- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 10 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Non solo von der Leyen, ogni censura alla Commissione Ue dal 1990 a oggi

    Non solo von der Leyen, ogni censura alla Commissione Ue dal 1990 a oggi

    Delors, Santer, Prodi, Barroso I, Juncker: praticamente tutti hanno subito un voto di sfiducia negli ultimi trent'anni. Eunews ripercorre tutti i precedenti

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Luglio 2025
    in Politica
    curriculum commissari

    Il palazzo del Berlaymont, sede principale della Commissione europea a Bruxelles (foto: Matthias v. d. Elbe via Wikimedia Commons)

    Bruxelles – Delors, Santer, Prodi, Barroso I, Juncker, e infine von der Leyen. Una mozione di censura contro il collegio dei commissari non è cosa da tutti i giorni, eppure nel corso degli anni è divenuta sempre più frequente. Da quando il Parlamento europeo è divenuta istituzione direttamente eletta, nel 1979, si sono registrati dieci casi di presentazione di richiesta di dimissioni. La prima volta nel 1990, e da lì in avanti praticamente tutti i collegi hanno subito un voto di sfiducia da parte del Parlamento europeo. Con le due censure depositate contro l’attuale esecutivo comunitario, salgono a 13 i voti dell’Aula del Parlamento europeo per un’eventuale richiesta di dimissioni dell’intero collegio. Eunews passa in rassegna i precedenti storici:

    Censura alla Commissione Delors (1990, 1991, 1992)

    Jacques Delors è considerato uno dei principali artefici dell’integrazione europea. E’ con lui alla testa dell’esecutivo comunitario che vengono firmati i trattati di Maastricht che trasformano la Comunità economica europea (Cee) in Unione europea (Ue). E’ sotto Delors che si crea il mercato unico europeo, e sempre sotto Delors si ha la riforma della Politica agricole comune (Pac). Proprio contro le idee di riforma della Pac il gruppo della Destra europea presenta due mozioni di censura, a febbraio del 1990 e a luglio del 1991, entrambe respinte (rispettivamente 16 ‘sì’, 234 ‘no’, 5 astensioni, e 8 ‘sì’, 206 ‘no’, 15 astensioni). Nel dicembre del 1992 il deputato dei Verdi europei, Paul Lannoye, raccoglie un totale di 72 firme per chiedere le dimissione del collegio Delors per la posizione della Commissione sull’accordo per la tariffe doganali e il commercio (Gatt). Anche in questo caso mozione respinta (96 ‘sì’, 246 ‘no’, 15 astensioni).

    Commissione europea: come funziona e quali sono i suoi poteri

    Censura alla Commissione Santer (1997, 1999)

    Nel 1996 esplode in Europa la pandemia di Encefalopatia spongiforme bovina (Bse), più noto come morbo della mucca pazza. José Happart, europarlamentare belga, socialista, ritiene di dover censurare la Commissione europea presieduta da Jacques Santer per non aver saputo né prevenire né gestire la crisi. L’Aula però, nel voto di febbraio 1997, non disarciona i membri del collegio (118 ‘sì’, 326 ‘no’, 15 astensioni).

    Non è però questa la fine dei confronti con il Parlamento europeo per la Commissione Santer, che dopo appena due anni (gennaio 1999) si vede al centro di due mozioni di censura per la mancata concessione del discarico di bilancio relativi all’anno 1996. La prima mozione, quella dei socialisti, viene ritirata, ma una seconda, più trasversale, viene messa ai voti e la Commissione si salva ma non per molto (232 ‘sì’, 293 ‘no’, 27 astensioni). E’ la premessa della fine di un esecutivo comunitario che si dimetterà due mesi più tardi, a marzo 1999. La commissaria per la ricerca di allora, la francese Edith Cresson, viene accusata di corruzione ma rifiuta di dimettersi. E’ l’intero collegio a dimettersi, per evitare un nuovo voto di sfiducia.

    Censura alla Commissione Prodi (2004)

    Alla Commissione Santer succede quella di Romano Prodi, investita dallo scandalo di Eurostat. Alti funzionari dell’istituto di statistica europea avrebbero utilizzato un sistema di doppia contabilità per dirottare circa un milione di euro di fondi Ue su conti segreti, motivo di indagini da parte dell’Ufficio antifrode dell’Ue. Essendo Eurostat l’ufficio statistico della Commissione europea, si chiede conto della situazione e ad aprile 2004 si giunge a censurare le Commissione Prodi, su iniziativa di Jens-Peter Bonde, europarlamentare euroscettico che raccoglie altre 64 firme. L’Aula respinge (88 ‘sì’, 515 ‘no’, 63 astensioni).

