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    Home » Economia » L’inflazione nei prezzi del cibo ora preoccupa la BCE

    L’inflazione nei prezzi del cibo ora preoccupa la BCE

    La Banca centrale europea: "Rincari alimentari avvertiti da tutti, e influenzano le aspettative. Una sfida importante per il perseguimento della stabilità dei prezzi"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    25 Settembre 2025
    in Economia
    cibo pollo arrosto [foto: imagoeconomica via IA]

    cibo pollo arrosto [foto: imagoeconomica via IA]

    Bruxelles – Adesso l’inflazione alimentare preoccupa per davvero. La Banca centrale europea ha già messo nel mirino l’andamento dei prezzi per il cibo, o meglio, ‘generi alimentari, alcolici e tabacco’, una delle categorie di riferimento (assieme a energia, bene industriali non energetici e servizi) per il calcolo dell’andamento del costo della vita, ma adesso la BCE mette sotto la lente d’ingrandimento una sola componente, quella che inizia a preoccupare di più perché ben oltre medie e obiettivi. Se l’inflazione generale adesso è al 2 per cento, l’indice per i generi alimentari è al 3,2 per cento, in aumento e in contro-tendenza rispetto all’andamento generale.

    Il caro-cibo, i dati della BCE

    La situazione è ormai tale da dedicare un capitolo di studio a parte. Il dato generale è che “per mettere in tavola un pasto, i consumatori pagano circa un terzo in più rispetto a prima della pandemia“. Ciò detto, gli esperti di Francoforte vanno in rassegna ai rincari. I prezzi della carne di manzo, pollame e maiale, sono ora superiori di oltre il 30 per cento rispetto alla fine del 2019. Contestualmente, nello stesso lasso di tempo, i prezzi del latte sono aumentati di circa il 40 per cento, e quelli del burro di circa il 50 per cento rispetto ai livelli pre-pandemia. I prezzi del caffè, dell’olio d’oliva, del cacao e del cioccolato sono aumentati “ulteriormente”.

    L’inflazione alimentare influenza le aspettative

    La BCE sa che le famiglie guardano con grande attenzione al costo della spesa. Molti, in tutta Europa, fanno la spesa anche tutti i giorni, e la percezione dell’aumento del costo della vita deriva da questo continuo e tangibile confrontarsi con i listini. I rialzi sono visibili, e anche per questo, riconoscono i responsabili dello studio, “l’andamento dei prezzi dei prodotti alimentari rappresenta una sfida importante per la BCE nel suo perseguimento della stabilità dei prezzi”, in quanto “i prezzi dei prodotti alimentari hanno un impatto costante su tutti e quindi influenzano anche le aspettative di inflazione” oltre che ridefinire comportamenti e propensioni agli acquisti, con le implicazioni del caso su consumi e domanda interna.

    A Francoforte adesso si ravvede la necessità di “monitorare attentamente l’andamento dei prezzi dei prodotti alimentari, rendendoli particolarmente rilevanti nelle attuali analisi della BCE”. Anche perché, “oltre alle pressioni sui costi a breve termine, l’inflazione dei prezzi alimentari è influenzata anche da forze strutturali a lungo termine” quali i cambiamenti climatici. “Le prolungate siccità nel sud della Spagna nel 2022 e nel 2023 hanno portato a forti aumenti dei prezzi dell’olio d’oliva – rileva l’analisi della Banca centrale europea – mentre i prezzi del caffè e del cacao sono aumentati vertiginosamente a seguito delle avverse condizioni meteorologiche in importanti paesi esportatori come il Ghana e la Costa d’Avorio”.

    Tags: Banca Centrale europeabceciboconsumifamigliegeneri alimentariinflazioneue

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