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    Home » Politica Estera » 80 dopo Hiroshima l’Ue insegue il disarmo nucleare. E avverte sul pericolo Iran

    80 dopo Hiroshima l’Ue insegue il disarmo nucleare. E avverte sul pericolo Iran

    L'Alta rappresentante Kallas mette in guardia contro "espansione opaca degli arsenali e nuovi attori che cercano di dotarsi dell'atomica".

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    6 Agosto 2025
    in Politica Estera
    Hiroshima dopo il bombardamento (1945) [foto: U.S. Navy Public Affairs Resources/Wikimedia Commons]

    Hiroshima dopo il bombardamento (1945) [foto: U.S. Navy Public Affairs Resources/Wikimedia Commons]

    Bruxelles – 6 agosto 1945 – 6 agosto 2025. L’Unione europea ricorda il bombardamento di Hiroshima, e lo sgancio della prime delle due bombe atomiche sul Giappone che hanno cambiato, in negativo, il corso della storia dell’umanità. Perché, ricorda l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas, “la devastazione di Hiroshima è ancora una testimonianza agghiacciante del potere e delle conseguenze delle armi nucleari”. Proprio per questo l’ottantesimo anniversario dell’accaduto diventa l’occasione per esortare a contrastare “l’espansione opaca degli arsenali nucleari e nuovi attori che cercano di dotarsi di capacità nucleari“.

    Da parte di Kallas non c’è alcun riferimento esplicito nei confronti di nessuno, ma l’allusione nascosta tra le righe della nota diffusa cela un richiamo sull’Iran, Paese che starebbe cercando di procurarsi armi nucleari e che per questo è stato bombardato da Israele e accusato dalla stessa Ue di essere fonte di instabilità regionale. La stessa diplomazia Ue cerca di tenere in vita ciò che resta dell’accordo internazionale che impegnerebbe la repubblica islamica a non dotarsi di nucleare, a riprova dei timori nei confronti del regime degli ayatollah.

    Ma c’è anche il nucleare nordcoreano sullo sfondo. Da anni Pyongyang lavora allo sviluppo di arsenali militari nucleari, con tanto di test che sono valsi la condanna del G7 e sanzioni da parte della stessa Unione europea.

    “Di fronte a queste sfide – continua Kallas – il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari rimane la pietra angolare del regime globale di non proliferazione nucleare e il fondamento essenziale per il perseguimento del disarmo nucleare”.

    Cambiano dunque i protagonisti ma non cambia la linea: occorre porre un freno alla proliferazione delle bombe atomiche. Un monito che giunge anche dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa: “Oggi onoriamo la memoria delle vittime e riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per la pace, il disarmo e un mondo libero dalle armi nucleari“. A 80 anni dal lancio della bomba su Hiroshima, aggiunge, “il mondo non deve mai dimenticare l’orrore scatenato dalle armi nucleari. L’umanità ne porta ancora oggi le cicatrici”.

    Tags: armi nucleariHiroshimaIrankaja kallasnucleareue

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