    Parlamento europeo: cos’è e come funziona

    Censura alla Commissione Barroso I (2005)

    Passa un anno appena, e a maggio 2005 l’Aula del Parlamento europeo si ritrova a votare una mozione di censura contro la Commissione di Josè Manuel Barroso. Sullo sfondo le accuse di corruzione e favori: Nigel Farage, leader dell’Ukip e fautore della Brexit, accusa l’esecutivo comunitario di aver accettato donazioni da parte di un ricco uomo d’affari, che avrebbe poi ottenuto concessione di aiuti regionali. L’Aula non crede a questa storia e salva la Commissione (35 ‘sì’, 589 ‘no’, 35 astensioni).

    Censura alla Commissione Juncker (2014)

    Il Parlamento europeo decide di utilizzare ancora lo strumento della mozione di censura nel 2014, stavolta contro il lussemburghese Jean-Claude Juncker. La sua Commissione, entrata in carica l’1 novembre, viene subito investita dalle rivelazioni su accordi fiscali agevolati per attirare le imprese in Lussemburgo. Proprio Juncker, nella veste di primo ministro di lungo corso, sarebbe l’artefice di un sistema che ha portato il Granducato a essere un paradiso fiscale all’interno dell’Unione europea. Per questo si chiede la testa del neo-nominato Juncker, che invece supera il voto (101 ‘sì’, 461 ‘no’, 88 astensioni) e rimane in sella.

    Censura alla Commissione von der Leyen (2025)

    Le mozioni di censura si abbattono anche su Ursula von der Leyen che il 10 luglio 2025 passa indenne (360 voti contrari, 175 a favore e 18 astensioni) al voto di sfiducia promosso dall’europarlamentare conservatore Gheorghi Piperea, ma il 9 ottobre 2025 altre mozioni di censura, presentate dalla sinistra radicale (laSinistra) e sovranisti (PfE) per ragioni diverse: la prima contesta l’aver calpestato il Green Deal e negoziato accordi commerciali dannosi per l’economia UE, i secondi accusano la Commissione di assenza di trasparenza nella negoziazione dei contratti per i vaccini anti-covid. Con queste iniziative parlamentari la seconda Commissione von der Leyen diventa la prima e fin qui unica Commissione a vedersi recapitare tre diverse mozioni di censura nello stesso anno.

    Tags: commissione europeamozione di censuraparlamento europeouevoto di sfiducia

    Ti potrebbe piacere anche

    Ursula von der Leyen
    Politica

    Ci sono i numeri, l’Aula voterà la sfiducia a von der Leyen il 10 luglio

    2 Luglio 2025
    ppe weber garcia perez
    Editoriali

    Sfiducia a von der Leyen: l’unica via del centrosinistra per continuare ad esistere

    23 Giugno 2025
    La sede del Parlamento europeo a Strasburgo [foto: European Parliament]
    Politica

    Parlamento europeo: cos’è e come funziona

    29 Marzo 2022

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Ursula von der Leyen

    L’UE trova l’intesa sul Mercosur e von der Layen festeggia. I due “sì” di Roma

    di Giulia Torbidoni
    9 Gennaio 2026

    La firma dell'accordo provvisorio prevista per il 17 gennaio. Poi Parlamento europeo e governi dovranno dire la loro

    Giorgia Meloni

    L’Europa di Meloni: pragmatismo, confini chiusi e retromarce verdi

    di Enrico Pascarella
    9 Gennaio 2026

    Nella conferenza stampa di inizio anno la premier rivendica il cambio di passo europeo sull'immigrazione: "Il dossier è quello su...

    siria

    Siria, von der Leyen: “Escalation preoccupanti”. E promette 620 milioni in due anni a Damasco

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Gennaio 2026

    La leader UE insieme ad Antonio Costa in visita a Ahmad al Sharaa, autoproclamatosi presidente dopo la caduta del regime...

    iran

    Nuova ondata di proteste (e di repressione) in Iran. L’UE con i manifestanti

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Gennaio 2026

    Da ormai due settimane il regime è travolto da proteste che si allargano a macchia d'olio nel Paese. Secondo diverse...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione