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    Home » Cronaca » Le domande di asilo nell’Unione Europea diminuiscono del 23 per cento

    Le domande di asilo nell’Unione Europea diminuiscono del 23 per cento

    L'agenzia UE fa il censimento degli arrivi nei primi sei mesi del 2025, e il risultato è un calo marcato. Pesa in tal senso il crollo del regime siriano. Venezuela prima per domande di protezione

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    8 Settembre 2025
    in Cronaca
    Domande di asilo in calo

    (credits: Giovanni Isolino / Afp)

    Bruxelles – Le domande di asilo nell’Unione Europea sono diminuite del 23 per cento nei primi sei mesi dell’anno rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo (AUEA). L’ente europeo ha sottolineato come, tra gennaio e giugno, i 27 Paesi dell’Unione più Norvegia e Svizzera abbiano ricevuto 399mila domande di asilo, rispetto alle 518mila della prima metà del 2024.

    Si tratta del dato più basso dal 2021, momento in cui l’UE e il mondo erano ancora alle prese con la pandemia di Covid. L’Italia segue la tendenza con un -25 per cento, ma il calo maggiore si registra in Germania (-43 per cento). Sempre nel primo semestre del 2025 Spagna e Francia si sono dimostrati i Paesi membri più accoglienti dell’UE, superando la Germania da anni in cima a questa classifica.Il calo delle richieste d’asilo è stato trainato dalla riduzione della migrazione siriana (-66 per cento). La caduta del presidente siriano Bashshār al-Assad ha modificato i flussi . I Paesi europei hanno hanno considerato opportuno interrompere temporaneamente l’esame delle domande finché non fossero disponibili informazioni più certe dal punto di vista della sicurezza della nuova Siria di Aḥmad al-Shara.

    Il Venezuela è così diventato il primo Paese di origine per numero di richieste, con quasi 100mila. Più del 90 per cento dei venezuelani arrivati in Europa nel 2025 ha presentato domanda in Spagna. Il vantaggio per loro è quello di poter contare su una lingua condivisa e su una comunità già numerosa. La Spagna, grazie a una politica migratoria mirata, sta compensando il calo demografico con l’arrivo di cittadini dall’America Latina. Negli ultimi anni Madrid ha registrato infatti un piccolo ma costante aumento della popolazione, ora intorno ai 48 milioni di abitanti.

    Il quadro migratorio in Italia è diverso. Le comunità che maggiormente si stanno ampliando sono quella bengalese e quella pakistana. Il 74 per cento delle richieste d’asilo di cittadini del Bangladesh nell’UE è stato presentato in Italia, così come il 52 per cento di quelle provenienti dal Pakistan. Rilevante anche l’afflusso di popolazione dal Marocco e dalla Nigeria. In totale l’Italia ha ricevuto 64.000 domande d’asilo dato stabile rispetto all’anno precedente.

    Il tasso di riconoscimento UE+ — cioè, la percentuale di domande di protezione internazionale accolte nei Paesi dell’UE e associati — si è attestato al 25 per cento. Il dato più basso da quando si registra questo numero. Secondo l’AUEA “questa cifra non riflette un’interpretazione più restrittiva delle esigenze di protezione, ma è dovuta a fattori procedurali”. Ad esempio, spiega l’agenzia, “quando i siriani ritirano le loro domande, alcune autorità nazionali registrano statisticamente tale decisione come negativa”. Le nuove norme europee, che dovrebbero entrare in vigore nel 2026, renderanno la procedura più rapida: il processo durerà al massimo 12 settimane e il meccanismo di rimpatrio sarà accelerato da un sistema comune a tutti i 27.

    Tags: agenzia ue asiloAsiloimmigratimigrazionepolitica migratoriasiriaVenezuela

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