Bruxelles – Si mostra tranquillo il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti a proposito dei dazi Usa, che non sono una questione alla quale è urgente porre rimedio. Anche perché “il mercato Usa pesa per il 12 per cento del nostro export. E’ tanto, ma non è tutto”. Più urgente, e più fattibile, è sistemare la questione dei “dazi interni” all’Unione, che la Commissione sta affrontando da qualche tempo, e che attualmente pesano quanto i dazi statunitensi.
In un’intervista a “La Stampa” il ministro spiega che per il momento l’Unione “continuerà a negoziare con gli Usa. Per le compensazioni il presupposto ora è uno solo: è presto. Pensiamo ai vini, dove ci sono accordi ancora da finalizzare. Serviranno misure compensative, certo, ma più avanti“.
Secondo il ministro n questo momento “è l’Europa che deve farsi carico degli squilibri, tenendo conto che in base ai prodotti e all’export non tutti i Paesi sono colpiti allo stesso modo. In parallelo Bruxelles deve recuperare margini di produttività e abbattere i dazi ‘interni’: quelli della burocrazia, che secondo Mario Draghi pesano quanto i dazi americani”. Foti ricorda che “sul tavolo ci sono già quattro pacchetti normativi Ue: auspichiamo entrino presto in vigore. E serve anche che la Bce affronti la sopravvalutazione dell’euro, magari con quantitative easing o un significativo ulteriore taglio dei tassi per bilanciare il rapporto tra euro e dollaro”.
Per Foti “quello dei dazi è un fronte complesso, da affrontare su più piani”.



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