione “fondamentale” per accettare un accordo di tregua, il Cremlino ha addirittura chiesto l’interruzione immediata della fornitura di aiuti militari (inclusa la condivisione dell’intelligence) con Kiev da parte dei suoi alleati occidentali, nonché lo stop alla mobilitazione nel Paese aggredito.

    Proprio in queste ore sono in corso i negoziati tra Stati Uniti e Russia a Riad, in Arabia Saudita, dopo che ieri la delegazione a stelle e strisce ha incontrato quella ucraina.

    Tags: coalizione dei volenterosiEmmanuel Macrongiorgia meloniguerra ucrainakeir starmer

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