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Parlamento europeo: cos'è e come funziona

Parlamento europeo: cos'è e come funziona

Il Parlamento europeo è l'unica istituzione eletta direttamente dai cittadini. E' co-legislatore insieme al Consiglio e ha un rapporto di fiducia con la Commissione Europea. Pur non avendo sostanzialmente poteri di iniziativa legislativa, ha importanti di supervisione e il suo parere è vincolante su bilancio, allargamento e accordi internazionali

Il Parlamento europeo è l’unico organo comunitario direttamente eletto dai cittadini dell’Unione. Nel corso degli anni, con le riforme dei trattati che si sono succedute, gli è stato dato sempre più potere, fino ad arrivare all’attuale ruolo di “co-legislatore”. Ma cosa vuol dire questo nella pratica?

Il Parlamento europeo adotta la legislazione dell’Unione Europea insieme al Consiglio, in una sorta di bicameralismo perfetto: ogni legge deve essere necessariamente approvata identica da entrambi gli organi per essere emanata. Questo ha delle similitudini con il modello italiano, in cui Camera e Senato devono entrambi approvare identiche proposte di legge. Rispetto al modello italiano, c’è però una grande differenza: in Europa la Commissione europea ha il sostanziale monopolio dell’iniziativa legislativa. Questo significa che gli eurodeputati non possono proporre le leggi, possono emendare o eventualmente bocciare quelle proposte dalla Commissione.

Il Parlamento europeo non ha solamente il ruolo di co-legislatore. Ha un importante ruolo di supervisione e di controllo democratico su tutte le istituzioni dell’UE, cui può rivolgere le petizioni dei cittadini e interrogazioni dei deputati. Il suo parere è vincolante sugli allargamenti dell’Unione e sugli accordi internazionali. Elabora poi insieme al Consiglio il bilancio dell’Unione Europea e approva il quadro finanziario pluriennale preparato dalla Commissione. Con essa ha un rapporto di fiducia, dal momento che esprime la fiducia al presidente e ha il potere di votare una mozione di censura che la obbligherebbe a dimettersi.

Il Parlamento europeo conta 705 deputati ed è eletto a suffragio universale con legge proporzionale ogni 5 anni. Ogni Stato membro ha una rappresentanza proporzionale alla propria popolazione: si va dai 96 seggi della Germania ai 6 previsti per Malta, Lussemburgo e Cipro. L’Italia ha 76 eurodeputati ed è il terzo Paese più rappresentato. I cittadini votano per le proprie liste nazionali, che poi siedono al Parlamento per affinità politica, non per nazionalità. Attualmente esistono 8 gruppi politici, mentre 37 deputati (tra cui 10 eletti con il Movimento 5 Stelle) siedono tra i non iscritti. Il Parlamento elegge un proprio presidente, che resta in carica per 2 anni e mezzo, rinnovabili. L’attuale presidente del Parlamento europeo è l’italiano David Sassoli.

La preparazione dell’attività legislativa del Parlamento si svolge nelle 20 commissioni parlamentari, ognuna delle quali si occupa di un determinato settore. Esse esaminano le proposte legislative provenienti dalla Commissione europea: possono approvarle, emendarle o respingerle. Le proposte di legge che escono dalle commissioni parlamentari sono poi approvate o respinte dall’aula riunita in seduta plenaria. Le sedute plenarie (se ne tengono di regola 12 all’anno) si svolgono a Strasburgo, in Francia, che è la sede ufficiale del Parlamento. Tuttavia le commissioni parlamentari si riuniscono a Bruxelles, che ospita anche le sedute plenarie aggiuntive. A complicare ulteriormente il quadro, il segretariato generale del Parlamento ha sede a Lussemburgo. Tutta questa organizzazione apparentemente illogica ha ragioni storiche: Strasburgo, in quanto capoluogo dell’Alsazia, è la città simbolo della riconciliazione franco-tedesca e come tale era stata scelta come sede dell’emiciclo. Tuttavia, il resto dell’attività legislativa comunitaria si svolge a Bruxelles, dove è stato deciso di lasciare l’attività preparatoria delle commissioni parlamentari. Negli ultimi anni, si sono fatte crescenti le pressioni per spostare definitivamente la sede del Parlamento europeo nella capitale belga per evitare costosi e complicati spostamenti, ma il governo francese vi si è finora sempre opposto.