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    Home » Cronaca » In Europa tornano a crescere i suicidi, prima causa di morte tra 15 e 29 anni

    In Europa tornano a crescere i suicidi, prima causa di morte tra 15 e 29 anni

    L'analisi di Eurofound: "La crisi del costo della vita ha esacerbato questi problemi per la popolazione nel suo complesso"

    Perla Ressese di Perla Ressese
    2 Settembre 2025
    in Cronaca
    FORTINO  SANT'ANTONIO  INAUGURATA LA PANCHINA DELLA SPERANZA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO 2024 (Imagoeconomica)

    FORTINO SANT'ANTONIO INAUGURATA LA PANCHINA DELLA SPERANZA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO 2024 (Imagoeconomica)

    Bruxelles – Il calo a lungo termine dei tassi di mortalità per suicidio in tutta l’UE si è arrestato, riflettendo in modo allarmante le cattive condizioni di salute mentale in Europa. Nel 2021 il suicidio ha rappresentato il 18,9 per cento dei decessi tra le persone tra i 15 e i 29 anni, superando gli incidenti stradali (16,5 per cento). L’analisi di Eurofound (Agenzia dell’Unione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro) rivela inoltre che nel 2021 la cattiva salute mentale ha causato 11,1 milioni di anni di vita persi o vissuti con disabilità.

    Il nuovo rapporto dell’agenzia, “Salute mentale: gruppi a rischio, tendenze, servizi e politiche”, mostra che recentemente si è registrato un aumento dei decessi per suicidio, in particolare tra le donne sotto i 20 anni e gli uomini sopra gli 85. Nel complesso, la questione è anche profondamente legata al genere: gli uomini sono 3,7 volte più inclini a morire per suicidio rispetto alle donne, anche se sono queste ultime a segnalare più spesso problemi di salute mentale e a ricorrere alle cure primarie per affrontarli.

    Il rapporto sottolinea che la salute mentale è profondamente stratificata da fattori socioeconomici. Le persone con redditi più bassi o con un livello di istruzione inferiore, le famiglie monoparentali e i gruppi che subiscono discriminazioni sono a rischio maggiore. Le persone con disabilità sono colpite in modo sproporzionato, in parte perché, sostiene il rapporto, “hanno meno probabilità di trovare un’occupazione remunerativa”.

    La crisi del costo della vita ha esacerbato questi problemi per la popolazione nel suo complesso; in Irlanda, ad esempio, il 57 per cento degli adulti ha riferito che le preoccupazioni finanziarie stavano danneggiando la loro salute mentale.

    La “duplice natura della digitalizzazione”

    Il rapporto approfondisce varie questioni che potrebbero avere un impatto sulla salute mentale in tutto il continente, come la duplice natura della digitalizzazione. Mentre un uso moderato degli strumenti digitali può favorire le relazioni sociali, un uso eccessivo presenta un chiaro rischio. L’uso problematico dei social media tra i bambini di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, in particolare le ragazze, è aumentato in modo significativo in Europa dal 2018.

    Ciò è particolarmente preoccupante in paesi come la Bulgaria, l’Irlanda, Malta e la Romania, che hanno registrato i tassi più elevati. In Germania, si stima che nel 2019 1 bambino su 16 fosse già dipendente dai social media o dai giochi digitali, più del doppio rispetto al tasso registrato quattro anni prima.

    Il problema della mancanza di sostegno

    Nonostante il diritto formale all’assistenza sanitaria mentale gratuita o a basso costo nella maggior parte dei paesi dell’UE, il rapporto individua significative barriere pratiche. Lo stigma e la discriminazione sono i principali deterrenti e una grave carenza di capacità, in particolare nelle zone rurali e per servizi specializzati come la psichiatria infantile, rende questi diritti privi di significato per molti. Inoltre, l’assistenza tempestiva per esigenze lievi o moderate, in particolare la psicoterapia, è spesso accessibile solo privatamente e quindi disponibile solo a chi può permettersela.

    La ricerca evidenzia anche una diffusa insoddisfazione per la qualità dei servizi esistenti, con quasi la metà (46 per cento) di coloro che hanno avuto problemi emotivi o psicosociali che valutano la qualità dell’assistenza sanitaria mentale con un punteggio inferiore a cinque su dieci. La mancanza di fiducia è uno dei motivi principali per cui molte persone evitano di cercare aiuto, sottolineando l’urgente necessità di servizi che non siano solo disponibili, ma anche efficaci e in grado di soddisfare le esigenze individuali.

    Parlando della pubblicazione del rapporto, Hans Dubois, Senior Research Manager di Eurofound, ha sottolineato la necessità di un approccio globale e olistico. “Quando la cattiva salute mentale si aggrava, può avere conseguenze gravissime”, ha affermato. “È fondamentale intervenire tempestivamente nelle scuole e nei luoghi di lavoro e combattere lo stigma e la discriminazione”, ha ammonito Dubois.

    “A livello fondamentale, migliorare la salute mentale in Europa significa migliorare le condizioni di vita e di lavoro, anche attraverso l’inclusione sociale e occupazionale. Quando i progressi in questi settori si arrestano e le persone sentono di non progredire nella loro vita – conclude lo studioso -, la salute mentale ne risente”.

    Tags: eurofoundeuropagiovanisuicidi

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